<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345</id><updated>2012-02-23T21:25:28.350+01:00</updated><category term='Dea'/><category term='rito'/><category term='Solstizio D&apos;Inverno'/><category term='Tesoro'/><category term='Amicizia'/><category term='Montagna'/><category term='Tazza'/><category term='Ufologia'/><category term='Mistero;Storia'/><category term='Inverno'/><category term='Sogno'/><category term='Vampiri'/><category term='Fasi Lunari'/><category term='Re'/><category term='Re Artù'/><category term='Laghi'/><category term='Breaking Down'/><category term='Dark'/><category term='Excalibur'/><category term='Credi'/><category term='Vampiro'/><category term='Serpente Piumato'/><category term='SoundTrack'/><category term='The Three Treacle Wells of Longwitton'/><category term='Forum'/><category term='EternalFire'/><category term='Storia Vera'/><category term='Diamate'/><category term='Drago Dell&apos;Anello'/><category term='Natale'/><category term='Solstizio'/><category term='Festa'/><category term='twilight'/><category term='Non Morto'/><category term='Luna'/><category term='San Valentino'/><category term='Oriente'/><category term='Avalon'/><category term='Astronomia'/><category term='Foglie'/><category term='Draghi'/><category term='Fairy'/><category term='Facebook'/><category term='Folletti del Bosco Incantato'/><category term='Zodiaco'/><category term='Dama'/><category term='Canto'/><category term='Storia'/><category term='Drago'/><category term='Vamp y res'/><category term='Camelot'/><category term='vischio'/><category term='Mistero'/><category term='E-Book'/><category term='invocazione'/><category term='Acqua'/><category term='Collaboratori'/><category term='Donna'/><category term='Indiani'/><category term='Calabria'/><category term='colonna sonora'/><category term='Stella'/><category term='Cuore'/><category term='Fata'/><category term='Sole'/><category term='Paranormale'/><category term='Orosco'/><category term='Folletti'/><category term='Farfala'/><category term='Mito'/><category term='Palude'/><category term='Fantasy'/><category term='Leggende'/><category term='Miti'/><category term='Magia'/><category term='Serpente'/><category term='Leggenda'/><category term='Piccolo Popolo'/><category term='Citta Sommerse'/><category term='Fate'/><category term='Orfanella'/><category term='Musica'/><category term='Wikka'/><category term='Festa Degli Innamorati'/><category term='Elfi'/><category term='Celti'/><category term='Esoterismo'/><category term='Folklore'/><category term='Regina della Notte'/><category term='Lupo'/><category term='Cristallo'/><category term='Gnomi'/><category term='Ritrovi'/><category term='Yule'/><category term='Amore'/><title type='text'>Il Regno Magico Di Arwen</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>58</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-1629070398332990721</id><published>2012-02-15T23:37:00.001+01:00</published><updated>2012-02-15T23:41:45.638+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Acqua'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palude'/><title type='text'>Le Fate Della Palude Selena</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://blog.libero.it/fateforever/getmedia.php?4gm%60zo%26imJwug-%3F3%3D2673-%3B9a10%25%3Baiademz%27tgpggzgdatlc%3E%2792%27z%05kgonmghom-%3FT" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://i55.tinypic.com/1tmr03.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="318" src="http://i55.tinypic.com/1tmr03.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #ead1dc; font-family: inherit; font-size: large;"&gt;C'era una volta un contadino che si chiamava Noy.        Era un uomo benvoluto. Abitava nelle vicinanze della        palude Selena. Una sera si recò nell'osteria poco distante a        ordinare la birra per la festa d'autunno che cadeva        l'indomani. Dalla bettola uscì ma a casa non fece        più ritorno. Lo si cercò per oltre tre giorni finche', a mezzo        miglio da casa sua, si trovarono dei cani che        latravano e un cavallo che nitriva.Gli uomini che lo        stavano cercando furono costretti ad attraversare        una palude insidiosa e infine giunsero in una        fratta. Fu proprio qui che scorsero il cavallo di Noy legato        ad un ramo, e vicino all'animale, i cani. Il cavallo era pasciuto avendo mangiato l'erba che        cresceva l'intorno, mentre i cani erano pelle e        ossa. I soccorritori portarono il cavallo in un        fienile diroccato. Nel fienile trovarono Noy in        persona,sprofondato nel sonno. Scorgendoli comparve confuso, e anche meravigliato, ma poi riusci'a raccontare cio'che gli era        accaduto. Aveva attraversato la zona acquitrinosa prendendo        per una scorciatoia, aveva perso l'orientamento e,        percorse molte miglia in sella al suo cavallo, si        era addentrato in una contrada sconosciuta. Insperatamente vide delle luci e udi'una musica in        lontananza. Penso' di essere giunto in una masseria        dove i contadini celebravano la festa d'autunno con        un buon pasto e cavalco' nella direzione verso cui        l'attraevano la luce e i suoni degli strumenti        musicali. Ad un tratto il suo cavallo si adombro' ed egli non        riusci' a smuoverlo. Alla fine non gli rimase altro da fare che legarlo a        un pruno, quindi si diresse verso la casa colonica        attraversando un giardino ben curato. Davanti alla        casa vide molta gente che ballava o che , seduta        intorno a lunghi tavoli, mangiava e beveva. Erano tutti ben vestiti, ma gli parvero        incredibilmente piccoli di statura; anche le panche,        i tavoli e i bicchieri erano minuscoli, ad un tratto        una ragazza piu'alta degli altri gli si mise al suo        fianco. Indossava una veste bianca e suonava una        specie di tamburo basco. La melodia era molto piacevole e i ballerini si        muovevano con passi agili seguendo il ritmo con        abilita'. Poi la fanciulla porse lo strumento ad un ragazzotto        e corse dentro la casa a prendere una brocca di        birra per i convitati. Noy, al quale piaceva molto ballare e che non aveva        nulla da obiettare all'idea di un boccale di birra, avanzo'alla volta della fattoria,ma la ragazza gli        fece capire a cenni di restare dov'era. Scambio'qualche parola con l'uomo che aveva in mano        il tamburello e si avvicino'a Noy. "Seguitemi nel frutteto"disse. Lo condusse in un posto dove,alla luce delle stelle,        riconobbe Grace Hutchens, la ragazza che era stata        la sua innamorata ed era morta tre o quattro anni        prima. "Ringrazia le stelle William "disse " se ho potuto        stare all'erta e trattenerti! Sarebbe stato        sufficiente un minuto e non ti avrei salvato:        saresti appartenuto anche tu al popolo delle fate        come e' successo a me". Lui fece per baciarla ma lei gli ordino' di non        sfiorarla neppure con un dito e gli proibi' di        mangiare i frutti degli alberi o di cogliere un        fiore se desiderava tornare in mezzo ai mortali. "Proprio perche' ho mangiato una susina di questo        frutteto incantato,oggi sono una fata"gli spiego'. "Ti puo' apparire strano ma questo accadde per amor        tuo. La gente credeva di avermi trovata morta nella        palude,mentre chi avevano ripescato era un mostro.        Mi sento viva come al tempo in cui stavamo        insieme,caro". Allorche' disse queste parole,si udirono molte        vocine flebili urlare in tono        perentorio:"Grace,Grace,portaci altra birra e altro        sidro,ma sbrigati". "Seguimi"disse a William"ma bada che nessuno ti veda        e,se ti e' cara la vita non cogliere ne'frutti        ne'fiori". Noy le chiese un bicchiere di sidro,ma la ragazza        glielo nego'. Fu di ritorno dopo qualche istante e        allora passeggiarono fianco a fianco nel giardino        tra i fiori,e mentre camminavano, Grace gli        racconto'della sua disavventura. Una sera al tramonto era andata alla palude a        cercare una pecora."Ti avevo sentito,William,        chiamare i cani"prosegui'"e volevo raggiungerti        dalla scorciatoia. Ma sono finita in un punto dove        le felci erano piu'alte della mia persona. Ho        cercato invano di arrivare da te,finche'sono        capitata nel frutteto e ho udito la musica. Non sono piu'riuscita ad uscire. C'era qualcosa che        mi tratteneva. Ero impotente. Sfinita,affamata e assetata,ho colto da un albero        una delle susine d'oro e l'ho mangiata. Nella mia bocca il frutto ha acquistato il sapore di        acqua amara,dopodiche'sono caduta a terra priva di        sensi. Quando ho ripreso coscienza, mi sono vista attorniata        da uno stuolo di questi omini. Ridevano ed erano contenti di aver trovato una        ragazza carina che cucinasse per loro,preparasse la        birra e sorvegliasse i lattanti che avevano        sottratto ai mortali."&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #ffe3f2; font-family: Bookman Old Style; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #ead1dc;"&gt; Grace racconto' poi a William quali fossero le        caratteristiche di quel popolo."Hanno scarsa        intelligenza e poco sentimento. A dir la verita', ricordano soltanto gli aspetti piacevoli di        quando vivevano tra i mortali e nel caso di alcuni        di loro si parla di oltre mille anni. Ma cio'che a un mortale sembra bello,diciamo una        mela rossa o altri frutti saporiti,ai loro occhi non        conta." William le domando' se le donne dessero alla luce        dei figli,e Grace rispose che di tanto in tanto        accadeva."Ogni volta e'una grande gioia        perche'ognuno di questi omini si ritiene il padre.        Devi inoltre sapere"raccontò"che hanno un'altra        religione:adorano gli astri del firmamento. Non sono        nemmeno fedeli come i cristiani:rimangono con la        donna o con l'uomo vicino al quale si trovano        casualmente quando cala la sera e sono stanchi di        ballare. E'l'usanza di questo popolo." Grace gli disse inoltre di essere contenta della        propria sorte anche perche'poteva trasformarsi in un        uccellino e,ogni qualvolta provasse nostalgia di        lui,volava nelle vicinanze della sua casa. La chiamarono di nuovo perche' li servisse,e Noy        penso'in quale modo potesse salvare se stesso e la        ragazza. Ora prestate attenzione in modo che sappiate come        trarvi d'impaccio se mai veniste a trovarvi nella        medesima situazione. William si sfilo'di tasca un guanto,lo rovescio'e lo        lancio'in mezzo agli uomini. Di colpo sparirono tutti. Anche Grace.Egli invece si        trovo'nel fienile diroccato. Qualcuno, cosi'almeno gli sembro'-gli aveva sferrato        un colpo in testa poiche'era stramazzato a terra. Quindi era caduto in un sonno profondo. Furono gli uomini che erano venuti a cercarlo che lo        svegliarono. Come la maggior parte dei mortali che s'avventurano        nel regno delle fate,anche William Noy perse dopo la        sua avventura,il gusto di vivere tra i suoi simili. L'unica cosa che gli procurasse diletto era il        melodioso canto di un uccellino sulla finestra della        sua casa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #ead1dc;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #ffe3f2; font-family: Bookman Old Style;"&gt;&lt;span style="color: #ead1dc;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;       &lt;i&gt;("da fiabe e leggende bretoni "Mondadori")&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-1629070398332990721?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/1629070398332990721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/le-fate-della-palude-selena.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1629070398332990721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1629070398332990721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/le-fate-della-palude-selena.html' title='Le Fate Della Palude Selena'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i55.tinypic.com/1tmr03_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-956197960076766578</id><published>2012-02-14T19:43:00.002+01:00</published><updated>2012-02-14T19:44:41.524+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festa Degli Innamorati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='San Valentino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amore'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Nuova sezione dedicata al mito di San Valentino&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;a href="http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/p/speciale-san-valentino.html" target="_blank"&gt;Speciale San Valentino&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Buon San Valentino A Tutti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.fabiovisentin.com/photography/photo/29/buon-san-valentino-ecard-sfondi-desktop-3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.fabiovisentin.com/photography/photo/29/buon-san-valentino-ecard-sfondi-desktop-3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;Arwen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-956197960076766578?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/956197960076766578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/nuova-sezione-dedicata-al-mito-di-san.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/956197960076766578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/956197960076766578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/nuova-sezione-dedicata-al-mito-di-san.html' title=''/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-7310399660264320331</id><published>2012-02-13T18:57:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T18:57:53.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serpente Piumato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Draghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drago'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serpente'/><title type='text'>La Leggenda Del Serpente Piumato</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="float: Left; padding: 10px;"&gt;&lt;img alt="Immagine" src="http://clip.altervista.org/Leggende/serpentepiumato/01.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La leggenda del Serpente piumato (leggenda Azteca) Quetzalcoatl, il dio serpente, signore della creazione, del sapere e del vento, era il re della città degli dèi. Era totalmente puro, innocente e buono. Nessun compito era troppo umile per lui. Spazzava persino i sentieri degli dèi della pioggia, così che essi potessero venire a portare acqua alla terra. L’astuto fratello di Quetzalcoatl, Tezcatlipoca, il dio dei guerrieri, del cielo notturno e del fulmine, era infuriato per la sua assoluta bontà. Così decise, con alcuni amici, di fargli un brutto scherzo, trasformandolo in un furfante in cerca di piaceri. “ Gli daremo un volto ed un corpo umani !” sogghignò. Mostrarono a Quetzalcoatl il suo nuovo aspetto umano in uno specchio fumoso. Appena Quetzalcoatl vide il suo nuovo volto, si sentì posseduto da tutti i desideri materiali che affliggono il genere umano. Allora Quetzalcoatl gridò inorridito “ Non sono più adatto ad essere un re! Non posso comparire davanti al mio popolo in questo modo! ” Il dio chiamò a sè Xolotl, il coyote. Questi era legato a Quetzalcoatl come fosse la sua stessa ombra, gli fece un manto di piume verdi, rosse e bianche prese dall’uccello quetzal. Gli fece anche una maschera di turchesi, una parrucca e una barba di piume blu e rosse. Poi gli dipinse le labbra di rosso, colorò la fronte di giallo e fece in modo che i suoi denti sembrassero quelli di un serpente. Quetzalcoatl assunse così le sembianze del leggendario serpente piumato. Ma Tezcatlipoca aveva pensato a uno scherzo da fare al fratello. Gli diede del vino, dicendo che era una pozione per curare la sua malattia. Quetzalcoatl, che non aveva mai bevuto alcolici, si ubriacò. Mentre era stordito, Tezcatlipoca lo convinse a fare l’amore con sua sorella, Quetzalpetatl. Quando ritornò in sé, Quetzalcoatl si vergognò amaramente di quel che aveva fatto. “ Questo è un giorno funesto! ” disse, e decise di morire. Quetzalcoatl ordinò ai suoi servitori di fare una cassa di pietra, poi vi si stese e rimase lì dentro per quattro giorni. Infine si rialzò e disse ai suoi servitori di riempire la cassa con tutti i suoi tesori più preziosi e di sigillarla. Detto questo il dio si recò sulla riva del mare e lì indossò il manto di piume di quetzal e la maschera di turchesi. Poi si diede fuoco, e di lui non rimase più niente, a parte le ceneri sulla spiaggia. Da queste ceneri sorsero degli uccelli favolosi che salirono al cielo, i quetzal, appunto. Quando morì Quetzalcoatl il sole non sorse per quattro giorni, poiché il dio era sceso nella terra dei morti con Xolotl per vedere il padre, Mictlantecuhtli. Quetzalcoatl disse a suo padre che era venuto a prendere le preziose ossa che custodiva per popolare la Terra, e il signore dei morti acconsentì. Quetzalcoatl e Xolotl presero le ossa preziose e ritornarono nella terra dei vivi. Quetzalcoatl spruzzò il suo sangue sulle ossa e diede loro la vita. Le ossa divennero il primo popolo, i Toltechi. Il dio insegnò al genere umano molte cose importanti. Egli trovò il mais, che era custodito dalle formiche, e insegnò agli uomini a coltivarlo. Insegnò agli uomini come lucidare la giada, come fare tessuti e creare mosaici. Ma soprattutto insegnò loro come misurare il tempo e capire le stelle, e stabilì il corso dell’anno e delle stagioni. Alla fine giunse il giorno in cui il serpente piumato dovette lasciare che gli uomini se la cavassero da soli. Quando quel giorno sorse, apparve nel cielo la stella Quetzalcoatl, ovvero il pianeta Venere. Per questo il dio è chiamato Signore dell’Alba. Alcuni dicono che Quetzalcoatl andò verso est su una zattera di serpenti, ma un giorno tornerà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Grazie Legolas Anche Per Questa Splendida Leggenda &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-7310399660264320331?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/7310399660264320331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/la-leggenda-del-serpente-piumato.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/7310399660264320331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/7310399660264320331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/la-leggenda-del-serpente-piumato.html' title='La Leggenda Del Serpente Piumato'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5561602330733203876</id><published>2012-02-13T16:41:00.001+01:00</published><updated>2012-02-13T16:41:53.224+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drago Dell&apos;Anello'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drago'/><title type='text'>Fafnir Il Drago</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;FAFNIR&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="float: left; font-family: inherit; padding: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/Ring41.jpg/200px-Ring41.jpg"&gt;&lt;img alt="Image" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/Ring41.jpg/200px-Ring41.jpg" style="max-width: 600px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fafnir&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fáfnir (o Fáfner) è un personaggio ambiguo della mitologia norrena, talvolta descritto come un drago talvolta come un serpente. Figlio del re nano Hreidmar e fratello di Reginn e Otr, Fáfnir era un nano dotato di un potente braccio e uno spirito coraggioso, era il più forte e aggressivo dei tre fratelli. Dopo che Loki uccise per sbaglio Ótr, Hreidmar ricevette l'anello di Andvari dal dio per rimediare alla perdita del figlio. Fáfnir, saputo dell'anello magico, Andvaranautr, uccise il padre per impossessarsene, senza dividere l'oro del padre col fratello Reginn che aveva partecipato all'omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trasformato in un drago dall'anello, viene ucciso da Sigfrido, figlio adottivo di Reginn, che bagnatosi del suo sangue diviene invulnerabile ed abbeveratosi dello stesso impara il linguaggio degli uccelli (secondo la mitologia norrena, infatti, i draghi sono in grado di parlare tutte le lingue, delle quali si servono per mentire ed ingannare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di morire Fáfinr ammonisce Sigfrido che l'anello sarà la sua rovina; naturalmente questi non lo ascolta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;questa spelndida storia mi e stata suggerita da uno dei miei fidati amici del popolo di &lt;a href="http://eternalfire.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=71&amp;amp;t=2312" target="_blank"&gt;EternalFire&lt;/a&gt; grazie Legolas per aver condiviso con noi uesta bella storia :D&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5561602330733203876?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5561602330733203876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/fafnir-il-drago.