venerdì 27 gennaio 2012

La Dama Del Lago

La leggenda narra che la Sacerdotessa del tempio della Dea, fosse celata dentro un riserbo impenetrabile. Il suo piccolo regno, praticamente solo il tempio della Dea, si trova in un' isoletta in mezzo al lago, ma non è facile scorgerla e ancor meno raggiungerla. Avvolta quasi sempre dalla nebbia e circondata da acquitrini che la rendono inaccessibile sia a piedi che in barca. C’è comunque un sentiero che se magicamente evocato, snodandosi nel fitto canneto, conduce al cancello del tempio. La leggenda la vuole prigioniera del lago, rilegata sul fondo, occultata dall’acqua limpida che si specchia al sole. Il suo agire non è neutrale ma non è nemmeno alleata di questa o quella parte, quando si manifesta, in qualche modo si capovolge il destino del tempo, ovvero il bene ed il male che alternativamente primeggiano l’uno sull’altro. La Dama del Lago consegnerà a Merlino la spada Excalibur, che poi Artù estrarrà dalla pietra dell’altare. La Dama del Lago è la custode del Graal che solo Parsifal riuscirà a raggiungere e riscattare. Ed è sempre la Dama del Lago che s’innamorerà e farà innamorare l’anziano cuore di Merlino, che dopo averlo spogliato della sua magia, lo rinchiuderà in una tomba d’aria sospinta dal vento. Infine la Dama del Lago riprenderà Excalibur, la spada dei re, lanciatale da Parsifal dalla riva del lago, eseguendo l’ultimo ordine di Artù.Una figura che vive fuori dal tempo, sempre al presente che se pur mutando non muta mai, sempre bella come la prima stella della sera e oscura come le ombre della notte, estranea dalle corti e dai palazzi degli uomini, ma presente negli avvicendamenti che essi producono. Pur non avendo magie da evocare, la magia non la può scalfire, la spada non la può ferire ma soprattutto la vita non la può invecchiare, in quanto quella vita non la può vivere. Se il giorno si apre con la speranza, la sera ci chiude nell’oblio e viceversa. Nella casualità sistematica di una formula irregolare, forse la leggenda la propone quale figura umana del destino che nel ciclo degli eventi non è ne la causa ne l’effetto bensì il pino dove questi avvenimenti si svolgono. 

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