lunedì 23 luglio 2012

I Templari: il Processo

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Bisogna ammettere che il processo contro i Templari, svoltosi nei primi anni del XIV secolo, fu una delle più grandi tragedie della storia della Chiesa. Il Re di Francia Filippo IV il Bello fece arrestare più di mille cavalieri, ne fece torturare la stragrande maggioranza e molti finirono sul rogo, fra cui anche l’ultimo Gran Maestro Jacques (o Giacomo) de Molay. Le accuse rivolte contro i Templari erano false e le confessioni estorte con atroci torture. I cavalieri non erano né migliori ne peggiori degli altri Ordini Monastici dell’epoca, soltanto che il Re di Francia, il Re Falsario aveva bisogno dei loro denari e dei loro possedimenti, perciò lui e i suoi ministri escogitarono le fandonie sulla colpevolezza dell’Ordine per poterlo annientare. Il Papa di allora, Clemente V in un primo momento si oppose a questo atto che veniva meno a ogni forma di diritto, ma alla fine dovette cedere e sospese l’Ordine per via amministrativa. La responsabilità di questo atto è caricata per la maggior parte sul Re di Francia : storici, scrittori e giornalisti incolpano la Chiesa d’aver sacrificato un Ordine glorioso ed innocente all’avidità di un Re. seguito.L’errore commesso da Clemente V tuttavia può essere in parte recuperato, il suo giudizio abrogato e l’Ordine assolto dalle colpe. In fin dei conti anche il processo di Giovanna d’Arco fu rivisto soltanto 40 anni dopo la sua morte, e la Pulzella d’Orleans fu non solo assolta, ma anche santificata. Certo, impugnare il giudizio di un Papa non è così facile, può essere doloroso per la Chiesa, ma Clemente V nel prendere la sua decisione fu ancora meno libero del Vescovo Cauchon. I Templari erano innocenti, restarono fedeli persino ad una Chiesa che li perseguitava, difesero il loro nome malgrado le torture e i roghi, si rivelarono i Cristiani migliori, più santi dei Cardinali e del Papa che si piegarono vilmente ad un’autorità statale iniqua. Restarono figli della Chiesa, non uno di loro morì per un credo ereticale. Quindi non si dovrebbe oggi abrogare la bolla di Clemente V che sospendeva l’Ordine Templare? La Chiesa dovrebbe riparare allo sbaglio di quell’antico e purtroppo debole Papa. Difficilmente oggi l’Ordine Templare può tornare al suo antico splendore, ma almeno in linea di principio dovrebbe sussistere di nuovo il diritto di portare la croce dei Templari. Tutta la vicenda ha inizio nel 1305, quando un tale Esquiu De Floryan si presentò al sovrano di Spagna Jaime II con una storia stupefacente: diceva di essere stato nelle carceri di Béziers in compagnia di un cavaliere templare cacciato dall’Ordine che gli aveva raccontato le inaudite atrocità che venivano compiute: si rinnegava Cristo all’atto di essere accettati nell’Ordine, si sputava sulla Croce, si praticava la sodomia e si adorava un idolo. De Floryan raccontò questa storia a Jaime II perché sapeva che il Re aveva buoni motivi per avercela con i Templari, non gli andava troppo a genio avere all’interno dei suoi confini un secondo potere oltre lo Stato con una tale influenza, inoltre avevano le più possenti fortezze del Regno e facevano i migliori affari. Jaime II però ritenne opportuno non intraprendere azioni contro gli onnipotenti Templari, anche perché la pia popolazione spagnola non avrebbe mai perdonato al suo Sovrano una simile azione contro i migliori Cristiani dell’epoca e la Chiesa! Jaime II consigliò però a De Floryan di rivolgersi a Filippo IV di Francia che aveva una certa esperienza in lotte contro la Chiesa grazie anche al suo scaltro consigliere: Guglielmo di Nogaret che aveva già arrecato gran danno alla Chiesa con lo "schiaffo di Anagni" a Bonifacio VIII, il quale non trovò pace neanche nella morte: Nogaret fece riesumare il cadavere e lo processò per eresia, accusandolo di una serie di crimini