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5561602330733203876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5561602330733203876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/fafnir-il-drago.html' title='Fafnir Il Drago'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8388943685638915671</id><published>2012-02-13T01:18:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T01:19:41.887+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Non Morto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vampiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark'/><title type='text'>Vampires</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://antrodellamagia.altervista.org/images/vampiro7.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="319" src="http://antrodellamagia.altervista.org/images/vampiro7.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Stile2"&gt;Sono molte le creature della notte che popolano gli incubi degli esseri umani fin dall'inizio dei tempi, ma la figura che più ha affascinato le menti degli uomini di molti paesi e popoli è sempre stata quella del vampiro. I vampiri sono esseri umani che, dopo essere stati morsi da un altro vampiro, muoiono, o meglio, passano dalla vita ad uno stato di non morte. La loro esistenza effimera è resa possibile dalle forze del male; in cambio della vita eterna, il prezzo che i vampiri devono pagare è, in primis, la necessità di nutrirsi di sangue umano ed evitare la luce del sole. Quindi, queste creature, vivono la loro non vita durante la notte e trascorrono le ore del giorno, in riposo, all'interno delle loro bare. La loro forza è sovraumana e i loro poteri eccezionali. Possono trasformarsi in lupi, pipistrelli o nebbia, vedono nel buio, ammaliano le loro vittime e possono rendere vampiri altri esseri umani. I modi per sconfiggerli sono vari: conficcare nel loro cuore un paletto di frassino, recidere loro la testa, bruciarli, esporli alla luce del sole. Secondo molte leggende i vampiri odierebbero l'aglio, le croci, l'acqua santa, l'acqua in movimento (es. un fiume o un ruscello). Nella visione moderna, il vampiro non teme assolutamente l'aglio o le croci, teme piuttosto la vere fede, e tutto ciò che di essa è intriso. Rimane il fascino straordinario che il vampiro riesce ad esercitare sugli uomini e sulle donne di ogni età. Il suo sguardo magnetico irretisce e conquista al male. Leggende di vampiri sono ben radicate nelle zone della ex Jugoslavia, in Romania e in Ungheria. Il vampiro più famoso proviene proprio da quelle zone, i Carpazi, in Transilvania. Il suo nome è Dracula, che significa "Drago" o "Diavolo", e affonda le sue radici nella figura storica di Vlad Tepes (Vlad l'Impalatore), principe di Valacchia (1431-1476), noto per la sua indole sanguinaria e per il fatto che impalava i nemici su lunghi pali acuminati, dopo averli catturati, come ammonimento per suoi oppositori. Alcuni nomi con cui vengono indicati i vampiri nel mondo e nei vari periodi storici: Vourdalak, Nosferatu, Vampiro, Striges, Strigoi, Lamia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-8388943685638915671?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/8388943685638915671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/vampires.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8388943685638915671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8388943685638915671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/vampires.html' title='Vampires'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5628704822448644343</id><published>2012-02-13T01:01:00.001+01:00</published><updated>2012-02-13T01:11:18.682+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oriente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drago'/><title type='text'>I Draghi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2012/01/drago.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2012/01/drago.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Non tutte le leggende hanno &lt;/b&gt;&lt;b&gt;come eroi prodi cavalieri o coraggiosi guerrieri... anche i draghi e&amp;nbsp;altre creature della notte sono apparsi (e ancora oggi ci sono), nella memoria leggendaria.&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"In punta di piedi addentriandoci nelle grotte dove riposano i draghi. Facciamo piano e silenzio... &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;ascoltiamo cosa intendono farci sapere, le antiche e possenti&amp;nbsp;voci&amp;nbsp; dei draghi..."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;DRAGO:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: #fce5cd;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;essere mitologico presente sia nella cultura occidentale che in quella orientale. In genere è rappresentato come un animale dai lineamenti preistorici: una specie di lucertolone con una grande testa, piccole ali, corpo scaglioso e lunga coda; dalla bocca escono lingue di fuoco che inceneriscono ogni cosa.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;In occidente il drago rappresenta il male:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #fce5cd; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Già nella cultura classica il drago è avverso all’umanità, &lt;/b&gt;&lt;b&gt;sempre in lotta con un dio o un eroe. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Zeus sconfigge il Drago Tifone, Ercole uccide l’Idra. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Nella cultura cristiana il drago è lo strumento del diavolo. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Nel “libro dell’apocalisse” San Michele sconfigge un dragone, &lt;/b&gt;&lt;b&gt;ugualmente San Giorgio &lt;/b&gt;&lt;b&gt;numerosi sono i dipinti che rappresentano &lt;/b&gt;&lt;b&gt;l’episodio di “San Giorgio e il Drago”). &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Il periodo di massima popolarità del drago è il medioevo. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Questo essere era l’incarnazione del male,&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;al servizio di maghi, streghe e diavoli. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Nelle storie cavalleresche è un personaggio ricorrente, &lt;/b&gt;&lt;b&gt;anzi, spesso ne è il protagonista. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Il Principe buono che uccide il Drago non è altro&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;che la parodia dell’eterna lotta tra bene e male. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Anche nella cultura nordica il drago è in lotta contro il bene. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Sia il Dio Thor che l’eroe Sigfrido hanno dovuto combattere questo essere.&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;In oriente invece, il drago è un essere benefico:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;fa fuggire gli spiriti malvagi e porta felicità. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;LOONG&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt; è il nome cinese del drago. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;E’ rappresentato con la perla della saggezza in bocca o negli artigli. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Numerosi sono i tributi a questo mite animale, in Cina: &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;le OSSA DEL DRAGO sono le ossa animali &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;usate nel periodo Shang per trarre l’oracolo&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Fino all’inizio di questo secolo, nessuno studioso aveva saputo dare &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;una spiegazione su queste ossa con iscrizioni. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Esse venivano quindi triturate e prese come una medicina. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;La parola&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;drago è usata per indicare alcuni tipi di tè, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;come ad esempio il tè “Oolong” (&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;drago bianco). &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Il drago è anche uno dei&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt; CINQUE ANIMALI DI SHAOLIN. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;I movimenti fluenti di questo stile evocano la mitica &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;immagine di un drago che ondeggia nell’aria. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Mentre la&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt; tigre era legata alla struttura ossea, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;il leopardo &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;alla muscolatura, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;il serpente &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;all’energia vitale, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;il drago&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;sviluppava e nutriva lo spirito. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Questi sono alcuni esempi di come il drago in Cina &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;è sempre associato a qualcosa di benevolo ed interiore. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Il drago&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;viene rappresentato con corna, grandi occhi, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;baffi da gatto, corpo scaglioso, artigli da aquila, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;a volte con coda biforcuta. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Un drago fu anche Dio acquatico che portava pioggia per i campi. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Da circa&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;2000 anni in Cina, in occasione di grandi feste, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;si esegue la&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt; “DANZA DEL DRAGO”. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Anticamente questa danza era propiziatoria, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;cioè doveva servire a proteggere i pescatori dai “mostri” marini &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;ed in generale dalle sciagure. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Oggi la danza viene eseguita principalmente durante la festa del Tet, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;o capodanno cinese, e in quella della luna &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;o Trung Tiu, a metà autunno. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Tuttavia viene eseguita anche in occasione dell’apertura &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;di particolari cerimonie o avvenimenti. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;I danzatori, cioè coloro che sono sotto la maschera (viso e corpo), &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;sono quasi sempre grandi maestri di Kung Fu &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;o perlomeno i migliori allievi delle scuole. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://cdn.esoterya.com/wp-content/uploads/2010/04/drago-bianco.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="302" src="http://cdn.esoterya.com/wp-content/uploads/2010/04/drago-bianco.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;La danza ha un suo significato:&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;il drago danzante è accompagnato dal Dio della felicità, PHUC, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;in genere interpretato dal miglior allievo della scuola. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Il Dio e il drago insieme portano felicità alle famiglie che, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;per attirarli nelle loro case, appendono su di un asta di bambù, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;(di 8-10m) ricchi premi. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;In Cina la&lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt; “DANZA DEL DRAGO” fa parte del repertorio &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;delle scuole di Kung Fu, proprio come se fosse una forma, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;e viene gelosamente custodita &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;e tramandata da maestro ad allievo. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;La danza è tra l’altro un ottimo esercizio fisico e di coordinazione.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;b style="color: red;"&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;Sulla maschera ci sono tre occhi: &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;lo sguardo fisso dei due grandi occhi rappresenta la rettitudine &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;e l’energia interna, il terzo rappresenta chiaroveggenza e intuizione. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;La bocca, grande ed aperta, identifica il coraggio e &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;la perseveranza nello sforzo, rappresentato dai denti. &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;Il “diploma” dei monaci Shaolin era costituito da due tatuaggi &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;(a fuoco) sugli avambracci: &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;un drago ed una tigre, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;che rappresentavano rispettivamente la forza dello spirito &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;e la forza fisica, due qualità che un uomo doveva coltivare, &lt;/b&gt;&lt;b style="color: #fce5cd;"&gt;opposte ma complementari.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;Draghi d'Oriente&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Erano creature pacifiche e amiche dell’uomo: in Cina, per esempio, il Drago, insieme con la Tartaruga, l’Unicorno e la Fenice, rappresentava uno dei 4 spiriti benevoli. Secondo i cinesi la vita sulla terra ebbe origine dai dragoni, ritenuti la più importante forma di vita mai esistita sulla terra, &lt;/b&gt;&lt;b&gt;che governarono per milioni di anni.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;I draghi potevano essere:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: #fce5cd;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;- Dragoni celesti, i guardiani del cielo&lt;br /&gt;- Dragoni spirituali, i guardiani del vento, delle nuvole e dell’acqua&lt;br /&gt;- Dragoni terrestri, i guardiani dei corsi d’acqua&lt;br /&gt;- Dragoni sotterranei,i custodi di grandi ed immensi tesori&lt;br /&gt;- Dragoni rossi e Dragoni neri, i draghi malvagi e violenti.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6361958586349015345" name="leggende in mesopotamia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;Leggende mesopotamiche&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #fce5cd;"&gt;&lt;b&gt;Apsu e Tiamat erano due esseri composti dall’unione delle parti del corpo di tutte le creature più terribili esistenti allora sulla terra: coccodrilli, lucertole, aquile, pipistrelli, leoni, aquile e serpenti. Un drago appunto. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Dalla loro unione nacquero gli dei, uno dei quali uccise Apsu.&lt;/b&gt;&lt;b&gt; Tiamat diede alla luce dei mostri, il cui compito era quello di contrastare la cattiveria degli dei. Per difendersi, gli dei nominarono loro difensore Marduk, uno della loro razza; lo armarono con potenti armi e lo inviarono contro Tiamat. Marduk uccise la madre in un epico scontro, poi catturò i mostri da lei generati e li rinchiuse negli inferi.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="titoletto" style="color: red; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6361958586349015345" name="Draghi neri e rossi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;Draghi neri e Draghi rossi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fantasy.noiblogger.com/files/2008/11/draghi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://fantasy.noiblogger.com/files/2008/11/draghi.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Nelle leggende mesopotamiche si parla di terribili mostri volanti. Le due razze più antiche erano la nera (malvagità e astuzia), dalla quale poi discendono anche i draghi rossi. Il primo drago nero fu Tiamat. Divoravano qualsiasi cosa gli capitasse dinnanzi (uomini, animali) e, in particolare, erano golosissimi di latte fresco, che succhiavano dai capezzoli delle vacche, i cui lamenti di dolore erano inascoltabili. Alcuni draghi neri crescevano nei pozzi e la loro forma risulta molto allungata, simile a quella di un serpente. Potevano stritolare il nemico nelle loro spire potenti, unica arma a loro disposizione,&lt;br /&gt;dal momento che non riuscivano ad emettere fuoco. La tradizione orientale è, come già accennato, completamente diversa e diametralmente opposta a quella occidentale: il drago primordiale, Marduk, precipitò nell’inferno, diventando di color rosso e immune al fuoco. I discendenti di Morduk continuarono a popolare le terre d’oriente (fino alla Grecia).&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="titoletto" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6361958586349015345" name="Dragoni"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;I Dragoni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #fce5cd;"&gt;&lt;b&gt;Abitanti di profondissimi antri, i dragoni sono creature immortali sotterranee, e sono ancora oggi adorati in tutto l’oriente, in particolare in Cina. Generalmente femmine, sono immuni al fuoco e hanno in più il dono della magia. Non sopportando la luce del sole (caratteristica del pipistrello), raramente escono in superficie (quando malauguratamente lo fanno scatenano eruzioni vulcaniche e terremoti.)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="titoletto" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6361958586349015345" name="drago ellenico"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;Draghi ellenici&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #fce5cd;"&gt;&lt;b&gt;Tifone aveva mille teste e una gigantesca bocca dalla quale uscivano fuoco e fiamme. Solo Zeus ebbe il coraggio di affrontare il mostro, definito Titano. Lo condusse fino oltre il mar ionio ed infine ebbe la meglio su di lui, scagliandogli contro un enorme macigno.&lt;/b&gt;&lt;b&gt; Ma la leggenda vuole che Tifone non morì: continuò infatti a vomitare fuoco e fiamme da sotto il macigno, divenuto isola, e questa è la ragione delle eruzioni dell’Etna secondo i miti greci. Come si può vedere, già al tempo di Achille e Agamennone l’evoluzione del concetto di drago era compiuta: da madre primordiale e incontrollabile, fonte di vita e di morte, come era la Tiamat mesopotamica, si era ormai giunti al concetto odierno: il drago era un mostro terribile e incontrollato, che vomitava fuoco e vapori venefici, che distruggeva ogni cosa al suo passaggio (i tifoni hanno preso il nome proprio dal drago Tifone), che uccideva e terrorizzava le razze del mondo, perfino gli dei.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: black; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6361958586349015345" name="crature mostruose"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Creature mostruose&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images.virgilio.it/sg/notizie1024/upload/10_/10_v030.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="211" src="http://images.virgilio.it/sg/notizie1024/upload/10_/10_v030.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;La creatura mostruosa ha sempre vissuto nell’immaginazione dell’uomo, palesandosi nelle diverse culture sotto forme diverse ma concettualmente simili: per lo più sono fantasiosi “assemblaggi” di parti di animali diversi. Già nelle culture classiche troviamo questa esigenza di rappresentare creature zoomorfe e/o antropomorfe. Gli stessi dei venerati erano “antropomorfizzazioni zoomorfe” di vari esseri viventi. Durante il medioevo tutte queste informazioni tramandate, insieme ad elaborazioni orali di miti e leggende popolari, danno vita ad una serie di immagini che diventano patrimonio comune di tutte le genti.&lt;/b&gt;&lt;b&gt; E proprio durante il medioevo che gli amanuensi trascrivono queste conoscenze e compilano i famosi “bestiari” medievali, raccolte di descrizioni di esseri mostruosi accompagnate da illustrazioni esplicative. &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Il medioevo si potrebbe quasi definire un punto di arrivo e allo stesso tempo di partenza di tutta una serie di elaborazioni di creature immaginarie che ancora oggi affascinano la nostra fantasia:&lt;br /&gt;punto di arrivo perché per la prima volta si tentò di&amp;nbsp; “sistemare” e catalogare tutte le creature che fino ad allora non avevano avuto una vera e propria&amp;nbsp;sistemazione. Punto di partenza perché dopo il medioevo, durante il Rinascimento (ma soprattutto durante il Romanticismo), quelle creature mostruose furono utilizzate come fonte di ispirazione per la letteratura, la pittura, l’architettura e la scultura.