lunedì 13 febbraio 2012

I Draghi

Non tutte le leggende hanno come eroi prodi cavalieri o coraggiosi guerrieri... anche i draghi e altre creature della notte sono apparsi (e ancora oggi ci sono), nella memoria leggendaria. 




"In punta di piedi addentriandoci nelle grotte dove riposano i draghi. Facciamo piano e silenzio...
ascoltiamo cosa intendono farci sapere, le antiche e possenti voci  dei draghi..."



DRAGO:
essere mitologico presente sia nella cultura occidentale che in quella orientale. In genere è rappresentato come un animale dai lineamenti preistorici: una specie di lucertolone con una grande testa, piccole ali, corpo scaglioso e lunga coda; dalla bocca escono lingue di fuoco che inceneriscono ogni cosa.

In occidente il drago rappresenta il male:
Già nella cultura classica il drago è avverso all’umanità, sempre in lotta con un dio o un eroe. Zeus sconfigge il Drago Tifone, Ercole uccide l’Idra. Nella cultura cristiana il drago è lo strumento del diavolo. Nel “libro dell’apocalisse” San Michele sconfigge un dragone, ugualmente San Giorgio numerosi sono i dipinti che rappresentano l’episodio di “San Giorgio e il Drago”). Il periodo di massima popolarità del drago è il medioevo. Questo essere era l’incarnazione del male,
al servizio di maghi, streghe e diavoli. Nelle storie cavalleresche è un personaggio ricorrente, anzi, spesso ne è il protagonista. Il Principe buono che uccide il Drago non è altro
che la parodia dell’eterna lotta tra bene e male. Anche nella cultura nordica il drago è in lotta contro il bene. Sia il Dio Thor che l’eroe Sigfrido hanno dovuto combattere questo essere. 

In oriente invece, il drago è un essere benefico:
fa fuggire gli spiriti malvagi e porta felicità. LOONG è il nome cinese del drago. E’ rappresentato con la perla della saggezza in bocca o negli artigli. Numerosi sono i tributi a questo mite animale, in Cina: le OSSA DEL DRAGO sono le ossa animali usate nel periodo Shang per trarre l’oracolo. Fino all’inizio di questo secolo, nessuno studioso aveva saputo dare una spiegazione su queste ossa con iscrizioni. Esse venivano quindi triturate e prese come una medicina. La paroladrago è usata per indicare alcuni tipi di tè, come ad esempio il tè “Oolong” (drago bianco). Il drago è anche uno dei CINQUE ANIMALI DI SHAOLIN. I movimenti fluenti di questo stile evocano la mitica immagine di un drago che ondeggia nell’aria. Mentre la tigre era legata alla struttura ossea, il leopardo alla muscolatura, il serpente all’energia vitale, il dragosviluppava e nutriva lo spirito. Questi sono alcuni esempi di come il drago in Cina è sempre associato a qualcosa di benevolo ed interiore. Il dragoviene rappresentato con corna, grandi occhi, baffi da gatto, corpo scaglioso, artigli da aquila, a volte con coda biforcuta. Un drago fu anche Dio acquatico che portava pioggia per i campi. Da circa2000 anni in Cina, in occasione di grandi feste, si esegue la “DANZA DEL DRAGO”. Anticamente questa danza era propiziatoria, cioè doveva servire a proteggere i pescatori dai “mostri” marini ed in generale dalle sciagure. Oggi la danza viene eseguita principalmente durante la festa del Tet, o capodanno cinese, e in quella della luna o Trung Tiu, a metà autunno. Tuttavia viene eseguita anche in occasione dell’apertura di particolari cerimonie o avvenimenti. I danzatori, cioè coloro che sono sotto la maschera (viso e corpo), sono quasi sempre grandi maestri di Kung Fu o perlomeno i migliori allievi delle scuole.  

La danza ha un suo significato: il drago danzante è accompagnato dal Dio della felicità, PHUC, in genere interpretato dal miglior allievo della scuola. Il Dio e il drago insieme portano felicità alle famiglie che, per attirarli nelle loro case, appendono su di un asta di bambù, (di 8-10m) ricchi premi. In Cina la “DANZA DEL DRAGO” fa parte del repertorio delle scuole di Kung Fu, proprio come se fosse una forma, e viene gelosamente custodita e tramandata da maestro ad allievo. La danza è tra l’altro un ottimo esercizio fisico e di coordinazione. 

Sulla maschera ci sono tre occhi: lo sguardo fisso dei due grandi occhi rappresenta la rettitudine e l’energia interna, il terzo rappresenta chiaroveggenza e intuizione. La bocca, grande ed aperta, identifica il coraggio e la perseveranza nello sforzo, rappresentato dai denti. Il “diploma” dei monaci Shaolin era costituito da due tatuaggi (a fuoco) sugli avambracci: un drago ed una tigre, che rappresentavano rispettivamente la forza dello spirito e la forza fisica, due qualità che un uomo doveva coltivare, opposte ma complementari. 
 
Draghi d'Oriente
Erano creature pacifiche e amiche dell’uomo: in Cina, per esempio, il Drago, insieme con la Tartaruga, l’Unicorno e la Fenice, rappresentava uno dei 4 spiriti benevoli. Secondo i cinesi la vita sulla terra ebbe origine dai dragoni, ritenuti la più importante forma di vita mai esistita sulla terra, che governarono per milioni di anni.