che solo la fantasia di un visionario poteva cacciare fuori: simonia, raggiri, assassinio del suo predecessore, magia e ateismo professo. De Floryan alla fine riuscì ad incontrarsi con Nogaret che percepì immediatamente quanto quelle informazioni che gli venivano date fossero ad alto potenziale esplosivo. Ormai era specializzato a saccheggiare beni ecclesiastici e annientare un Ordine per il vile denaro non lo preoccupava minimamente. Inoltre aveva forse un motivo in più per agire contro i Templari: i Cavalieri avevano denunciato all’Inquisizione come cataro suo nonno che era stato così bruciato sul rogo… Per il momento però aveva in mano ben poco per accusare un intero Ordine, aveva soltanto le affermazioni di un pregiudicato, un testimone quindi abbastanza  inattendibile, per giunta anche espulso dall’Ordine. Si potevano andare a ricercare i Cavalieri cacciati dall’Ordine (nelle ricerche, anche bibliografiche, i collaboratori di Nogaret erano maestri!) che sarebbero stai più che contenti di sottoscrivere qualsiasi cosa in cambio della libertà e di un po’ di denaro, ma Nogaret era troppo scaltro, sapeva che simili testimonianze sarebbero state troppo inverosimili per giustificare l’arresto di più di mille cavalieri. C’era soltanto una soluzione per ottenere prove sicure ed innegabili della colpevolezza dell’Ordine: tutti i Templari dovevano essere sottoposti a tortura e dovevano essere costretti a firmare le deposizioni con il riconoscimento della loro colpevolezza. Devo ricordare una cosa: l’Ordine Templare godeva del massimo rispetto delle popolazioni dei vari Stati, in più all’interno dell’Ordine c’erano molti figli di nobili: un’azione contro i Templari, senza i dovuti motivi si sarebbe trasformata per chiunque in una disfatta completa, avrebbe attirato contro di se l’odio delle masse, l’odio dei nobili, degli altri sovrani Europei e della Chiesa, che sarebbe potuta arrivare anche ad indire una Crociata contro l’accusatore dei Templari, con conseguenze più che ovvie: l’annientamento. Quindi se il Re di Francia si fosse azzardato ad incolpare ed arrestare i Templari per futili ragioni molto probabilmente avrebbe fatto una gran brutta fine! Filippo IV molto probabilmente aveva visto il tesoro dei Templari e quindi sapeva pressappoco le grandi quantità di ricchezze da loro possedute: a centinaia di migliaia si ammucchiavano monete di Tours, di Firenze, di Venezia, delle più importanti banche, nonché monete provenienti da tutto l’oriente e l’occidente. A questo vanno aggiunte le donazioni ricevute, gli oggetti d’arte migliori e un imprecisato numero di oggetti orientali. La domanda è: quando il Re di Francia poté vedere tutto questo? Durante la sollevazione popolare del 1306 che ci fu anche per via dell’inflazione e delle continue svalutazioni… i Templari accolsero il Re nel loro castello-fortezza, salvandolo da morte sicura. Nel 1307 però era già quasi tutto pronto, il piano era quasi completo.Re Filippo riuscì a convincere (probabilmente con lo zampino di Nogaret) tutti i membri del consiglio di Stato sulla bontà e necessità di quest’azione, i quali apposero i loro sigilli sui documenti da inviare a tutti i procuratori di Francia con l’ordine di catturare i Templari. Uno solo rifiutò di mettere il suo sigillo al servizio di un’ingiustizia: l’arcivescovo Aycelin di Narbona, gran guardasigilli e cancelliere del Regno. Naturalmente Filippo andò avanti comunque, non pensò minimamente di far naufragare tutto per una sola opposizione! Una cosa però c’è da dire: se Aycelin di Narbona credeva che quell’azione fosse un’ingiustizia, perché rimase muto? Perché non avvertì ne il Papa, ne i Templari delle intenzioni del Re? Avrebbe potuto evitare il più grande assassinio giudiziario del Medioevo, ma non lo fece. Col suo silenzio si fece comunque complice. Così il 14 settembre 1307 venne deliberato l’arresto dei Templari