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="color: #fce5cd; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;dal web &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;span style="color: #ff6600; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5628704822448644343?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5628704822448644343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/i-draghi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5628704822448644343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5628704822448644343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/i-draghi.html' title='I Draghi'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-2708039393740076584</id><published>2012-02-05T19:26:00.000+01:00</published><updated>2012-02-06T15:23:00.750+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E-Book'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orosco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccolo Popolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Astronomia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Celti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Forum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Facebook'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zodiaco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Collaboratori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Magia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paranormale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fantasy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EternalFire'/><title type='text'>EternalFire Cerca Collaboratori</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="1dfdd71db8580da713cea88c04ae1" src="http://uppix.net/e/8/1/1dfdd71db8580da713cea88c04ae1.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/EternalFire/151779891524819?sk=app_106171216118819" target="_blank"&gt;Qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissimi Visitatori vi informo che EternalFire e anche su facebook la paggina tratta gli argomenti principali del forum tra cui magia,una vasta lista di E-book da consultare e leggere online , miti , leggende e molto altro venite ha trovarmi vi aspetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="2856e39350d32521e19b27bc8518d" height="473" src="http://uppix.net/8/b/f/2856e39350d32521e19b27bc8518d.jpg" width="640" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://eternalfire.altervista.org/forum/" target="_blank"&gt;Qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Ricerca di Collaboratori:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;La nostra filosofia è quella di allargare la crescita del forum a tutti coloro che amano l' esoterismo e che vogliano condividere la propria passione per il fantasy. Eternalfire è alla ricerca di collaboratori. Se siete interessati, non esitate a contattarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-2708039393740076584?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/2708039393740076584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/eternalfire-cerca-collaboratori.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2708039393740076584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2708039393740076584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/02/eternalfire-cerca-collaboratori.html' title='EternalFire Cerca Collaboratori'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4252717490604634075</id><published>2012-01-30T00:55:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T00:56:55.068+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Farfala'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orfanella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amicizia'/><title type='text'>La Farfalla e L'Orfanella</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;ins style="border: medium none; display: inline-table; height: 60px; margin: 0pt; padding: 0pt; position: relative; visibility: visible; width: 468px;"&gt;&lt;/ins&gt;        &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-YqLqr1eleVQ/TyXcCCtk6aI/AAAAAAAAAVY/dD0Lv9pPjIw/s1600/fate_f_15.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-YqLqr1eleVQ/TyXcCCtk6aI/AAAAAAAAAVY/dD0Lv9pPjIw/s400/fate_f_15.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;img border="0" height="100" src="http://www.aurorablu.it/fate/C2.jpg" width="100" /&gt;è una favola        meravigliosa che narra di una povera orfanella che non aveva né        famiglia né qualcuno che le volesse bene. Un giorno, sentendosi        particolarmente triste e sola, si mise a camminare per i boschi e vide        una bellissima farfalla imprigionata in un rovo. Più la farfalla si        dibatteva per conquistare la libertà e più le spine si conficcavano        nel suo fragile corpo. La giovane orfanella con delicatezza riuscì a        liberarla. Invece di volare        via, la farfalla si tramutò in una bellissima fata. La ragazzina si        sfregò gli occhi perchè pensava di aver avuto una allucinazione.        " Per ricompensarti della tua straordinaria bontà", disse la        fatina buona, "esaudirò qualunque tuo desiderio". La        ragazzina si fermò un attimo a riflettere, poi disse: "Voglio        essere felice!". La fata rispose:        "Molto bene". Si chinò su di lei e le sussurrò qualcosa in        un orecchio. Poi svanì. La ragazzina,        divenuta ormai grande, appariva felice come nessun altro sulla terra.        Tutti le chiedevano il segreto della sua felicità. Ma lei si limitava a        sorridere e rispondeva: "il segreto della mia felicità consiste        nell'aver dato ascolto ad una fatina buona quando ero piccola". Poi divenne        vecchia e quando fu in punto di morte i vicini le si fecero attorno,        temendo che il segreto della felicità svanisse con lei. "Per        piacere", la pregarono, "rivelaci ciò che ti ha detto la        fatina buona". La cortese        vecchietta sorrise ed esclamò: "Mi disse che tutti, per quanto        sicuri di sé, e non importa se giovani o vecchi, ricchi o poveri, hanno        bisogno di me".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4252717490604634075?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4252717490604634075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-farfalla-e-lorfanella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4252717490604634075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4252717490604634075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-farfalla-e-lorfanella.html' title='La Farfalla e L&apos;Orfanella'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-YqLqr1eleVQ/TyXcCCtk6aI/AAAAAAAAAVY/dD0Lv9pPjIw/s72-c/fate_f_15.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4331844981182673870</id><published>2012-01-29T19:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T21:59:05.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Draghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Magia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccolo Popolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Lo Scialle Magico</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" height="400" src="http://i7.photobucket.com/albums/y280/roxxette/fata_moonfae.gif" width="272" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tanto, tanto tempo fa, esisteva il mondo delle favole, quando Re e Regine, uomini e donne, fate, gnomi e folletti convivevano pacificamente tra di loro. In quest’epoca fatata sul Monte di Portofino si trovava un piccolo Regno. Sulla vetta si trovava un bianco castello, circondato da splendidi giardini, intorno c’erano le case dei nobili e dei dignitari, e lungo il pendio che degradava verso il mare abitavano i sudditi. Quelli della parte più alta, vicino alla vetta, praticavano l’agricoltura e la caccia e curavano soprattutto l’ulivo, ma quelli che vivevano più in basso, vicino al mare, ed erano la maggioranza, praticavano da sempre la pesca. Le loro barche dondolavano dolcemente in una piccola insenatura naturale ai piedi del monte da dove ogni mattina salpavano, spesso insieme al loro Re, che alla testa della piccolo flottiglia, li guidava verso il largo, nelle zone più ricche e pescose. Questo era il Regno del Re Pescatore, che viveva nel castello con la sua unica figlia, Iride Il padre, l’aveva data in sposa, ancora giovanissima ad un giovane principe del Nord, da lui scelto, perché un giorno avrebbe regnato insieme alla piccola principessa che era destinata a diventare Regina. Iride era una fanciulla bellissima e solare, bionda, snella, i suoi occhi azzurri brillavano come un limpido cielo di primavera e amava tutto ciò che la circondava. Amava gli alberi del bosco, gli uccellini che cantavano, i fiori, il mare ai suoi piedi illuminato dal sole e il suo variopinto scialle dai mille colori che le avevano donato Fiorella, la fata del bosco e Marina, la fata del mare, il giorno del suo matrimonio, volando insieme alla sua finestra sulle loro piccole ali iridescenti. Era uno scialle bellissimo, magico, era stata tessuto con la trasparenza delle ali delle farfalle, con l’iridescenza delle squame dei pesci più variegati, con la lucentezza della rugiada all'alba, con la leggerezza della schiuma del mare e con i mille colori di un prato a primavera. Lo scialle aveva tutte le tonalità del giallo, del verde, del rosa, dell'indaco e tante altre ancora. Ma soprattutto Iride era innamorata del Principe Alberto, suo marito. E' vero che il loro era stato un matrimonio dettato dalla ragion di stato, ma i due giovani, appena si erano visti, si erano follemente innamorati uno dell'altro. Anche il Principe Alberto era molto bello, alto, fiero, biondo con gli occhi azzurri ed era anche molto coraggioso. Lo sport preferito del principe era quello di veleggiare e quando entrava nella piccola rada, a prua della sua goletta, con i capelli al vento, non c’era nessuno che potesse stargli alla pari, oppure quando tornava da una partita di pesca, con il suo bottino nella rete la Regina lo aspettava sulla riva, attorniata dalle sue dame e gli porgeva il suo fazzoletto per tergergli il sudore dalla fronte e in quel momento si guardavano amorosamente e davanti ai loro occhi passava la visione del loro futuro felice, insieme, nella reggia, con tanti bei bambini alti e biondi. Un giorno il Re Pescatore decise che era venuto il suo momento, così si recò sulla riva, si incamminò verso il largo dove la schiuma del mare lo avvolse in un abbraccio e non tornò più. Quando Iride vide le onde chiudersi sopra il Re Pescatore ed il mare portarlo via con sé, si commosse fino alle lacrime e comprese che da quel momento era diventata la regina del piccolo regno. Non pianse oltre per il Re Pescatore, perché sapeva che quello era il destino dei re della sua stirpe, quella la loro fine. Era andato a vivere tra le creature del mare, dove sarebbe rimasto per l’eternità. Dopo un periodo di lutto, tutto riprese a scorrere come al solito, il piccolo regno era sereno e niente sembrava turbarlo.&lt;img alt="" height="299" src="http://www.mareblucamogli.com/miti/images/castle2.jpg" style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" width="400" /&gt; Poi, improvvisamente, un giorno, come un fulmine a ciel sereno, arrivò la notizia che il cattivo re Ottone, che viveva al di là del mare, voleva conquistare il regno della Regina Iride per espandere i suoi domini. Tutti gli uomini corsero alle armi, furono armate delle navi, il principe Alberto si mise alla testa della spedizione, e, indossata l'armatura d'argento, si imbarcò sulla nave ammiraglia per impedire al cattivo Re Ottone di invadere il suo regno. La battaglia avvenne dall’altra parte del mare, al largo delle coste del Re Ottone e non fu uno scontro facile. I cannoni tuonavano, gli uomini urlavano, le spade scintillavano, ma, alla fine, la flotta del cattivo Re Ottone fu sconfitta e lui dovette ritornare nelle sue terre, rinunciando alla sua voglia di conquista. La piccola flotta del Principe Alberto si mise allora sulla via del ritorno e la Regina Iride, quando seppe che il suo sposo stava rientrando vittorioso alla sua terra, salì sulla roccia più alta del suo regno, a picco sul mare, in attesa di vedere le vele all'orizzonte. Siccome l'aria era fresca, si era messa sulle spalle il suo scialle colorato e si era seduta ai piedi di un albero. L'attesa fu lunga, ma ecco, improvvisamente, la prima vela bianca all'orizzonte, poi un'altra e un'altra. La Regina si alzò in piedi, trepidante mentre le navi si avvicinavano quando, improvvisamente, scoppiò un terribile temporale, che si trasformò presto nella più spaventosa tempesta che si fosse mai vista. Il cielo diventò nero, solo a tratti i fulmini squarciavano le tenebre, si alzò un vento fortissimo e onde altissime si abbatterono sulle navi, trascinandole come gusci di noci e riducendo le vele a brandelli. La flotta ai suoi piedi cominciò a piegarsi sotto i colpi dei flutti, battute da una pioggia come non si era mai vista, così forte che non si capiva più dove fosse il cielo e dove fosse il mare. La Regina Iride tratteneva il fiato dalla paura, vedeva il suo sposo che tornava vincitore e rischiava di essere inghiottito dal mare, dalla pioggia e dal vento. Terrorizzata vide sotto di lei la nave ammiraglia che lottava contro gli elementi, in una lotta impari, sembrava la fine di tutto. Allora, come spinta da una forza misteriosa, la Regina Iride si tolse dalle spalle lo scialle colorato e con un largo gesto di disperazione e di protezione nello stesso tempo, lo lanciò contro il vento e la pioggia verso il cielo e attraverso il mare. Lo &lt;img alt="" height="299" src="http://www.mareblucamogli.com/miti/images/Rainbow03.jpg" style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px;" width="400" /&gt;scialle si aprì e si allungò e tutte le tonalità del rosa, del giallo del verde, del blu brillarono lassù in alto e formarono un grande arco che coprì tutta la baia, la pioggia si calmò come per incanto e sotto l'arco colorato anche il vento cessò, il mare si calmò, e il sole esplose attraverso quei mille colori che continuarono e brillare nella volta celeste, finché la flotta non tornò sana e salva in porto. Era stato l'arcobaleno lanciato da una donna innamorata a salvare le navi, gli uomini ed il suo adorato sposo. Ormai di quel regno si è persa ogni traccia, il tempo delle favole è finito. Dove forse una volta sorgeva il castello ora si trova un bellissimo albergo, ma ancora oggi, sopratutto dopo un acquazzone estivo, non è raro vedere lo scialle della Regina Iride che attraversa il mare con i mille colori dell’arcobaleno per ricordarci il suo amore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://magiadellefate.splinder.com/post/12701925/lo-scialle-magico" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4331844981182673870?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4331844981182673870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/lo-scialle-magico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4331844981182673870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4331844981182673870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/lo-scialle-magico.html' title='Lo Scialle Magico'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5000013013989432846</id><published>2012-01-29T19:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T20:02:04.383+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Credi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mistero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>I Tre Credi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;C'era una volta, tanto e tanto tempo fa, nella ricca città di Torrelunga, un re con un unico figlio, di nome Vincenzo, che era tutta la sua speranza. Non vedeva l'ora che si sposasse per dare un erede al trono, ma il principe era un tipo così solitario e selvaggio, che quando il re suo padre gli diceva di sposarsi scuoteva la testa, e se ne andava a caccia per una settimana. &lt;/i&gt;&lt;i&gt;Accorgendosi di diventare vecchio, il povero re tentò in tutti i modi di convincere suo figlio a cambiare idea, ma Francesco non si lasciò commuovere né dal suo dolore, né dai consiglieri che gli spiegavano la necessità di assicurare un erede al trono, né dalle preghiere dei suoi sudditi. Ma un giorno, quando ormai il vecchio re aveva perso tutte le speranze, accadde che, mentre erano riuniti intorno alla tavola, il principe pensava alle cornacchie nere che passavano in cielo e tagliava a metà una ricotta: si tagliò un dito e due gocce di sangue, cadendo sulla ricotta, fecero un abbinamento di colori così bello e pieno di grazia che se ne innamorò. Decise di trovarsi una sposa bianca e rossa come quella ricotta colorata dal suo sangue, e disse al re:&lt;/i&gt;&lt;i&gt; "Padre mio, se non riesco a trovare una fanciulla così per farne la mia regina, morirò di dolore. Per nessuna mi è mai battuto il cuore, e ora lo sento correre per il desiderio di una bellezza che abbia il colore del mio sangue. Fammi partire, la cercherò fino ai confini del mondo, e quando l'avrò trovata ritornerò". &lt;/i&gt;&lt;i&gt;Il vecchio re si sentì mancare il fiato, e con un fil di voce gli disse:&lt;/i&gt;&lt;i&gt; "Figlio mio adorato, speranza della mia vita, che pazzia è questa? Non hai voluto sposarti per darmi un erede al trono, e ora per sposarti vuoi vedermi morire di dolore? Non abbandonarmi, non lasciare la tua casa, lascia questa pazzia, rimani in questo reame che senza di te andrà in malora!".&lt;img alt="" src="http://i7.photobucket.com/albums/y280/roxxette/Daria_FataDeiFiori.gif" style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px;" /&gt; Ma era come se parlasse al vento, e quando vide che non c'era modo di farlo rinunciare al suo desiderio, il re gli diede una borsa di monete d'oro, qualche servitore, e la sua benedizione. Da un balconcino del suo palazzo il re guardò Francesco che si allontanava, lo salutò finché riuscì a vederlo col canocchiale, e poi si mise a piangere a vite tagliata. Il principe Francesco cavalcava e trottava per boschi e per campagne, per colline e per vallate, attraversava pianure e saliva su alte montagne, vedeva paesi e città e conosceva gente diversa, tenendo gli occhi ben aperti per trovare la fanciulla dalla pelle bianca come la ricotta e rossa come il suo sangue, ma inutilmente. Dopo alcuni mesi di viaggio, arrivò a una lontanissima città di mare, dove si fermarono i suoi servitori, perché si sentivano male, mentre il principe si imbarcò su un naviglio genovese, e navigò per tanto tempo. Viaggiò per i mari e per gli oceani, cercando in tutti i reami, le regioni e le province, guardando in ogni piazza, in ogni palazzo, in ogni villa, in ogni casupola, la fanciulla di cui portava sempre l'immagine nel cuore.&lt;/i&gt;&lt;i&gt; E tanto navigò e viaggiò che arrivò finalmente all'Isola delle Orche, dove, appena la nave gettò l'ancora, il principe Francesco scese a terra e incontrò una vecchia, secca secca e brutta brutta. Il principe, dopo averla salutata gentilmente, le spiegò dopo quale lunghissima avventura era arrivato all'isola, e la vecchia rimase incantata, sentendo come si era innamorato perdutamente di una fanciulla che non aveva mai visto, ed era andato a cercarla per tutte le terre e per tutti i mari, affrontando tanti rischi e tante fatiche. Allora disse a Francesco: "Figlio mio, fila via, scappa, perché se dai nell'occhio a tre figli miei, che sono golosi di carne umana, la tua vita non varrà un soldo: tutta la tua avventura avrà fine nella loro pancia, dopo che ti avranno arrostito! ma se ti metti a correre come una lepre, senza metter tempo in mezzo, un po' più in là troverai la tua fortuna".&lt;/i&gt;&lt;i&gt; Rabbrividendo dalla paura il principe Francesco seguì il consiglio della vecchia, e corse senza fermarsi finché non arrivò in un altro paese, dove trovò una vecchia ancora più vecchia della prima. Appena le ebbe raccontato la sua storia per filo e per segno, la seconda vecchia gli disse: &lt;/i&gt;&lt;i&gt;"Scappa a gambe levate, se non vuoi diventare lo spuntino dei miei figli orchetti, ma corri, perché la tua situazione è proprio nera, e un po' più in là troverai la tua fortuna".&lt;/i&gt;&lt;i&gt; Il povero principe si mise a correre come se avesse il diavolo alle spalle, e dopo un po' di tempo arrivò da un'altra vecchia, che stava a sedere su una ruota con un paniere infilato nel braccio, pieno di pastine e confetti. Dava da mangiare queste leccornie a un branco di asini, che poi saltavano in riva a un fiume e tiravano calci a dei poveri cigni. &lt;/i&gt;&lt;i&gt;Francesco, dopo aver cortesemente salutato e riverito la vecchia con tanti inchini, le raccontò la storia del suo lungo viaggio, e la terza vecchia, consolandolo con buone parole, gli diede una squisita colazione, e Francesco si leccò anche le dita. Quando si alzò da tavola, la vecchia gli diede tre cedri che parevano appena colti dall'albero, e gli diede anche un coltello, dicendo:&lt;/i&gt;&lt;i&gt; "Puoi tornare nel tuo reame, perché ormai la tua ricerca è finita: hai quello che cercavi. Va', e quando sarai vicino a Fiumefreddo fermati alla prima fonte che trovi e taglia un cedro, ne verrà fuori una fata che ti dirà: 'Dammi da bere!'