I draghi potevano essere: 

- Dragoni celesti, i guardiani del cielo
- Dragoni spirituali, i guardiani del vento, delle nuvole e dell’acqua
- Dragoni terrestri, i guardiani dei corsi d’acqua
- Dragoni sotterranei,i custodi di grandi ed immensi tesori
- Dragoni rossi e Dragoni neri, i draghi malvagi e violenti.
Leggende mesopotamiche
Apsu e Tiamat erano due esseri composti dall’unione delle parti del corpo di tutte le creature più terribili esistenti allora sulla terra: coccodrilli, lucertole, aquile, pipistrelli, leoni, aquile e serpenti. Un drago appunto. Dalla loro unione nacquero gli dei, uno dei quali uccise Apsu. Tiamat diede alla luce dei mostri, il cui compito era quello di contrastare la cattiveria degli dei. Per difendersi, gli dei nominarono loro difensore Marduk, uno della loro razza; lo armarono con potenti armi e lo inviarono contro Tiamat. Marduk uccise la madre in un epico scontro, poi catturò i mostri da lei generati e li rinchiuse negli inferi.
Draghi neri e Draghi rossi
Nelle leggende mesopotamiche si parla di terribili mostri volanti. Le due razze più antiche erano la nera (malvagità e astuzia), dalla quale poi discendono anche i draghi rossi. Il primo drago nero fu Tiamat. Divoravano qualsiasi cosa gli capitasse dinnanzi (uomini, animali) e, in particolare, erano golosissimi di latte fresco, che succhiavano dai capezzoli delle vacche, i cui lamenti di dolore erano inascoltabili. Alcuni draghi neri crescevano nei pozzi e la loro forma risulta molto allungata, simile a quella di un serpente. Potevano stritolare il nemico nelle loro spire potenti, unica arma a loro disposizione,
dal momento che non riuscivano ad emettere fuoco. La tradizione orientale è, come già accennato, completamente diversa e diametralmente opposta a quella occidentale: il drago primordiale, Marduk, precipitò nell’inferno, diventando di color rosso e immune al fuoco. I discendenti di Morduk continuarono a popolare le terre d’oriente (fino alla Grecia).

I Dragoni
Abitanti di profondissimi antri, i dragoni sono creature immortali sotterranee, e sono ancora oggi adorati in tutto l’oriente, in particolare in Cina. Generalmente femmine, sono immuni al fuoco e hanno in più il dono della magia. Non sopportando la luce del sole (caratteristica del pipistrello), raramente escono in superficie (quando malauguratamente lo fanno scatenano eruzioni vulcaniche e terremoti.)
Draghi ellenici
Tifone aveva mille teste e una gigantesca bocca dalla quale uscivano fuoco e fiamme. Solo Zeus ebbe il coraggio di affrontare il mostro, definito Titano. Lo condusse fino oltre il mar ionio ed infine ebbe la meglio su di lui, scagliandogli contro un enorme macigno. Ma la leggenda vuole che Tifone non morì: continuò infatti a vomitare fuoco e fiamme da sotto il macigno, divenuto isola, e questa è la ragione delle eruzioni dell’Etna secondo i miti greci. Come si può vedere, già al tempo di Achille e Agamennone l’evoluzione del concetto di drago era compiuta: da madre primordiale e incontrollabile, fonte di vita e di morte, come era la Tiamat mesopotamica, si era ormai giunti al concetto odierno: il drago era un mostro terribile e incontrollato, che vomitava fuoco e vapori venefici, che distruggeva ogni cosa al suo passaggio (i tifoni hanno preso il nome proprio dal drago Tifone), che uccideva e terrorizzava le razze del mondo, perfino gli dei.
Creature mostruose
La creatura mostruosa ha sempre vissuto nell’immaginazione dell’uomo, palesandosi nelle diverse culture sotto forme diverse ma concettualmente simili: per lo più sono fantasiosi “assemblaggi” di parti di animali diversi. Già nelle culture classiche troviamo questa esigenza di rappresentare creature zoomorfe e/o antropomorfe. Gli stessi dei venerati erano “antropomorfizzazioni zoomorfe” di vari esseri viventi. Durante il medioevo tutte queste informazioni tramandate, insieme ad elaborazioni orali di miti e leggende popolari, danno vita ad una serie di immagini che diventano patrimonio comune di tutte le genti. E proprio durante il medioevo che gli amanuensi trascrivono queste conoscenze e compilano i famosi “bestiari” medievali, raccolte di descrizioni di esseri mostruosi accompagnate da illustrazioni esplicative. Il medioevo si potrebbe quasi definire un punto di arrivo e allo stesso tempo di partenza di tutta una serie di elaborazioni di creature immaginarie che ancora oggi affascinano la nostra fantasia:
punto di arrivo perché per la prima volta si tentò di  “sistemare” e catalogare tutte le creature che fino ad allora non avevano avuto una vera e propria sistemazione. Punto di partenza perché dopo il medioevo, durante il Rinascimento (ma soprattutto durante il Romanticismo), quelle creature mostruose furono utilizzate come fonte di ispirazione per la letteratura, la pittura, l’architettura e la scultura.

dal web
 

2 commenti:

  1. Bel Post sui Draghi cara collega Arwen - Direi ottimo lavoro !?

    Io adoro i draghi ed il tuo post è molto interessante e bello ......

    RispondiElimina

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