e già il 22 dello stesso mese giungevano ai procuratori del Regno i decreti che ordinavano di tenersi pronti con tutti gli uomini in armi per l’alba del 13 Ottobre. I decreti prevedevano che, dopo l’arresto, si stabilisse la verità ad ogni costo, anche ricorrendo alla tortura; a chi rilasciava le confessioni sul verbale andava promessa la piena assoluzione, coloro che negavano andavano minacciati di morte. Questo è incredibile! Come poteva il Re promettere l’assoluzione ai peccatori e viceversa minacciare di morte chi non confessava? Il papa intanto non sapeva niente di quello che stava per accadere, infatti dove si trovò la settimana tra l’1 e l’8 Ottobre? Alle terme… Alcuni studiosi però sostengono che il papa fosse al corrente della situazione e che volesse iniziare una sua inchiesta sui Templari, ma Filippo il Bello lo anticipò. Il 13 Ottobre comunque l’azione fu fatta e in una volta sola furono imprigionati tutti i Templari di Francia, persino i rappresentanti del Tempio presso la Curia pontificia!. Vennero presi all’alba, in un agguato assolutamente inaspettato. Le accuse che venivano rivolte sembravano impossibili e assolutamente inaspettate, anche per questo i Templari non reagirono, visto che avevano la coscienza pulita e erano sicuri che tutto si sarebbe risolto subito e che si sarebbe chiarito l’equivoco. La loro fede era indistruttibile, purtroppo non sapevano, invece, che quella stessa Chiesa che loro tanto adoravano (guidata però da un uomo debole e prigioniero del Re di Francia) e di cui si fidavano l’avrebbe lasciati in pasto ad un Re bramoso di denaro. I Templari furono imprigionati nelle loro stesse fortezze e interrogati dai carnefici del Re. La cattura era stata ordinata dal Grande Inquisitore di Francia, Guglielmo d’Imbert che avrebbe dovuto procedere anche agli interrogatori, ma gli aguzzini cominciarono subito, torturando i poveri malcapitati e iniziando a far sottoscrivere da quanti più Templari possibile le loro dichiarazioni di colpevolezza. Fu presentata ai Templari una lunga lista di misfatti che da tempo sarebbero stati abituali nell’Ordine. A chi confessava veniva promessa la libertà, il perdono e una pensione ordinaria attinta dai beni dell’Ordine. Si doveva soltanto adempiere alla piccolissima formalità di sottoscrivere le proprie affermazioni di colpevolezza sotto giuramento. Chi invece si intestardiva col negare le accuse veniva invece messo alla ruota, una, due, tre volte al giorno, finché non confessava ….. o moriva. Non tutti ce la fecero a sopportare le torture e molti firmarono i documenti con le mani insanguinate. I capi d’accusa più importanti furono: aver rinnegato Cristo, aver sputato sulla Croce, sodomia e adorazione di un idolo. La storia ci conferma senza ombra di dubbio che l’aver rinnegato Cristo e aver sputato sulla Croce sono due accuse altamente insostenibili! I Templari fatti prigionieri durante le Crociate spesso si rifiutavano di rinnegare il Redentore per avere salva la vita! Furono massacrati senza pietà dai musulmani che per loro non si aspettavano mai di ricevere un riscatto! Anche allora avrebbe dovuto impressionare il fatto che qualche anno prima a San Giovanni d’Acri furono uccisi circa 500 Templari che morirono per salvare la vita agli altri Crociati fungendo da retroguardia, ma anche per quel Cristo che ora li si accusava di rinnegare!

2 commenti:

  1. Ho letto e riletto questa storia ultimamente molti libri l'hanno riproposta anche un della Asensi che ha scritto due/tre libri su questo argomento e non solo. Bravissima a scrivere tutto questo era molto lungo.
    Ciaooo e buona settimana

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    1. si infatti edvige era abbastanza lunga io ho inserito solo una parte il resto lo trovate nel forum elencato sotto il tag continua a leggere :D

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