. Dovrai essere sveltissimo con l'acqua, sennò la fata scomparirà come l'argento vivo. Se non sarai abbastanza svelto la prima volta, aprirai un altro cedro, e se non ce la farai nemmeno con la seconda fata prova con l'ultimo cedro, ma bada di essere prontissimo con la fanciulla perché non ti sfugga fra le dita: solo se riuscirai a dissetarla in tempo avrai la sposa del tuo cuore". Il principe tutto contento baciò cento volte la mano grinzosa e pelosa della vecchia, e dopo averla salutata lasciò l'Isola delle Orche, navigò per l'oceano e per il mare e finalmente approdò a un porto che era distante un giorno di cammino dal reame di Torrelunga.&lt;/i&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;i&gt;A un certo punto si trovò in un bellissimo boschetto, dove gli alberi erano così fitti che tenevano sempre all'ombra i prati e trovò una fonte dalle acque così fresche che invitavano a bere: si fermò, prese in mano il coltello e cominciò a tagliare il primo cedro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;span style="font-family: inherit;"&gt;In un batter d'occhio apparve una fanciulla bellissima, bianca come la ricotta e rossa come il sangue, che disse:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;span style="font-family: inherit;"&gt;"Dammi da bere!".&amp;nbsp; Francesco rimase a bocca aperta, incan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;tato dalla bellezza della fata, non fu tanto svelto a darle l'acqua, e quasi nello stesso istante in cui era apparsa la fanciulla scomparve. Il principe si sentì come se lo avessero bastonato: come sa chi, dopo aver tanto desiderato e cercato una cosa, la perde proprio quando la sfiora con le dita. Tagliando il secondo cedro gli successe la stessa cosa, e sentì lo stesso colpo. Mentre dai suoi occhi sgorgavano tante lacrime che anche lui pareva una fontana, diceva: "Accidenti a me, sono proprio un disgraziato! due volte me la sono fatta scappare, due volte, come se fossi senza mani! dovrei correre come una lepre, e invece sono più lento di una lumaca! se non mi sveglio perdo tutto, dopo l'uno e dopo il due c'è solo il tre, e se con questo coltello non avrò la mia fanciulla, mi pianterò la lama nel cuore". Tagliò il terzo cedro e uscì la terza fata, dicendo come le altre due: "Dammi da bere!", ma questa volta Francesco nello stesso istante le diede l'acqua.&lt;/span&gt;&lt;img alt="" height="400" src="http://i172.photobucket.com/albums/w16/laken9/glitter-5.gif" style="float: right; font-family: inherit; margin: 0pt 0pt 10px 10px;" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt; Finalmente gli rimase accanto una fanciulla dalla pelle morbidissima e bianca come la ricotta, con le guance rosse come il sangue, di una bellezza mai vista al mondo, con i capelli d'oro fino, così affascinante che incantava chiunque la guardasse. Il principe non capiva com'era potuto succedere, e guardava al colmo della meraviglia quell'incanto venuto dal taglio del cedro, non sapendo se sognava o era desto, domandandosi come avesse fatto a uscire dal frutto asprigno una cosa più dolce del miele, come fosse venuta fuori da un frutto tanto piccolo una fanciulla così grande e ben formata. Alla fine, realizzando che non era solo un sogno, perché la fanciulla del suo desiderio era viva e vera accanto a lui, la abbracciò a lungo e la coprì di baci. Dopo mille tenerezze, il principe le disse: "Non voglio, anima mia, portarti dal re mio padre senza le vesti preziose che sono adatte alla tua bellezza e senza il corteo degno di una regina. Perciò, sali su questo albero di cedro dove i rami sembrano un nido pronto per te, e aspetta comodamente il mio ritorno. Io correrò al palazzo di mio padre come se avessi le ali ai piedi, e sarò presto di ritorno per condurti al palazzo reale, vestita, ornata e scortata come si conviene". Poi la salutò e partì. &lt;img alt="" src="http://i171.photobucket.com/albums/u320/barbiedoll66/glitter.gif" style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" /&gt;Proprio allora venne alla fonte una schiava brutta e nera con una brocca: mentre la riempiva, guardando nell'acqua, vide riflesso il bellissimo viso della fata, e credendo che quell'immagine fosse la sua si rimirò e disse: "Cosa vedono i miei occhi! Sono così bella e devo affaticarmi a riempire la brocca? ma neanche per sogno!". Presa dalla collera scaraventò sui sassi la brocca che andò in frantumi, e andò a casa. Alla sua padrona disse: "La brocca si è rotta sui sassi!". Il giorno dopo la schiava nera fu mandata ad attingere acqua con un barilotto, e appena si chinò sull'acqua rivide il bel viso. Sospirò e disse: "Una fanciulla bella come sono io non deve certo stancarsi a portare un barilotto d'acqua!", poi sfasciò il recipiente e tornò a casa brontolando. Quando disse: "Un asino per via mi ha rotto il barilotto", la padrona andò in collera, prese una scopa e la riempì di botte. Il giorno dopo le diede un otre e la rimandò alla fonte, dicendole che se questa volta non fosse tornata con l'acqua l'avrebbe sistemata. Ma, arrivata alla fonte, la schiava rivide la bellissima immagine riflessa nell'acqua, e gridò: "La mia bellezza non ha rivali! Dovrei sposare un principe, non stare qui a faticare per una padrona che mi maltratta: ora ci penso io". Si levò uno spillone dai capelli e tutta inviperita cominciò a bucare l'otre di qua e là, tanto che l'acqua zampillava da tutte le parti. Sul cedro la fata si era divertita vedendo cosa succedeva, e a quel punto non riuscì a trattenere una risata. La schiava allora guardò in su, vide la fanciulla tra i rami, e finalmente capì di chi era il bel viso che si specchiava nella fontana. Disse tra sé e sé: "Per colpa di quella ho rotto una brocca, una barilotto, un otre, ho preso le bastonate, e ora mi prende anche in giro", poi le chiese: "Che ci fai lassù bella fanciulla?". La fata, che era gentile quanto bella, le raccontò tutta la sua storia, e le spiegò che da un momento all'altro sarebbe tornato il principe per condurla a palazzo con vesti sontuose e un corteo regale. La serva pensò che poteva fare la sua fortuna, e le disse: "Mentre aspetti il tuo sposo, fammi salire sull'albero con te, ti pettino ben bene e ti faccio diventare ancora più bella!". Dopo averle detto: "Che tu sia la benvenuta, amica mia!", la fata porse la sua manina bianca e morbida alla schiava, che la agguantò con la mano secca e nera e si tirò su. Ma mentre le accarezzava i capelli, le piantò lo spillone nel capo, e la fata, sentendosi trafiggere, gridò:&lt;br /&gt;"Colomba, colomba!", e trasformatasi in una colombina bianca prese il volo.&amp;nbsp; Allora la schiava nera si levò i suoi brutti vestiti, li scaraventò lontano, e si accoccolò fra i rami ad aspettare.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;img alt="" src="http://i167.photobucket.com/albums/u127/lusienne/glitter-1.gif" style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px;" /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Dopo poco tempo, con un corteo di dame e cavalieri, arrivò il principe Francesco, che trovando la brutta serva nera dove aveva lasciato la candida fata, rimase a lungo senza fiato. Poi prese a lamentarsi della sua disgrazia, perché quando credeva di aver raggiunto il suo paradiso dopo tanto peregrinare, si sentiva all'inferno, e mentre credeva di unirsi per sempre alla fata del suo cuore gli toccava una schiava così brutta che nessuno avrebbe voluto vederla. Ma la donna nera gli disse: "Ehi, principe! sta' buono, io sono fatata: un anno lo passo chiara e un anno lo passo scura".&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt; Il povero Francesco, visto che non c'era rimedio, mandò giù questo boccone amaro, e, fatta scendere dal cedro la schiava nera, la vestì, l'adornò da regina, e la condusse a palazzo in pompa magna. Quando la videro il re e la regina, si dissero che il loro unico figlio aveva viaggiato come un pazzo, per il mondo intero, per trovare una colomba bianca, e poi aveva portato a casa una cornacchia nera. Ma comunque, come avevano stabilito, rinunciarono al regno, e il principe Francesco ascese al trono mettendo la corona d'oro sul capo di una regina nera come il carbone.&amp;nbsp; Si preparavano grandi festeggiamenti per le nozze, e mentre il cuoco, le fantesche e gli sguatteri correvano per le cucine reali spennando oche grasse, frollando fagiani, marinando cinghiali e caprioli, mescolando creme e besciamelle, montando panna e chiare d'uovo, tritando noci, mandorle, pinoli e canditi, una colombella bianca entrò da una finestra della cucina e disse:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Cuoco che cuoci da mane a sera, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;cosa fa il re con la donna nera?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Dapprima il cuoco non ci fece caso, ma la colombina tornò poco dopo, e quando lo fece per la terza volta, ripetendo sempre le stesse parole, il cuoco corse a tavola per raccontare di questa apparizione sorprendente. Appena sentì, la regina nera ordinò che la colomba fosse immediatamente catturata, spennata e gratinata in padella. Allora il cuoco si diede da fare, finché acchiappò la colombella, e, eseguendo l'ordine, le tirò il collo, la tuffò nell'acqua bollente per spennarla meglio, e la mise al fuoco. Buttò l'acqua e le penne nel vaso che stava su un balconcino, e dopo tre giorni spuntò un ramo di cedro che cresceva a vista d'occhio: il re affacciandosi a una finestra da quella parte vide il bell'albero che prima non c'era, e cominciò a domandare chi l'avesse piantato. Il cuoco gli raccontò tutta la meravigliosa storia della colombella, e &lt;img alt="" height="400" src="http://i177.photobucket.com/albums/w201/ventileramera/f7edc2f195.gif" style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" width="400" /&gt;il re Francesco, sospettando qualcosa, gli ordinò: "Nessuno osi toccare questa pianta, pena la vita! e fa' in modo che sia ben curata, di tutto punto!". &lt;br /&gt;Dopo pochi giorni apparvero tra i rami tre cedri come quelli che gli aveva dato l'orca: il re aspettò che fossero ben maturi, li colse, si chiuse in camera sua con una grande coppa d'acqua fresca, e, con il solito coltello che portava sempre alla cintura, cominciò a tagliare. Col primo cedro e col secondo gli capitò come l'altra volta, ma la terza volta fu pronto a dare l'acqua alla fanciulla nello stesso istante in cui gliela chiedeva, e gli rimase fra le braccia la più bella, uguale all'immagine che aveva sempre nel cuore, bianca come la ricotta e rossa come il suo sangue. Era la stessa fata che aveva lasciato sull'albero, e gli raccontò tutto il male che le aveva fatto la schiava nera. Nessuno riuscirebbe a raccontare l'allegria e la soddisfazione di Francesco, che non riusciva a stare nella pelle dalla contentezza, e non avrebbe mai smesso di abbracciare e di baciare la fata rinata dal cedro. Poi le fece indossare una veste regale, le pose un prezioso diadema sui biondi capelli, la prese per mano e la portò nel salone dove erano riuniti tutti i cortigiani per festeggiare le nozze. Li chiamò uno a uno, chiedendo loro: "Ditemi, che pena dareste a chi facesse del male a questa meravigliosa creatura?". I cortigiani e tutti i nobili invitati rispondevano che se qualcuno le avesse fatto del male avrebbe meritato una corda intorno al collo, o una sassaiola mortale, o un veleno, o il rogo, o di essere messo in una botte chiodata e rotolato lungo una montagna, o di essere buttato in mare con una pietra al collo.&amp;nbsp; Infine il re lo chiese alla regina nera, e lei rispose: "Meriterebbe di essere bruciata e le sue ceneri andrebbero buttate dalla cima della torre!". "Tu hai pronunciato la tua condanna", disse il re Francesco, "è proprio questa la fanciulla che hai infilzato con lo spillone, è lei la colombella che hai fatto sgozzare e gratinare! chi fa il male, il male aspetti".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://magiadellefate.splinder.com/post/12748922/i-tre-cedri" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5000013013989432846?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5000013013989432846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/i-tre-credi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5000013013989432846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5000013013989432846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/i-tre-credi.html' title='I Tre Credi'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-6324482856740129815</id><published>2012-01-29T19:26:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T19:29:51.702+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Le Dodici Fate</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://albadiluna.altervista.org/images1/le%20dodici%20fate.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://albadiluna.altervista.org/images1/le%20dodici%20fate.jpg" width="334" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Una volta, raccontano, sul monte Ineu vivevano dodici fate. La cittadella entro cui vivevano era tutta d'ambra; le porte avevano stipiti d'oro e d'argento ed erano adorne di belle sculture. Le fate erano così belle, che chiunque le guardasse in viso diventava folle d'amore e vagava sulle loro tracce finchè non era completamente fuori di sè. La loro signora, la principessa delle fate, non aveva pari: la sua voce era così dolce e incantevole, che i pastori, quando guidavano le greggi alle falde del monte e le udivano cantare nelle sere di luna piena, rimanevano ammaliati e non potevano più dormire la notte. Da quelle parti abitava anche un cacciatore, giovane ma molto famoso, di nome Valer. Questi fece una scomessa con altri giovani, vantandosi d'essere in grado di rapire la principessa delle fate e farla moglie. Ma il suo desiderio restava un semplice desiderio, perchè le fate erano custodite da due giganti, ciascuno dei quali aveva un solo occhio sulla fronte; erano brutti e deformi entrambi, ma abbastanza forti per rompere il tronco d'un albero senza sforzarsi troppo. Giorno e notte facevano la guardia intorno alla cittadella, a turno, e ogni essere umano era minacciato di morte, qualora avesse osato accostarsi alle mura. Le dodici fate rapivano dai villaggi vicini dodici giovanotti ogni anno e danzavano con loro per tutta la notte, fino al primo canto del gallo. Quando erano esauste per la danza, arrivavano i giganti, con l'ordine di scagliare i giovanotti oltre le mura della cittadella, affinchè dei loro corpi restasse solo qualche brano. Alcuni, i più fortunati, ne uscivano sciancati, con la spina dorsale rotta e variamente mutilati, tanto che suscitavano pietà e commiserazione. Valer, visto come andavano le cose, decise di stare in agguato, finchè i giganti dal petto taurino non fossero colpiti dalla punta avvelenata delle sue frecce. E questa occasione non tardò a presentarsi. Un giorno di calda estate, le fate erano uscite per bagnarsi nelle acque del lago Lala e i due giganti ricevettero l'ordine di vigilare fuori dalle mura della cittadella; così non le avrebbero viste mentre giocavano e sguazzavano nude nelle onde. Valer non esitò. Si appressò alla cittadella più che potè, fermandosi ad ogni passo dietro un tronco di un albero per non farsi vedere; quandi pensò che fosse il momento opportuno, incoccò una freccia aguzza, con la punta d'acciaio, e saettò il gigante di destra nel bel mezzo del petto. Il dardo penetrò direttamente nel cuore, sicchè il gigante, senza poter dire nè ai nè bai, rovinò a terra in un lago di sangue. Adattò un'altra freccia alla corda dell'arco e scoccò pure questa nel petto del secondo gigante. Ebbe identica fortuna e uccise anche quello. Se non li avesse centrati giusto nel cuore, guai a lui: lo avrebbero soffocato come una cornacchia appena nata. Poi entrò nella cittadella e dalla riva del lago spiò le fate che si bagnavano, con gli occho sgranati per la loro bellezza; poi, di soppiatto, veloce come un fulmine, rubò la veste della pricipesa. Le altre fate, accortesi del pericolo, si trasformarono in colombe e spiccarono il volo verso occidente; rimase lì soltanto la principessa, la quale non cessava di implorare Valer che le restituisse le vesti, promettendogli in cambio tesori e beni di grande valore. Ma lui non la ascoltava neppure. Non gli importava nulla nè della sua preghiera nè delle sue lacrime e della sua angoscia e non rispondeva a nessuna domanda. Così gli avevano insegnato le vecchie del villaggio, esperte di magia: non bisogna parlare con le fate nè restituire loro le vesti, se le si vuole privare del potere di nuocere. Visto che col giovane non c'era da scherzare, la fata alla fine si calmò. Sembrava che si fosse abituata a vivere con lui, tanto più che Valer era un ragazzo molto bello e bravo, la aiutava, faceva di tutto per lei, le portava selvaggina fresca, le dava una mano a cucinare; soltanto, non parlava e non mostrava il luogo in cui aveva nascosto la veste incantata. Provvide lui a confezionarle altre vesti graziose; ma con quelle essa non poteva stregare a nessuno, perchè non avevano nessun potere magico. Così passarono i giorni, le settimane, i mesi. Dopo nove mesi, la pricipessa delle fate diede alla luce un bimbo dai capelli d'oro, bello come un sogno. Valer era molto felice; e sembrava felice anche lei, quando vedeva cinguettare quella creaturina leggiadra che le assomigliava perfettamente nel viso e in tutta la figura. Tuttavia a volte veniva improvvisamente colta da una grande tristezza, da una gran pena; allora cominciava a cantare finchè valli e monti risonavano del suo canto. Quando cantava con più ardore, venivano le undici colombe, le sue sorelle, a posarsi sulle mura della cittadella; la principessa di un tempo usciva a mostrar loro il bambino, dentro una cuna d'abete. Esse lo osservavano a lungo, come se si tratasse di un'apparizione, poi scuotevano il capo e ripartivano verso li loro paese. Una sera Valer tornò a casa più stanco del solito. Era corso dietro ad alcune capre nere ed era riuscito a colpirne una sola, mentre le altre si erano dileguate all'ombra delle rupi montane. Andò a coricarsi subito, dimenticando di cingersi per bene alla vita la veste della fata, che portava addosso notte e dì affinchè lei non gliela rubasse. La principessa delle fate, vedendo ai fianchi di Valer la veste dal magico potere, trasalì. Le rinacque nell’anima il desiderio di andarsene nel mondo dell’isola marina, dai genitori e dalle sorelle che la aspettavano, a vivere nel fasto e nello sfarzo, perché suo padre era il re del mare. Lo accarezzò e si diede da fare, finchè riuscì a svolgere la veste e ad indossarla. Adesso era potente. Poteva ucciderlo con un solo cenno; ma il bimbo le sorrideva nel sonno, così dolcemente che essa perdonò Valer per tutto il male che le aveva fatto. Gli lasciò un biglietto: "Ti lascio il bimbo e la vita. Vado dai miei genitori. Non potrai ritrovarmi, mai più. Con la mia paretenza, la cittadella sprofonda nelle tenebre. Fatti una capanna o trova una grotta, e rifugiatevi là dentro. Quando avrò nostalgia del bimbo, verrò a vedervi."La cittadella fu inghiottita dalla terra, e fu come se non fosse mai esistita. La principessa delle fate si trasformò in una colomba e si diresse in volo verso il paese dei suoi genitori. Il povero Valer, destandosi il giorno seguente sulla riva del lago Lala con il bambino accanto a sé, rimase atterrito. Lesse il biglietto e si percosse la fronte col palmo della mano, rimproverandosi di non aver bruciato la veste di lei, per impedirle di abbandonarlo. Cercò una grotta come rifugio per il bambino e gli approntò un lettuccio fatto di morbide pelli di animali. Trovò poi una capretta e la portò nella grotta col suo caprettino, affinchè allattasse, oltre al suo piccolo, anche il bambino. I due piccoli poppavano quindi l’uno accanto all’altro e Valer correva tutto il giorno per procurare il cibo alla mite capretta. I giorni passavano gli uni dopo gli altri, ma la pena del cacciatore era sempre infinita. Non aveva voglia di dormire né di mangiare e la sua anima era colma di amarezza. Aveva nostalgia della sua sposa. Ma non era ancora trascorso un mese, che la principessa delle fate capitò da lui e gli disse:"Da oggi puoi parlare con me. La nostalgia del mio bimbo mi ha piegata e mi ha indotto a lasciare i miei genitori. A partire da oggi resterò sempre accanto a voi".Valer cadde in ginocchio e le baciò la mano ringraziandola. Con le pietre preziose che essa aveva portate costruirono un bellissimo castello, dove vissero fino alla tarda vecchiaia, nella felicità e nell’amore perfetto. Le undici colombe venivano una volta all’anno, portando regali al bambino e lettere del padre a lei; il bambino cantava belle canzoni, perché aveva ereditato dalla mamma il dono del canto.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://magiadellefate.splinder.com/post/14350600/le-dodici-fate" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-6324482856740129815?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/6324482856740129815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/una-volta-raccontano-sul-monte-ineu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6324482856740129815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6324482856740129815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/una-volta-raccontano-sul-monte-ineu.html' title='Le Dodici Fate'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-6638253439472843974</id><published>2012-01-29T19:08:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T19:08:43.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Draghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mistero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Sette Minuti</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img alt="" height="300" src="http://i7.photobucket.com/albums/y280/roxxette/Daria_WoodFairy.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #cc9933; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nelle vicinanze di Kovaszna ci sono le rovine di un castello. Secondo un'antica credenza, in questo castello c'è un sotterraneo con una porta di ferro. Su questa porta sta seduta la Regina delle fate. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc9933;"&gt;&lt;em&gt;Il giorno di Capodanno, questa porta si apre e rimane aperta per sette minuti. Allora è possibile vedere l'immenso tesoro che si trova accumulato là dentro. Chi abita per sette anni interi all'ingresso del sotterraneo, viene invitato dalla Regina delle fate ad entrare e a portar via tutto l'oro che vuole. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc9933;"&gt;&lt;em&gt;Per riempirsi le tasche d'oro e d'argento, la Regina delle fate gli dà sette minuti. Se rimane un attimo di più all'interno del sotterraneo, è aggredito dai draghi e viene trasformato lui stesso in un drago; potrà riprendere la sua forma primitiva solo quando un altro avrà trascorso sette anni sull'ingresso del sotterraneo, per esservi fatto entrare a sua volta.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc9933;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://magiadellefate.splinder.com/post/16526672/sette-minuti" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-6638253439472843974?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/6638253439472843974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/sette-minuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6638253439472843974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6638253439472843974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/sette-minuti.html' title='Sette Minuti'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-814460983828869701</id><published>2012-01-27T00:54:00.003+01:00</published><updated>2012-01-27T00:54:53.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><title type='text'>Adele, La Suora Fantasma, e Il Suo Amore Infelice Per Saverio.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img545.imageshack.us/img545/8921/palazzo2dinotte.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="298" src="http://img545.imageshack.us/img545/8921/palazzo2dinotte.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Palazzo De Nobi (Catanzaro,Calabria)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: white; font-size: large;"&gt;Palazzo S. Chiara (prima De Nobili), sede del Comune di Catanzaro, era simbolo   del potere feudale, fu la massima espressione di edilizia privata nella città   agli inizi dell'800. Appartenne ai De Nobili, una delle famiglie più   agiate della città. Essi, insieme ai De Riso, ai Poerio e ad altri esponenti   della ricca borghesia, riuscirono ad esercitare il potere sulla città.   Nel 1883, in seguito ad un dissesto finanziario, il Palazzo fu venduto dai De   Nobili al Municipio. Oggi,questo palazzo, è il protagonista di un evento   paranormale che fa ricordare ai catanzaresi l'infelice storia di due innamorati...&lt;br /&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La storia si pone fra la fine degli anni 1830 - 1840 a cavallo del periodo   storico carbonaro-rivoluzionario ed ha in comune alcuni tratti melodrammatici   del racconto e delle vicissitudini di Romeo e Giulietta decantata dal grande   William Shakespeare; con una differenza: quest'ultima è il frutto della   fantasia del poeta, mentre questo racconto è vera storia. Due giovani,   appartenenti all'aristocrazia catanzarese e a due famiglie fra le più   note della città s'innamorarono. Lei, Adele, figlia del marchese De Nobili   (già deceduto al tempo del nostro racconto) era appena ventenne e viveva   nel suo palazzo (Palazzo De Nobili, appunto, oggi sede del Municipio) insieme   alla madre e ai suoi tre fratelli. Lui, Saverio Marincola, figlio dell'omonima   casata nobiliare, è il personaggio maschile. I due s'incontravano furtivamente   in quanto la loro relazione era osteggiata dalle due famiglie che erano divise   anche per le loro tendenze politiche: l'una, la famiglia De Nobili, fedele al   governo borbonico, l'altra, i Marincola, progressista e rivoluzionaria, appoggiava   la politica indipendentista carbonara. Saverio, ogni sera incontrava Adele sotto   la sua finestra (l'ultima finestra a destra della facciata anteriore di Palazzo   De Nobili) e qui i due con la paura di essere scoperti dai fratelli di lei,   si lanciano baci e promesse d'amore. Ma, una sera, il maggiore dei fratelli   di Adele si accorge della tresca, apre il portone principale del palazzo ed   affronta a duello Saverio; quest'ultimo si difende ma poi riesce a fuggire,   incalzato non solo dal maggiore, ma anche dagli altri due fratelli della fanciulla.   Ad Adele, che viene reclusa nella sua stanza, ma il Marincola escogita un piano   per poterla rivedere, facendo in modo che ella non rischiasse di farsi scoprire.   Saverio arrivava la sera sotto Palazzo De Nobili in sella al suo cavallo, i   cui zoccoli erano ferrati d'argento in modo tale che il suono emesso durante   il galoppo fosse diverso da quello degli altri cavalli che normalmente avevano   gli zoccoli in ferro. Quel suono, per Adele, era un segnale, ed ella si affacciava   alla sua finestra per rivedere e salutare l'amato. La storia non evolve per   almeno sei mesi; quando, una sera, intorno alle ore 21.00, il Marincola, provenendo   dalla zona di Catanzaro Lido, dove si era recato ad ispezionare alcuni latifondi,   viene appostato, nei pressi della salita di rione Samà, e fermato da   alcuni colpi di carabina che alcuni sconosciuti gli sparano contro: soccorso   da alcuni presenti, morirà dopo due ore. Alla notizia della morte di   Saverio, Adele si rinchiude nel suo dolore. Non mangia, non dorme, non vuole   vedere nessuno. La magistratura indaga e scopre i colpevoli: sono i fratelli   di Adele. I tre fratelli De Nobili fuggono nottetempo salpando verso l'isola   di Corfù. Adele, affranta, lascia il palazzo, arriva in carrozza fino   a Pizzo Calabro e qui s'imbarca per Napoli dove viene accolta nel Convento delle   "Murate Vive". E' qui, divenuta suora, che trascorrerà il resto   della sua vita. Intanto i fratelli, dall'isola di Corfù, condannati in   contumacia, fanno sapere agli operatori di giustizia che, se il loro reato fosse   stato perdonato, avrebbero rivelato alle autorità di una certa operazione   rivoluzionaria che, dall'isola di Corfù, sarebbe approdata sulle coste   calabresi per tentare di far insorgere gli animi al patriottismo, contro i Borboni.   Questa spedizione, in effetti, era capitanata da due fratelli che, ufficiali   nella Marina Austriaca, nel 1841 disertarono per la causa dell'unità   e libertà d'Italia e fondarono la società segreta "Esperia",   affiliata nel 1842 alla Giovine Italia di Mazzini. I due fratelli erano i famosi   Attilio ed Enrico Bandiera (Venezia 1810 e 1819, vallone di Rovito, Cosenza   1844) che sbarcarono in Calabria per fomentare una sollevazione ed, appunto,   furono traditi e fucilati il 25 luglio 1844 a Cosenza per la delazione dei fratelli   De Nobili. In conseguenza alla loro delazione, i fratelli De Nobili, furono   prosciolti dalla condanna di omicidio e fu permesso loro di rientrare in Calabria.   Il più piccolo di loro cercò di farsi perdonare dalla sorella   ed andò a trovarla a Napoli pur sapendo che era difficile vederla ma,   ella rifiutò risolutamente di incontrarlo. Adele si considerava morta   per il mondo intero e non avendo il coraggio di uccidersi, aveva deciso, pur   soffrendo enormemente, di essere per sempre il simbolo del rimorso per i fratelli   che si erano macchiate le mani di sangue. Dopo la morte di Adele, molti testimoni   giurano di aver visto una figura spettrale, vestita da suora, aggirarsi nel   Palazzo De Nobili. Molti di essi sono gli impiegati del Comune di Catanzaro   che, anche durante il giorno, vengono disturbati da rumori improvvisi (come   lo strano trascinarsi di catene), spostamento di oggetti e improvviso chiudersi   o aprirsi di porte. Inoltre, la notte, gli uomini di vigilanza dell'agenzia:   "Buccafurri", dichiarano di rimanere con molto disagio nell'atrio   del Municipio e, soprattutto, di essere timorosi nel fare il giro d'ispezione   per le stanze, dato che alcuni di essi hanno visto e sentito lo spettro di Adele.   E' uno spirito ancora carico di rancore e di odio per la morte ingiusta del   suo amato Saverio, vittima incolpevole di un amore non realizzato. Il fantasma   della fanciulla torna nella casa paterna, nella speranza di rivedere ancora   una volta quello di Saverio, ma non può più farlo perché   affacciarsi alla finestra della sua stanza è impossibile, in quanto,   nel frattempo, è stata murata. L'anima della suora vaga poiché   dannata. Non è stata, in effetti, la fede a farle prendere i voti, ma   la disperazione e l'odio, quindi il suo giuramento verso Dio fu falso e ciò   la condanna a vagare per sempre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-814460983828869701?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/814460983828869701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/adele-la-suora-fantasma-e-il-suo-amore.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/814460983828869701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/814460983828869701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/adele-la-suora-fantasma-e-il-suo-amore.html' title='Adele, La Suora Fantasma, e Il Suo Amore Infelice Per Saverio.'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-2741639306142703659</id><published>2012-01-27T00:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T00:57:25.703+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Draghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Three Treacle Wells of Longwitton'/><title type='text'>Longwitton</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.disused-stations.org.uk/l/long_witton/longwitton%28peter%29howie1971%296.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="287" src="http://www.disused-stations.org.uk/l/long_witton/longwitton%28peter%29howie1971%296.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In un bosco non lontano dal villaggio di Longwitton ci sono tre pozzi che un tempo erano molto famosi. Allora veniva gente da ogni parte a bere l'acqua dei pozzi, squisita come vino e dotata di grandi virtù risananti. Molti pastori con le ossa dolenti dopo il lungo inverno umido sulle colline venivano ai pozzi in cerca di sollievo per i loro acciacchi, e più di un bambino malaticcio trovò lì una nuova salute. Gli abitanti di Longwitton erano giustamente orgogliosi dei loro pozzi, che parevano dotati di poteri magici.  Ma un giorno un contadino affannato trovò vicino ai pozzi un drago enorme e si prese un bello spavento. Il rettile aveva arrotolato la coda attorno ad un albero, e con la lingua nera ficcata nel pozzo lappava l'acqua come un cane. Quando il drago sentì l'uomo che si avvicinava, svanì, ma il contadino capì che era solo diventato invisibbile, perchè lo sentiva calpestare le foglie secche, e gli arrivava in faccia il soffio caldo del suo fiato. Il contadiono scappò via terrorizzato e riuscì a cavarsela solo correndo a zig-zag fra gli alberi. Da quel giorno nessun pellegrino osò più recarsi ai pezzi magici infestati dal drago. Era un mostro spaventoso, con la pelle bitorzoluta e ruvida come quella di un rospo e la coda lunga come quella di un lucertolone. Quando camminava le sue zampacce strappavano zolle di terra e la pelle scorticava gli alberi che sfiorava. Ma ben pochi riuscivano avederlo, perchè appena qualcuno si avvicinava, diventava invisibile, e non restava nulla da vedere se non le foglie tremanti sotto il suo respiro e i fiori calpestati dal suo passo. Il drago non faceva nulla di male e sembrava soddisfatto di vivere nel bosco e bere l'acqua dei pozzi, ma se solo gli uomini di Longwitton  decidevano di attaccarlo, si infuriava e gli alberi intorno a lui si scuotevano tutti come colpiti da un turbine improvviso. A quanto pareva il drago considerava i pozzi di sua proprietà e non li avrebbe ceduti a nessuno. I pozzi divennero sporchi e invasi dalla vegetazione, e i pastori dovettero cavarsela allameno peggio coi loro acciacchi. Ma un giorno giunse a Longwitton un cavalliere in carca di avventure. -Noi abbiamo un drago molto possessivo, signore,- gli dissero gli abitanti di Longwitton, -e saremmo ben lieti se lei volesse sbarazzarcene, ma è capace di rendersi invisibile e nessuno riesce ad andargli abbastanza vicino da colpirlo. -E' una difficoltà che non posso superare,- rispose il cavaliere, -stanotte mi fermerò qui e domattina darò battaglia al drago.  Così il mattino dopo si passò sugli occhi un un unguento magico che aveva ricevuto in dono durante i suoi viaggi e si diresse verso il bosco. Il drago giaceva addormentato accanto a uno dei pozzi, ma quando sentì il rumore degli zoccoli del cavallo sulle foglie secche rizzò subito le orecchie e gli aculei sulla schiena. Poi, fidando nella propria invisibilità, si lanciò all'attacco. Il cavaliere lo aspettava, pronto. Il drago menò qualche colpo sbadato con le zampe, e il cavaliere gli affondò la spada in un fianco. Il drago ruggì dal dolore perchè la ferita era assai grave, ma indietreggiò rapido e si mise a difesa dei pozzi, pronto ad attaccare di nuovo. E per quanto tremendi fossero i colpi inflitti dal cavaliere, il drago sembrava non perdere mai la forza, e le ferite si cicatrizzavano in un attimo. Combatterono per ore, e quel goffo dragone non era di certo avversario da impensierire l'agile cavaliere, ma alla fine l'uomo se ne andò, distrutto dalla stanchezza e con le braccia dolenti. Si vergognava quasi di raccontare il suo fallimento ai suoi paesani, ma non era uomo da cedere allo sgomento. -Riproverò domani- disse. Ma il giorno dopo , nonostante tante ferite da ammazzare un migliaio di draghi, alla fine della giornata il drago era forte come al mattino, e di nuovo il cavaliere fu costretto a ritirarsi. -Proverò ancora una volta,- disse -Il drago deve avere qualche altro potere magico di cui non mi sono accorto. Domani userò più gli occhi che le braccia. Così attaccò per la terza volta il drago. Ma questa volta tenne gli occhi ben aperti, e finalmente si accorse che anche sotto gli attacchi più furibondi il drago non si allontanava mai dal pozzo, e poi, guardando ancora meglio, vide che la bestia si metteva sempre in modo da avere la punta della coda immersa nell'acqua. -Ah, ecco il tuo segreto- disse. Scese da cavallo e si inoltrò un pochino nel bosco. Poi tornò ad assalire il drago a piedi, e lo punzecchiò leggermente qua e là, finchè la bestia finchè la bestia infuriata gli saltò addosso ruggendo. Allora lui indietreggiò, combattendo debolmente e facendo credere al mostro di essere ormai vinto ed esausto. Poco a poco, indietreggiò fino ad attirarlo lontano dal pozzo. Poi, balzando a cavallo all'improvviso, cavalcò attorno al drago si mise tra lui ed il pozzo. Il drago, rendendosi conto di essere stato ingannato, cominciò a muggire come un toro infuriato, e lottò con tutte le sue forze per tornare vicino al pozzo. Ma il cavaliere, sapendo di averlo in pugno, gli infisse ferita su ferita, e questa volta ad ogni colpo il drago si indeboliva un po'. Il sangue che sgocciolava dai suoi fianchi bruciò l'erba sotto di lui, e il drago diventò sempre più debole finché cadde pesantemente e giacque immobile. Il giorno dopo la gente di Longwitton lo seppellì. Poi pulirono i pozzi, e diffusero la notizia che il mostro era morto, e quella notte ci fu gran festa in tutte le case della campagna circostante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.drawol.it/Htm/leg-nordeuropee.htm" target="_blank"&gt;Fonte &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-2741639306142703659?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/2741639306142703659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/longwitton.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2741639306142703659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2741639306142703659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/longwitton.html' title='Longwitton'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5468705363849155138</id><published>2012-01-27T00:44:00.003+01:00</published><updated>2012-01-27T00:58:30.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Draghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The Three Treacle Wells of Longwitton'/><title type='text'>The Three Treacle Wells of Longwitton</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="Forest" height="248" src="http://www.rowanleaf.org/images/illustrations/forest.jpg" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In pre-Christian Britain there was a considerable belief in the power of the 'treacle' or healing well. Treacle is a word which in itself originally meant 'healing'. Believing in water as the source of life, the people revered their wells as holy; a practise which continued rather than died out when Christianity came to these isles.Dotted all around Britain you will find many treacle wells, in excavated settlements, ancient buildings and even located near churches. One such notable example is St. Margaret's Well at Binsey in Oxfordshire, which has been a site of pilgrimage for many hundreds of years. Originally a pagan well, the well at St. Margaret's came to be famed for its powers of fertility. Henry VIII and his wife Catherine of Aragon were said to have visited it when hoping for a male heir. Northumberland is no exception. Indeed, there is a tale which finds its origin near the town of Longwitton which describes local belief in not one but three treacle wells, found deep within the woods.The three treacle wells of Longwitton, it is said, were known throughout the north for their powers of healing. People travelled from miles around to drink the water and pray for the deliverance of disease; so many, in fact, that they drew the attention of a large and ferocious dragon. A local ploughman visited the wells that day and was surprised to find the worm lapping up the holy water with its long black tongue. As he watched the dragon disappeared from his sight. Had he not been still aware of the lapping of its tongue, the smell of its rank breath or the feel of its invisible eyes boring into him, he would not have known it was there.From that day on, the dragon haunted the wells and would let no one approach. Many a gallant warrior approached to slay it; but all failed. The dragon, visible, made a formidable opponent indeed; but invisible, it was truly invincible.In time a young man in search of great adventure heard of the Longwitton dragon and set forth to kill the loathsome creature. This young knight had luck on his side, for upon his travels he had come into possession of a magical ointment which would allow the wearer to see the unseen. As he entered the woods near Longwitton he anointed his eyes with the salve and charged forward to meet the dragon.Though the young knight could indeed see the dragon, his attempts to slay it were foiled. He found that for every cut he gave the creature, the cut closed immediately. The dragon had no end of strength, but the knight had not and soon tired, as gallant as he was. After a day of battling with the dragon he was forced to retreat to Longwitton, ashamed at his failure, but determined to try again. Steeling himself for the day to come, he swore that he would rid the town of the dragon once and for all.The next day passed as the first had done. However many blows he struck, the dragon recovered instantly. Exasperated, the young knight again retired to the village, cursing the strange enchantment which gave the dragon such strength. A suspicion then came to his mind, and when he rose the next morning he sought to test it.Attacking less ferociously than before, the young knight noticed that the dragon would never stray far from the wells. He then saw that at all times the dragon's tail was dipped into the healing waters; and thus, its secret was revealed. The young knight dismounted and, feigning defeat, he retreated further and further away from the wells. The dragon, sensing victory, surged forward. Quickly mounting once more, the knight charged behind the dragon, cutting off its path back to the wells. Thus outwitted, the dragon met its doom.Rejoicing, the people of Longwitton buried the dragon and a feast was held in honour of the young knight's bravery and cleverness. As for the famed treacle wells, they were restored to their old glory. Thanks to the story of the Longwitton dragon and its defeat which spread throughout the country, the wells were to be the destination of many pilgrimages; becoming ever more renowned as the years went by.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5468705363849155138?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5468705363849155138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/three-treacle-wells-of-longwitton.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5468705363849155138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5468705363849155138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/three-treacle-wells-of-longwitton.html' title='The Three Treacle Wells of Longwitton'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-3210079525947379812</id><published>2012-01-27T00:34:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T00:34:32.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Re Artù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Excalibur'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Acqua'/><title type='text'>La Dama Del Lago</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ZgaTvi3DYI4/TocKkvvTEEI/AAAAAAAAABI/KuYBLPe0d6I/s1600/dama+del+lago.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZgaTvi3DYI4/TocKkvvTEEI/AAAAAAAAABI/KuYBLPe0d6I/s400/dama+del+lago.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La leggenda narra che la Sacerdotessa del tempio della Dea, fosse celata dentro un riserbo impenetrabile. Il suo piccolo regno, praticamente solo il tempio della Dea, si trova in un' isoletta in mezzo al lago, ma non è facile scorgerla e ancor meno raggiungerla. Avvolta quasi sempre dalla nebbia e circondata da acquitrini che la rendono inaccessibile sia a piedi che in barca. C’è comunque un sentiero che se magicamente evocato, snodandosi nel fitto canneto, conduce al cancello del tempio.La leggenda la vuole prigioniera del lago, rilegata sul fondo, occultata dall’acqua limpida che si specchia al sole. Il suo agire non è neutrale ma non è nemmeno alleata di questa o quella parte, quando si manifesta, in qualche modo si capovolge il destino del tempo, ovvero il bene ed il male che alternativamente primeggiano l’uno sull’altro.La Dama del Lago consegnerà a Merlino la spada Excalibur, che poi Artù estrarrà dalla pietra dell’altare. La Dama del Lago è la custode del Graal che solo Parsifal riuscirà a raggiungere e riscattare. Ed è sempre la Dama del Lago che s’innamorerà e farà innamorare l’anziano cuore di Merlino, che dopo averlo spogliato della sua magia, lo rinchiuderà in una tomba d’aria sospinta dal vento. Infine la Dama del Lago riprenderà Excalibur, la spada dei re, lanciatale da Parsifal dalla riva del lago, eseguendo l’ultimo ordine di Artù.Una figura che vive fuori dal tempo, sempre al presente che se pur mutando non muta mai, sempre bella come la prima stella della sera e oscura come le ombre della notte, estranea dalle corti e dai palazzi degli uomini, ma presente negli avvicendamenti che essi producono. Pur non avendo magie da evocare, la magia non la può scalfire, la spada non la può ferire ma soprattutto la vita non la può invecchiare, in quanto quella vita non la può vivere. Se il giorno si apre con la speranza, la sera ci chiude nell’oblio e viceversa. Nella casualità sistematica di una formula irregolare, forse la leggenda la propone quale figura umana del destino che nel ciclo degli eventi non è ne la causa ne l’effetto bensì il pino dove questi avvenimenti si svolgono.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.ilboscodisellena.fan-club.it/la_dama_del_lago_p327789.html" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-3210079525947379812?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/3210079525947379812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-dama-del-lago.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3210079525947379812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3210079525947379812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-dama-del-lago.html' title='La Dama Del Lago'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ZgaTvi3DYI4/TocKkvvTEEI/AAAAAAAAABI/KuYBLPe0d6I/s72-c/dama+del+lago.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-1768536917785330196</id><published>2012-01-25T19:56:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T20:23:42.109+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ritrovi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>I Ritrovi Delle Fate</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-nVaOqeKtX1Y/TyBQFBYKMhI/AAAAAAAAAVM/3RNcmZmb3hM/s1600/88031130.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-nVaOqeKtX1Y/TyBQFBYKMhI/AAAAAAAAAVM/3RNcmZmb3hM/s400/88031130.gif" width="277" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;Quando andiamo alla ricerca dei luoghi in cui si riuniscono le fate, dobbiamo ricorrere al potere dell’intuizione che supera quello dell'immaginazione. In genere le fate abitano in luoghi selvaggi e solitari, tuttavia le possiamo trovare anche nei parchi cittadini o nei nostri giardini: queste fate sono quelle più piccole chiamate anche come fate dei fiori ritratte con tanta cura da pittrici come Cicely Mary Barker, Margaret Tarrant e altre. Sono creature incantevoli e anche per loro vale quanto detto sull’atteggiamento da tenere. Esse però non sono le fate nobili, quelle che hanno statura umana e custodiscono la nostra cultura, le fate creative, le artiste che governano il canto, l’arte del racconto, la musica, la danza, la poesia, il teatro e l’arte figurativa. Esse conoscono i più profondi segreti della terra, della natura e della materia, e sono maestre in tutte le arti manuali. Non si dice forse che chi usa l’ago con destrezza ha una “mano di fata”? Le fate abitano in fatate fortezze, vale a dire colline e tumuli, naturali o fatti dall’uomo e situati in zone isolate. All’interno di queste colline si trovano quei magici palazzi e le corti nobili delle fate e qui il Popolo degli Elfi si sposta senza restrizioni, come se si muovesse nello spazio aperto, poiché soltanto a noi la materia appare densa e impenetrabile. Le fate inoltre si radunano negli spazi aperti, nelle foreste, nei boschi e presso le sponde di laghi e stagni isolati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;br /&gt;La pianta che amano di più è forse il biancospino, detto anche "spin bianco" od "ossiacanta" ma, secondo un vecchio detto popolare, “nelle antiche querce dimorano le fate”, per cui anche tale grande albero va incluso tra le loro preferenze. Gli alberi solitari sono spesso alberi fatati e, se una pianta presenta una forma nodosa e misteriosa o emana una personalità magica e intensa, sarà quasi sicuramente un albero fatato. Negli atti del processo a Giovanna d’Arco si legge che Giovanna era stata accusata di “aver danzato attorno all’albero magico”: questo “albero magico” non era altro che una di queste piante sacre e curative ai piedi delle quali venivano lasciati dei doni alle fate e alla Dea per ottenere dei miracoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli alberi fatati sono oggetto di particolare rispetto soprattutto perché le fate scelgono di danzarvi intorno in particolari giorni dell’anno, giocando e scherzando sotto di essi o tra le loro fronde. Da questa attività, che trasforma gli alberi fatati in esseri sacri, scaturiscono energie potenti e particolari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br style="font-family: inherit;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times; font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;Oltre al biancospino e alle magica quercia maestosa, vi sono altre piante e arbusti fatati: il sorbo selvatico, il rovo, il frassino, il prugnolo, il sambuco, la betulla, il melo, il nocciolo, il pioppo, l’alloro, il lillà, i vari tipi di salice, l’ontano, l’agrifoglio, la ginestra, il pino, il faggio e il pino silvestre. Naturalmente crediamo che ogni albero sia potenzialmente fatato, tanto è vero che ogni civiltà umana ha un albero come simbolo di vita dove la conoscenza si fonde con quello spirito di magia naturale che si respira ancor oggi nei boschi naturali, regno incontrastato di ogni spirito fantastico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Times; font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;a href="http://www.boscodellefate.com/pagina%20fate%20internet/i_ritrovi_delle_fate.htm" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-1768536917785330196?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/1768536917785330196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/i-ritrovi-delle-fate.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1768536917785330196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1768536917785330196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/i-ritrovi-delle-fate.html' title='I Ritrovi Delle Fate'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-nVaOqeKtX1Y/TyBQFBYKMhI/AAAAAAAAAVM/3RNcmZmb3hM/s72-c/88031130.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-1984374109756648941</id><published>2012-01-25T19:40:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T19:46:35.203+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Acqua'/><title type='text'>La Lerggenda Dell'Acqua</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.librodeisogni.net/wp-content/uploads/2010/03/acqua.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="276" src="http://www.librodeisogni.net/wp-content/uploads/2010/03/acqua.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Per l’uomo primitivo che viveva a stretto contatto con la natura, le cose veramente importanti erano poche e riconducibili ai quattro elementi: il fuoco, la terra, l’aria, l’acqua, considerati dunque “divini”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;Anche con il passare del tempo, mentre l’uomo si avvicinava alla civiltà e si allontanava dalla natura, questi elementi hanno sempre avuto un posto importante, trasformandosi in un simbolo, qualcosa di magico e sacro. L’acqua, tra i quattro, è il più presente nella speculazione simbolica, perché esso, più di ogni altro, si carica di significazioni legate all’origine della vita e rappresenta per eccellenza il principio vitale che penetra le cose della natura. Essa è perciò presente nelle pratiche religiose di molte culture, si lega alla storia dell’uomo e sta al confine tra la vita e la morte, tra la Creazione e il nulla. Presso i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, dai rispettivi paesi prevalentemente aridi, le acque dolci, indispensabili e benefiche, generarono sempre stupore, miracolo e poesia. Le più belle espressioni tramandate nel tempo, sono legate al verdeggiare della natura attorno alle sorgenti o alla sacralità dei pozzi, assi del mondo, microcosmi che legano il cielo agli inferi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, presso i popoli del Nord Europa l’acqua, caratterizzando il paesaggio nelle sue valenze lacustri e paludose, legandosi al freddo e al grigio pluviale del clima, assumendo toni cupi e misteriosi, appare associata soprattutto ai temi della disgregazione della materia, dell’inganno, del mondo infero grigio e umido. Anche nel Mediterraneo tuttavia, esiste una valenza di morte legata all’acqua: nelle profondità marine si nascondono esseri mostruosi. La misteriosità del mare lega l’acqua al tema della morte. Psiche sarà condotta nelle sue prove iniziatiche, in un gorgo pauroso dell’Oceano da cui nascono le acque dello Stige, nefaste anche agli Dei Olimpici se spergiuri. Ma all’acqua, nella sua doppia valenza di morte e rigenerazione, quindi vita, è legato il mito dei Paradisi terrestri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella lingua sumera “a” significa acqua, ma anche “generazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Polinesia è considerata la materia prima fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Cina l’acqua corrisponde al caos da cui tutto ha avuto inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella speculazione dei presocratici i quattro elementi sono all’origine del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talete di Mileto (624–548 a.C.) sosteneva:”l’acqua è il principio di tutte le cose; le piante e gli animali non sono altro che acqua condensata e acqua torneranno ad essere dopo la morte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Greci e Latini, l’acqua simboleggia i misteri della vita, dove nascita e morte, passato, presente e futuro si intrecciano: dove sgorgano le sorgenti, e perciò gli spiriti dell’acqua hanno il potere della profezia, sorgono dunque gli oracoli più famosi dell’antichità. Nel mito greco, Poseidone presiede a tutte le acque del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mezzogiorno si evitavano fontane, fiumi, sorgenti, umidità legate a grotte e ombre d’alberi: lì regnavano ambigue le Ninfe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mito della Creazione degli indiani Yuki narra che in principio tutto era acqua, dalla cui schiuma uscì la voce e il canto del Creatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei miti celtici, caldaie, pentole e calici magici donatori di immortalità sono rinvenuti in fondo al mare o ai laghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli alchimisti del Medioevo, l’acqua è ciò che scioglie tutto, ricchissima di magia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-1984374109756648941?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/1984374109756648941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-lerggenda-dellacqua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1984374109756648941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1984374109756648941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-lerggenda-dellacqua.html' title='La Lerggenda Dell&apos;Acqua'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-6238742119744623172</id><published>2012-01-24T22:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T22:59:24.729+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Draghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><title type='text'>La Leggenda di Beowulf</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.worstpreviews.com/images/beowulf.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="257" src="http://www.worstpreviews.com/images/beowulf.gif" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Secoli fa, quando ancora gli eroi dominavano le terre del Nord, una figura vestita di stracci avanzava carponi lungo una spiaggia rocciosa della Scandinavia alla ricerca di una via per arrampicarsi sulla scogliera soprastante. Era uno schiavo che fuggiva dal suo padrone, un signore del regno dei Geat e, sebbene di lui non si sappia nemmeno il nome, le sue gesta epiche cambiarono il destino del suo popolo”. Nella prima parte della leggenda, lo schiavo vagando lungo la riva si imbatte in un enorme tumulo di pietre, forse tomba di un antico re. Trova l’entrata e penetra nel tumulo. “Si trovava in una stanza del tesoro, dove erano ammassate le ricchezze di una potente e sconosciuta tribù del passato. Braccialetti d’oro a forma di serpente, spille in filigrana d’argento, spade di ferro dall’impugnatura dorata, coppe in ceramica rossa di Samo, amuleti dell’antico dio Thor, monete luccicanti riempivano l’intera caverna. Stava già per avventarsi su quelle meraviglie, quando qualcosa gli gelò il sangue, bloccando ogni suo movimento”. Ed ecco apparire il drago, "avvolto in grandi spire, era acquattato sulle zampe dai lunghi artigli; i fianchi squamosi luccicavano, le ali membranose erano piegate, la grande testa riposava sul pavimento della caverna e le pesanti palpebre erano chiuse su occhi vecchi di secoli”. A questo punto lo schiavo non vuole altro che tornare dal suo padrone, così prende una coppa d’oro per farsi perdonare e fugge dal tumulo. “Quello schiavo, però, disturbando il guardiano del tesoro, aveva decretato la fine del suo popolo. Infatti il drago poteva vedere e sapere tutto, così, quando si risvegliò si accorse subito del furto commesso e avvertì immediatamente l’odore di carne mortale.Lentamente, trascinò le proprie pesanti spire lungo lo stretto passaggio che conduceva fuori dalla sua tana e, alla luce ormai fioca della sera, osservò la landa desolata alla ricerca delle tracce lasciate dai piedi dell’intruso; appena ebbe trovato ciò che cercava, con un grido e un getto di fuoco, s’innalzò in volo, sbattendo le grandi ali verso il regno dei Geat. Sorvolò tutti i villaggi e le sue urla agghiaccianti fecero precipitare gli abitanti fuori dalle case, i volti cinerei levati verso il cielo; sopra di loro, il drago volteggiava in una danza di morte, lanciando il suo grido terrificante mentre iniziava la discesa. I suoi colpi furono rapidi e terribili: sputando lingue di fuoco, investì i tetti delle case e scomparve in lontananza. In quella terra, tutte le abitazioni, anche quella del re, erano costruite in legno, canne e paglia, furono perciò facili bersagli per il fuoco del drago. In tutto il regno dei Geat, quella notte il cielo venne rischiarato da alte lingue di fuoco che si levavano dai villaggi, che bruciavano come pire funerarie. Niente sfuggì alla furia del drago, e, quando giunse l’alba, le case dei Geat erano ridotte in cenere; dai villaggi si innalzavano sottili fili di fumo accompagnati dagli strazianti lamenti delle donne”. A questo punto il re dei Geat, il mitico Beowulf ma molto più anziano, si arma, si reca al tumulo del drago assieme ai suoi migliori combattenti e affronta il mostro. Solo uno dei compagni del re parteciperà allo scontro, il nobile Wiglaf, e così il re e il drago si uccideranno a vicenda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;N.B. In Scandinavia intorno all’anno 1000 ci fu davvero un terribile incendio, fatto che sembrerebbe confermare la tesi secondo la quale la leggenda sia effettivamente realtà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-6238742119744623172?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/6238742119744623172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-leggenda-di-beowulf.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6238742119744623172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6238742119744623172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-leggenda-di-beowulf.html' title='La Leggenda di Beowulf'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-646445550184996227</id><published>2012-01-24T22:52:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T22:53:37.385+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citta Sommerse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laghi'/><title type='text'>Luoghi Sommersi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://files.abovetopsecret.com/images/member/c47b42896e9c.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://files.abovetopsecret.com/images/member/c47b42896e9c.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Altre leggende raccontano di luoghi e città sommerse dal mare o da un lago. La più conosciuta riguarda &lt;b&gt;Cantre'r Gwaelod&lt;/b&gt;, terra con una ricca città che un tempo sorgeva al posto della odierna Cardigan Bay. Le campane della città possono essere ancora udite nei silenziosi giorni di mare calmo...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: inherit;" /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Un'altra città sommersa, stavolta da un lago, è Langorse Lake, vicino a Brecon, qui scavi archeologici hanno veramente trovato tracce di un antico insediamento celtico costruito su palafitte.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: inherit;" /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Realtà e fantasia si uniscono a Llyn y Fan Fach, lago vicino a Llandovery. Un giovane corteggiò una maga proveniente dalle profondità delle sue acque e quando si sposarono la condizione di base per far durare il matrimonio, e far vivere la donna fuori dal lago, fu che lui non la 'colpisse mai tre volte senza motivo'.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: inherit;" /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;I due ebbero una buona dote, tre figli e vissero felici fino a quando lui inavvertitamente la colpì tre volte. Lei fu subito costretta a rientrare nel lago ma spesso tornò in superfice per istruire i suoi figli all'uso medicale delle erbe e fondare così una lunga dinastia di medici chiamata 'Physician of Myddfai'. Le loro ricette e cure furono riportate in manoscritti e poi in libri ancora oggi disponibili.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-646445550184996227?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/646445550184996227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/luoghi-sommersi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/646445550184996227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/646445550184996227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/luoghi-sommersi.html' title='Luoghi Sommersi'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-6074283697069865244</id><published>2012-01-24T13:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T13:58:42.605+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indiani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regina della Notte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lupo'/><title type='text'>Il Lupo E La Regina Della Notte</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_qQzWztK7hUY/SpvMxaUFHxI/AAAAAAAACuo/JFy0fN88wV0/s400/pic_lplp.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="371" src="http://4.bp.blogspot.com/_qQzWztK7hUY/SpvMxaUFHxI/AAAAAAAACuo/JFy0fN88wV0/s400/pic_lplp.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-&lt;br /&gt;- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;"Leggenda Indiana"&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://lacasadelsole.forumfree.it/?t=58312206" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-6074283697069865244?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/6074283697069865244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-lupo-e-la-regina-della-notte.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6074283697069865244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/6074283697069865244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-lupo-e-la-regina-della-notte.html' title='Il Lupo E La Regina Della Notte'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_qQzWztK7hUY/SpvMxaUFHxI/AAAAAAAACuo/JFy0fN88wV0/s72-c/pic_lplp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5894096532926374283</id><published>2012-01-24T13:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T13:50:57.126+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elfi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Le Due Fate</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GovYptKihmg/TeONS7pQomI/AAAAAAAABsU/susssPO9CUQ/s1600/fate.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-GovYptKihmg/TeONS7pQomI/AAAAAAAABsU/susssPO9CUQ/s400/fate.jpg" width="278" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Le Due Fate&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;C'era una vedova che aveva due figlie; la maggiore le assomigliava tanto, sia per aspetto che per carattere, che si poteva scambiarla tranquillamente per la madre. Erano tutte e due così orgogliose e antipatiche che era impossibile vivere con loro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; La minore invece era il ritratto del padre; era dolce, onesta e soprattutto, bellissima.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Poiché si ama chi più ci assomiglia, la madre preferiva la figlia maggiore ed aveva un'incredibile avversità per l'altra, perciò la faceva mangiare in cucina e la obbligava a lavorare senza tregua. Inoltre la poverina doveva andare due volte al giorno a prendere l’acqua molto lontano da casa, con una grande brocca.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Un giorno, mentre era alla fontana, una povera donna le chiese di darle da bere. "con piacere" - rispose la giovinetta -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Sciacquò la brocca, la riempì di acqua fresca e la sostenne lei stessa perché la donna potesse bere più facilmente.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; La donna, dopo aver bevuto, le disse: "sei così bella, così buona e così gentile che voglio farti assolutamente un regalo" - (in realtà si trattava di una fata che si era trasformata in una povera contadina per vedere fino a che punto arrivava la bontà della fanciulla) -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Il mio dono" - continuò la fata - "sarà che ad ogni parola che dirai ti uscirà dalla bocca un fiore o una pietra preziosa."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Quando la fanciulla tornò a casa la madre la sgridò severamente perché si era trattenuta alla fontana.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Scusatemi tanto se ho fatto tardi" - disse la poverina, e mentre diceva così le uscirono dalla bocca due rose, due perle e due grossi diamanti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Che cosa vedo?" - disse la madre stupefatta - "Ti escono dalla bocca delle perle e dei diamanti. Come fai, figlia mia? (Era la prima volta che la chiamava così)".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; La ragazza, facendo cadere diamanti da tutte le parti, le raccontò ingenuamente tutto quello che era successo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Bisogna assolutamente che ci mandi anche la mia adorata primogenita" - e la fece chiamare -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Guarda un po' cosa esce dalla bocca di tua sorella quando parla!" - le disse - "Non ti piacerebbe se ti succedesse lo stesso? Devi solo andare alla fontana e quando una povera donna ti chiederà dell'acqua, dovrai dargliene con garbo".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Io andare alla fontana? Non ci penso nemmeno - rispose sgarbatamente -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "E invece voglio che tu ci vada immediatamente!" - rispose la madre -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; La figlia allora obbedì continuando a borbottare. Prese la più bella bottiglia d’argento che trovò in casa, e non appena arrivò alla fontana trovò una donna magnificamente vestita che le chiese da bere; era la stessa fata che era apparsa alla sorella, ma questa volta aveva gli abiti di una principessa per vedere fino a che punto arrivasse la cattiveria della ragazza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Ti sembra che io sia venuta fino a qui per dare da bere a te?" – disse con scortesia la ragazza – "Se davvero hai così sete, bevi a una canna da questa bottiglia d'argento!"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Non sei per niente gentile" - rispose con calma la fata -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;"Visto che sei così sgarbata, eccoti il mio dono: ad ogni parola che dirai ti uscirà dalla bocca o un serpente o un rospo."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Appena la madre la vide tornare le chiese: "E allora, figlia mia?"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "E allora niente, madre mia!" - rispose brusca la giovane, sputando tre rospi e due vipere -.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Cielo" - gridò la madre - "cosa vedo? È tutta colpa di tua sorella. Gliela farò pagare!" E così dicendo cercò di acchiapparla per dargliele di santa ragione. La poveretta fuggì e andò a rifugiarsi nella vicina foresta.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Il figlio del re, tornando dalla caccia, la incontrò e, vedendola così bella, le domandò cosa facesse lì tutta sola e perché piangesse.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; "Ahimè, mia madre mi ha cacciato di casa!"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Il figlio del re, vedendole uscire dalla bocca perle e diamanti, la pregò di spiegargliene la ragione e lei gli raccontò la sua avventura. Il principe si innamorò follemente di lei e, considerando che quella capacità valesse molto di più di qualsiasi dote, la portò con se a palazzo e la sposò.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Quanto all'altra sorella, diventò talmente odiosa che la madre la cacciò di casa. Nessuno volle darle ospitalità e, dopo aver molto vagato, la poveretta morì nel bosco abbandonata da tutti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; Morale: con pietre preziose e diamanti molto si ottiene, ma con gentilezza e buon cuore si ottengono ancora più cose.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://lacasadelsole.forumfree.it/?t=54922169#entry487162808" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5894096532926374283?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5894096532926374283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/le-due-fate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5894096532926374283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5894096532926374283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/le-due-fate.html' title='Le Due Fate'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GovYptKihmg/TeONS7pQomI/AAAAAAAABsU/susssPO9CUQ/s72-c/fate.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4264641538100197793</id><published>2012-01-24T13:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T13:39:40.839+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sogno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elfi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cuore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Canto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccolo Popolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cristallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montagna'/><title type='text'>Il Sogno Dell'Orsa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://th04.deviantart.net/fs70/PRE/i/2011/149/f/1/fantasy_forest_bear_by_storms_stock-d3hisoi.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a href="http://th04.deviantart.net/fs70/PRE/i/2011/149/f/1/fantasy_forest_bear_by_storms_stock-d3hisoi.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://th04.deviantart.net/fs70/PRE/i/2011/149/f/1/fantasy_forest_bear_by_storms_stock-d3hisoi.jpg" width="325" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un tempo sulla Terra c'era un luogo magico, una Valle incantata circondata         da montagne altissime: tra queste una, la più alta, aveva un cuore         di Cristallo che raccoglieva e incanalava le energie purissime del Cielo         inviandole al centro della Terra e viceversa, creando un ponte essenziale         alla vita e all'equilibrio di tutto il pianeta. Nella Valle regnava l'armonia         tra gli uomini e gli Spiriti Guardiani della Natura, che erano continuamente         rigenerati dal contatto con la Montagna dal cuore cristallino. In quel tempo la Valle era sorvegliata da un'Orsa vecchia e saggia, che         nei suoi sogni custodiva le risposte a ogni domanda che poteva affiorare         dal cuore degli uomini e degli Spiriti stessi. Quando qualcuno aveva domande,         si rivolgeva all'Orsa: l'Orsa si metteva a dormire nella sua caverna e         sognava, ed entrava nei sogni di chi aveva domande perché potesse         sognare risposte. Quando l'Orsa morì il suo Spirito, grande come         il suo cuore, rimase nella Valle a vegliare e a sognare per la vita di         tutti i suoi abitanti visibili e invisibili fino a che, come tante leggende,         fu dimenticata: allora non le rimase da fare altro che dormire un sonno         senza sogni. Venne il tempo in cui gli         uomini, avendo dimenticato il legame sacro con la Natura ed i suoi Spiriti         Guardiani, presero a devastare senza alcun rispetto il volto e il corpo         della Terra, e nella Valle il cuore di Cristallo della Montagna alta e         Sacra si offuscò per il dolore di quelle ferite. Anche in quel luogo le         opere dell'uomo infransero l'armonia e ruppero l'incanto, deviando il         flusso delle acque di Sorgenti Sacre ed alterando gli intrecci dei sentieri         fatati, resi così inagibili agli Spiriti della Natura stessi. Gli Spiriti,         non più rigenerati dal Cristallo della Montagna ormai offuscato, cominciarono         a sentirsi venir meno a poco a poco, fino a svanire. Alcuni di loro, per         non fare quella fine, scelsero di rifugiarsi nel profondo della Terra         dove caddero in un sonno simile al letargo; altri decisero di nascere         tra gli uomini stessi per riportarli alla consapevolezza dell'antica alleanza         con la Natura; altri ancora rimasero coraggiosamente, ma erano pochi e         troppo deboli per governare gli Elementi di una Natura che, sofferente         e martoriata su tutto il pianeta, con i suoi spasmi di dolore provocava         catastrofi sempre più frequenti. La Terra gemeva, la Terra reagiva, e         i suoi Spiriti Guardiani di un tempo si sentivano impotenti di fronte         agli Elementi stessi, diventati incontrollabili e quasi impossibili da         gestire. Il cuore di Cristallo della Montagna Sacra, essendosi offuscato,         non riusciva neanche più ad armonizzare le energie celesti e quelle terrene,         e la Terra non poteva guarire.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; Allora gli Spiriti si ricordarono         dello Spirito dell'Orsa che dormiva senza sogni, e le chiesero aiuto.         E l'Orsa, felice di essere stata chiamata, sognò. Sognò che per guarire la         Terra bisognava risvegliare il potere della Valle e tutti gli Spiriti         Guardiani in essa addormentati; sognò che per far questo occorreva richiamare         nella Valle tutti quegli Spiriti che l'avevano lasciata per nascere tra         gli uomini e far battere all'unisono i loro cuori; sognò infine che bisognava         far risplendere e vibrare ancora il cuore di Cristallo della Montagna         Sacra perché tornasse a essere ponte tra la Terra e il Cielo, in modo         che la Terra potesse guarire e gli Spiriti della Valle risvegliati potessero         vivere e rigenerarsi. 'Orsa sognò, ed entrò nei sogni di alcuni bambini che un tempo erano         stati Spiriti fatati della Valle, e i bambini sognarono una Festa. E la         Festa richiamava altri bambini a migliaia, e tra essi tutti quelli che         un tempo erano stati Spiriti Guardiani della Valle anche se non ne avevano         memoria. L'Orsa sognò i suoni della Festa, i suoi canti, le sue le danze,         le sue musiche; sognò quei suoni insieme al suono dei tamburi che faceva         battere all'unisono tutti i cuori dei bambini riuniti intorno ai fuochi;         sognò che il suono del battito dei cuori dei bambini giungeva al profondo         della Terra e risvegliava gli Spiriti in essa addormentati, perché tornassero         a svolgere in armonia e leggerezza i loro compiti di Guardiani della Natura         e dei suoi Elementi. &lt;br /&gt;        Restava solo da guarire il cuore di Cristallo della Montagna più alta         e Sacra. E l'Orsa sognò ancora,         e sognò che bisognava cantare alla Montagna perché il suo cuore cristallino         si sciogliesse dal dolore e ritornasse puro e trasparente; sognò che il         suono da cantare era il Nome Sacro e Segreto che un bambino, memore di         essere stato Elfo, custodiva nel suo cuore; sognò infine che quel Nome,         per guarire la Montagna, doveva essere cantato dalla voce di una certa         bambina che un tempo era stata Fata in quella Valle, e che ora vi era         stata richiamata. L'Orsa sognò che l'Elfo e la Fata, rinati nel regno         umano per portare agli uomini la consapevolezza della necessaria armonia         con tutti gli esseri viventi, da bambini molto giovani si erano già incontrati         una volta: allora, la bambina aveva regalato al bambino un cristallo nero,         di un nero purissimo più nero della notte e del vuoto, che poteva racchiudere         in sé miliardi di stelle e universi segreti. Adesso, il bambino un tempo         Elfo e la bambina un tempo Fata si incontravano ancora nel sogno dell'Orsa,         mentre la Festa di risveglio riportava alla vita tutti i loro fratelli         e compagni fatati e impalpabili riunendoli a quelli ora incarnati in un         corpo umano tangibile. Ma il bambino non voleva         aprire il suo cuore alla bambina che avrebbe dovuto leggervi il Nome segreto         per cantarlo alla Montagna, e non voleva perché sapeva che quel Nome è         quanto di più sacro ed intimo vi sia, e racchiude l'essenza ed il potere         di chi lo custodisce. Allora l'Orsa sognò ancora, sognò il cristallo nero         che la bambina Fata aveva dato al bambino Elfo, e sognò che quel cristallo         era il cuore stesso della bambina, cuore di cui lei gli aveva fatto dono         un tempo. La prima parte di un equo scambio era già avvenuta, ed il bambino         poteva sentirsi al sicuro: una volta che la bambina avesse cantato il         suo Nome alla Montagna per guarirne il cuore, egli poteva scegliere di         custodire il cristallo nero e stellato nutrendo fiducia nella bambina         e nella sua capacità di preservare il segreto, oppure infrangerlo. Se         l'avesse infranto, la bambina sarebbe svanita dal regno umano per tornare         tra gli Spiriti fatati Guardiani della Valle, e non avrebbe mai potuto         rivelare quel Nome ad altri, e il Nome sarebbe rimasto per sempre segreto. E ancora l'Orsa sognò,         sognò il bambino che risplendeva mentre apriva il suo cuore cristallino,         puro e limpido alla bambina, e la bambina che riluceva cantando e danzando         alla Montagna quel Nome in esso custodito. Come col battito del loro cuore i bambini alla Festa risvegliavano gli         Spiriti della Natura dormienti ridando loro la vita e il potere, così         col dono dei loro cuori il bambino un tempo Elfo e la bambina un tempo         Fata restituivano un cuore puro e trasparente alla Montagna Sacra, un         cuore libero dal dolore delle ferite, un cuore guarito e in grado di guarire         la Terra e i suoi abitanti visibili e invisibili: un cuore di Cristallo         terso e limpido, capace di far vibrare in risonanza Cielo e Terra per         sempre in armonia.&lt;br /&gt;        E da quel giorno, per sempre felice, l'Orsa sognò, e sognò, e sognò…&lt;/span&gt;       &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;        &lt;i&gt;Dedicato all'Orsa che sogna e all'Elfo e alla Fata bambini che sono         dentro ciascuno di noi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Dal Web &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4264641538100197793?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4264641538100197793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-sogno-dellorsa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4264641538100197793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4264641538100197793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-sogno-dellorsa.html' title='Il Sogno Dell&apos;Orsa'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4000311750572808076</id><published>2012-01-24T13:27:00.001+01:00</published><updated>2012-01-24T13:28:12.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elfi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sole'/><title type='text'>La Fata Che Aspirava Al Sole</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images2.alphacoders.com/104/thumbbig-104520.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="258" src="http://images2.alphacoders.com/104/thumbbig-104520.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Stile1" style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Fata viveva felice in un posto incantato. La natura rigogliosa dai colori sgargianti e dai profumi inebrianti rigenerava l’anima e i corpi delle creature che avevano la fortuna di abitare in quel luogo carico di magia. Lei aveva ali ampie e cangianti, e la sua pelle sottile, morbida e diafana, rifletteva i bagliori ora dorati, ora argentei, degli astri che si alternavano in un cielo profondo e sempre limpido. Con le altre della sua specie passava molto tempo a giocare gioiosa tra le acque spumeggianti di ruscelli e cascate per le quali aveva una predilezione, e si dedicava con paziente impegno a controllare la crescita dei fiori e delle piante, avendo cura che l’energia dell’ambiente circostante provvedesse al loro nutrimento. Armonizzava, nell’etere di cui era parte, il nutrimento che proveniva dal Cielo, sotto forma di luce e calore solare, con quello che scaturiva dalla Terra, e lavorava alacremente per eliminare ogni forma di limitazione, impedimento o distorsione che potesse anche solo per un momento alterare gli equilibri e indebolire la flora cui si dedicava. Osservava e preservava l’equilibrio tra gli elementi della Natura, operando per fornire supporto e sostegno alla Vita e, ovviamente, per dispensare amore e guarigione, come fanno tutte le Fate. Spesso le capitava, creatura in parte eterea e incorporea, in parte quasi solida e tangibile com’era, di intrattenersi con creature più dense, forme di vita animale, e addirittura aveva incontrato qualche essere umano particolarmente puro di cuore, di quelli che sanno vedere oltre il visibile comunemente inteso tra gli umani. Con gli animali era più facile intrattenersi, rispetto agli umani. Gli animali non avevano pregiudizi, e lei poteva facilmente avvicinarsi loro e prendersene cura nel momento in cui necessitavano di aiuto e supporto. Come tutte quelle della sua specie, nei momenti di spensieratezza la Fata amava danzare e intrattenersi in compagnia dei Fatui, dei Fauni gaudenti e passionali, e di qualche Centauro tra i meno solitari. Tutti insieme si ritrovavano e celebravano la Vita in quei cadenzati riti d’amore che scandivano il susseguirsi delle stagioni nel tempo che scorre sulla Terra, e questo la faceva sentire ancor più viva in quei momenti, viva e partecipe di un equilibrio sacro in cui tutto era Uno.&lt;br /&gt;        Eppure c’era qualcosa che turbava, dapprima sporadicamente, poi sempre più frequentemente, la sua felicità. Un bel giorno, anziché mantenere come sempre il suo sguardo amorevole e protettivo sulla superficie della Terra, aveva iniziato a guardare il cielo. E da quando aveva iniziato a farlo, le sembrava di avere iniziato a perdersi. Si perdeva a inseguire con lo sguardo il cammino degli astri, e di giorno desiderava tuffarsi nel calore e nella luce del sole, e di notte si sentiva divorare dall’ardente desiderio di smarrirsi e ritrovarsi tra le stelle. E si perdeva nel seguire con gli occhi le evoluzioni di creature leggere e leggiadre come l’aria stessa….quegli Elfi che la Natura aveva creato più sottili ed eterei di quanto lei non fosse quei Geni cui la Natura aveva donato una brillantezza solare, carica di elettricità frizzante e luminosa, così veloci che a stento si riusciva a star dietro alle loro mutevoli e imprevedibili traiettorie. Quelle erano le Creature che più ammirava e dalle quali era fatalmente attratta, e rimpiangeva che il suo corpo, le sue ali, la sua natura stessa non le permettessero di avvicinarsi ad essi più di tanto e perché, poi? Chi o cosa glielo impediva, in fondo in fondo? Solo la paura di volare troppo in alto e di cadere malamente o di bruciarsi le ali. Decise quindi di tentare, di provare, di osare un avvicinamento. Ogni giorno si spingeva più in alto col suo volo, e un poco più lontano dalla radura dove aveva casa e compagnia, e dove solitamente operava. Le sue ali e il suo corpo, già sottili, le gravavano tanto da rallentarla in ogni tentativo di approccio. Una tra le Creature di luce che inseguiva le sembrava più raggiungibile delle altre, le sembrava a volte rallentare e guardare indietro, in basso, verso di lei forse perché si incuriosiva vedendola ogni giorno sfidare le leggi e le convinzioni che la trattenevano così vicina alla Terra. Ogni tanto le sembrava che questa Creatura aerea, luminosa ed elettrica si lasciasse avvicinare, e questo le dava coraggio e voglia di sfidare sempre più il limite della sua stessa natura. Ma c’era un prezzo che, giorno dopo giorno, la Fata pagava senza nemmeno accorgersene. Ogni giorno gli sforzi e la vicinanza stessa con il Sole e con le Creature che inseguiva verso esso le piagavano il corpo diafano e le bruciavano la pelle e le ali. Lei amava il Sole cosi tanto, e amava le stelle così tanto, e così tanto amava le Creature dell’aria che si libravano nei raggi di Luce lei, creatura di terra e di acqua, ora innamorata del fuoco caldo dell’astro diurno, della fiamma elettrizzante dei Geni che abitavano l’aria sottile e sembravano rigenerarsi bagnandosi nei raggi del Sole più rovente lei, pur di raggiungerli, avrebbe consumato il suo corpo e la sua vita, perché da quando aveva iniziato a percepire altro, al di fuori del suo mondo incantato, rassicurante e avvolgente, aveva iniziato a sentirsi morire. O forse si sentiva morire ogni volta che, stremata dopo l’ennesimo volo, le toccava posarsi a terra e riposarsi, per riprendersi dall’aver osato tanto. Le Creature, i Geni che amava e inseguiva, non si posavano mai. Sempre in movimento come l’aria stessa un moto incessante come il respiro, come il viaggiare stesso della luce, così belli e luminosi erano, quando danzavano verso il Sole così leggeri e mai le veniva in mente che forse avrebbero potuto manifestare verso di lei un poco più di amorevolezza, prendendola per mano e accompagnandola in quei voli, nelle profondità celesti per lei abissali…Qualcuna delle sue compagne, da terra, nel vederla consumarsi così insinuava che le Creature d’aria e di luce fossero in realtà spietate e senza cuore come potevano accettare che la Fata si torturasse così? Eppure lei non poteva fare altro che seguire l’ordine potente che scaturiva dal suo cuore come una voce imperiosa che le intimava, nonostante il dolore, di continuare a sfidare i suoi limiti e il buonsenso di cui Madre Natura l’aveva dotata, all’inseguimento di un sogno impossibile. E così, incurante sia della propria sofferenza sia della morbida compassione e delle obiezioni con cui le sue simili e i suoi compagni di giochi di un tempo tentavano invano di contenerla, un giorno la Fata decise che non sarebbe più tornata sulla Terra, non si sarebbe più posata o riposata si sarebbe lasciata cadere, piuttosto, nello sforzo di raggiungere le altezze in cui le Creature amate si libravano e intrecciavano danze sottili nel chiarore diurno del Sole e notturno delle stelle.&amp;nbsp; E incominciò a salire, sempre di più, sempre di più nel bagliore sfolgorante del giorno, inseguendo i raggi del Sole per giungere alla fonte della luce stessa, inseguendo stremata il Genio brillante che ora non sembrava più nemmeno accorgersi di lei…e mentre saliva si sentiva sempre più attratta e sempre più consumata nel bruciare della sua pelle e delle sue ali, e nello stesso tempo sentiva che il suo cuore di Fata spossato diventava leggero, incurante della sua propria sorte…e il Sole era così bello e ridente, sembrava la fonte stessa delle Creature di luce che a frotte, incuranti di lei, salivano e scendevano come scintille vorticando velocissime nei suoi raggi e lei non desiderava altro più che estinguersi in quella Fonte, lasciandosi consumare e finire per quanto ormai le era insopportabile il peso di quello che era stato il leggiadro corpo di una Fata e salì, e salì ancora, sempre di più con uno sforzo immane, fino a che si sentì come avvampare in un turbine di fuoco, e poi percepì il suo misero e sfinito corpo esplodere in un dolore lancinante e una miriade tintinnante di frammenti d’etere l’ultimo pensiero, in quella forma, fu che il Sole era ancora così lontano, e lei nemmeno era riuscita a sfiorare la Creatura che tanto aveva inseguito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i51.tinypic.com/23s7zhl.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://i51.tinypic.com/23s7zhl.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Stile1" style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Poi si sorprese a scoprire che il dolore era cessato, e c’era solo più una leggerezza gioiosa e inebriante d’estasi…e lei stava salendo ancora, senza più sforzo, trasportata da una corrente di Luce purissima della quale faceva parte luminosa, brillante, perfetta come una piccola stella, come una scintilla di quel Sole che troneggiava nelle profondità celesti e sfiorava amorevole la Terra col suo respiro caldo e carezzevole e proprio attraverso un raggio di Sole, danzando e vorticando in esso, si scoprì ormai essere parte di quella Luce che tanto aveva inseguito messaggera e portatrice di Vita, luce e calore rigenerante dal Cielo alla Terra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Stile1" style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Stile1" style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dal Web &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4000311750572808076?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4000311750572808076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-fata-che-aspirava-al-sole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4000311750572808076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4000311750572808076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/la-fata-che-aspirava-al-sole.html' title='La Fata Che Aspirava Al Sole'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i51.tinypic.com/23s7zhl_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8659617915197313198</id><published>2012-01-24T13:07:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T21:20:12.039+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inverno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elfi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cuore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Canto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccolo Popolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cristallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montagna'/><title type='text'>Il Canto del Cristallo</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://images.placesonline.com/photos/2618_corvara_in_badia_montagne_innevate.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a href="http://clamo85.files.wordpress.com/2011/07/sorelle1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://clamo85.files.wordpress.com/2011/07/sorelle1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C'erano una volta due sorelline che vivevano in una valle incantata.         La valle era protetta da altissime montagne che d'inverno si rivestivano         di neve soffice e candida, e in primavera, al disgelo, cantava di freschi         ruscelli che si rincorrevano limpidi e spumosi lungo i pendii. Le due sorelline abitavano in una piccola baita nel bosco, ai piedi della         montagna più alta, quella che - si diceva - aveva il Cuore di Cristallo,         e trascorrevano la maggior parte del loro tempo in mezzo alla Natura,         ascoltandone i suoni per i quali avevano una forte passione e cantando         e danzando con essa. Una delle due sorelle sembrava poter vedere quello         che agli occhi umani non era concesso, cioè quelle creature che         popolano il bosco e i luoghi in cui la Natura è incontaminata,         quegli esseri sottili ed impalpabili che la tradizione definisce "fate",         "gnomi", "folletti"...il cosiddetto "Piccolo         Popolo degli Spiriti della Natura", e spesso danzava con loro. L'altra         sembrava che avesse il dono di ascoltarne le voci, e con loro intrecciava         canti, incantandoli con la sua stessa voce e con i suoni che scaturivano         da tutto ciò che toccava. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.altapusteria.info/uploads/pics/landschaft_prags_001_m_schoenegger_01.jpg" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="260" src="http://www.altapusteria.info/uploads/pics/landschaft_prags_001_m_schoenegger_01.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tutto sembrava sereno, nella valle, tutto sembrava scorrere in perfetta         armonia. Ma un giorno giunse loro notizia che strane cose stavano accadendo.         Le montagne non sembravano più così accoglienti, la valle         intristiva e con essa i suoi abitanti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Terra sbottava di soprassalto         più spesso di quanto facesse un tempo...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Forse la Natura manifestava         i segni di quanto da tempo subiva dagli uomini...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.altapusteria.info/uploads/pics/landschaft_prags_001_m_schoenegger_01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        Sembrava che la Terra volesse dire qualcosa - o, forse, chiedere. Nei sogni delle due sorelline sempre più spesso la Montagna Alta,         quella dal Cuore di Cristallo, compariva. Sembrava chiedere loro di mettersi         in viaggio fino alle sue cime e da lì entrare nelle sue viscere,         fino a raggiungere il centro del suo cuore cristallino. Fu così che un giorno le due sorelline si misero in viaggio, un         po' incerte perché non sapevano cosa fare, una volta arrivate là. Sul cammino incontrarono uno strano individuo, un anziano dalla lunga         barba bianca e dallo sguardo penetrante e azzurro come il cielo terso         d'inverno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Dove state andando?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "La valle sta soffrendo, e la Montagna Alta ci chiama fino al suo         Cuore di Cristallo, ma neanche noi sappiamo perché, né cosa         dovremo fare là, una volta raggiuntolo."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Benedette bambine!...Il Cuore della Montagna, un tempo puro e immacolato,         ora è offuscato dal dolore che gli uomini, col loro agire incosciente,         hanno inflitto alla Terra. La Terra soffre e la Montagna con essa...".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        L'anziano, serio, proseguì:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Dovete sapere che il Cuore di Cristallo della Montagna raccoglieva         e incanalava le energie purissime del Cielo inviandole al centro della         Terra e, viceversa, convogliava le forze della Terra verso il Cielo, creando         un Ponte Sacro essenziale alla vita e all'equilibrio della valle e di         tutto il pianeta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        Chi ha creato questo mondo fa scendere le benedizioni dal Cielo sulla         Terra attraverso ponti come questo, e se il cristallo è offuscato         il Ponte è interrotto... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        Per ridare gioia alla valle e ai suoi abitanti bisogna ripristinare il         ponte, bisogna far tornare puro e immacolato il Cuore della Montagna, e per far questo bisogna farla cantare.         Il canto del &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        Cristallo scioglierà tutto il dolore e il cuore della montagna         tornerà a risplendere puro, riportando luce nel cuore della Terra e pace agli abitanti della valle."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Ma come potremo far cantare la Montagna?"&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;chiesero allora le         bambine. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Dovete fare in modo che il suo Cuore di Cristallo canti con voi."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Ma cosa dovremo cantare, per far sì che la montagna canti         con noi?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;        "Dovrete cantare il Nome segreto di Chi ha creato ogni cosa e che         risuona incessantemente, da sempre, nel cuore di ogni uomo."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/264914_211967058848422_124152794296516_610875_872212_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le due sorelle si guardarono, ciascuna sperando che l'altra         avesse capito, e quando volsero lo sguardo sul saggio per farsi meglio         spiegare, egli era già sparito. Si rimisero in cammino ancor più confuse, incuranti del freddo         e pensose. Erano presso la cima quando si accorsero di non esser sole,         bensì circondate da creature vitree, sottili, che si confondevano         con le nevi e coi ghiacci. Erano gli Spiriti a guardia della Montagna,         pronti a mostrare loro il passaggio, altrimenti inaccessibile, per giungere         al Cuore di Cristallo della Montagna stessa. Le due sorelle si inoltrarono nel tunnel buio, scorgendo appena il percorso         che veniva loro illuminato dal pulsare di quello che pareva il cuore di         questi esseri non certo umani, un cuore silenzioso come loro e come la         Montagna. Finalmente giunsero al centro del Cuore della Montagna, e uno spettacolo         meraviglioso apparve ai loro occhi. Una fenditura dall'alto lasciava passare un raggio di luce che si rifrangeva         e moltiplicava se stesso sulle infinite sfaccettature di innumerevoli         concrezioni cristalline...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/264914_211967058848422_124152794296516_610875_872212_n.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="398" src="http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/264914_211967058848422_124152794296516_610875_872212_n.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;il Cuore della Montagna era veramente di Cristallo,         di tanti cristalli stupendi che ne rivestivano le cavità silenziose,         pulsanti di luce ormai debole, offuscata, che lasciava immaginare quel         che l'uomo aveva inflitto alla Terra. Gli Spiriti della Montagna si erano radunati silenziosi attorno alle         due sorelle, in attesa. Il Cuore della Montagna era veramente di Cristallo,         di tanti cristalli stupendi che ne rivestivano le cavità silenziose,         pulsanti di luce ormai debole, offuscata, che lasciava immaginare quel         che l'uomo aveva inflitto alla Terra. Gli Spiriti della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;il Cuore della Montagna era veramente di Cristallo,         di tanti cristalli stupendi che ne rivestivano le cavità silenziose,         pulsanti di luce ormai debole, offuscata, che lasciava immaginare quel         che l'uomo aveva inflitto alla Terra. Gli Spiriti della Montagna si erano radunati silenziosi attorno alle         due sorelle, in attesa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Montagna si erano radunati silenziosi attorno alle         due sorelle, in attesa. Il loro cuore luminoso pulsava col debole cuore         della Montagna, che sembrava potersi spegnere da un momento all'altro,         per sempre. Le due sorelle si guardarono, anche loro in silenzio. In loro echeggiavano         le parole dell'uomo incontrato sulla strada:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;        "...per far cantare la Montagna, bisogna cantare il Nome segreto         di Chi ha creato ogni cosa, un Nome che risuona incessantemente nel cuore         dell'uomo... di ogni uomo...senza distinzione...."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;"...il Nome segreto racchiuso nel cuore di ogni uomo...un suono!...qui         tutto è silenzio... un suono che sia un canto... il suono del suo         battito, il suono del battito del cuore dell'uomo farà cantare         la montagna!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le due sorelle si presero le mani e le appoggiarono sul loro cuore, e         cercarono di dargli voce, per far sì che tramite la loro voce arrivasse         al cristallo per farlo vibrare... e il cristallo cantò, e cantò,         e cantò di un canto sublime, e il dolore si sciolse e con esso         l'oscurità. Man mano che si levava il canto, dal Cuore di Cristallo         della Montagna la luce sembrava inondare le viscere della Terra, e in         men che non si dica tutta la valle risuonava di quel canto, che si propagava         da montagna a montagna. Agli occhi e alle orecchie delle due sorelline         sembrava un miracolo, e danzarono di gioia, mentre continuavano a cantare         quel suono che ciascuno, ignaro, custodisce nel cuore e che faceva vibrare         la montagna. Forse gli uomini avrebbero continuato a devastare la Terra,         forse il Cuore della Montagna avrebbe sofferto ancora e ancora una volta         si sarebbe offuscato, interrompendo quel flusso di luce che dal Cielo         giunge alla Terra....&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;        Loro avrebbero comunque cantato e fatto cantare la Montagna, e avrebbero         insegnato quel canto ad altri, per riportare la serenità e la purezza         del cristallo in ogni cuore, sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.laviadellefate.com/cristallo.htm" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-8659617915197313198?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/8659617915197313198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-canto-del-cristallo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8659617915197313198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8659617915197313198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-canto-del-cristallo.html' title='Il Canto del Cristallo'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4654713282244377555</id><published>2012-01-16T20:04:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T20:34:33.813+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mistero;Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diamate'/><title type='text'>Il Diamante Hope</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img294.imageshack.us/img294/1639/diamal0023te.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="253" src="http://img294.imageshack.us/img294/1639/diamal0023te.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Il Famoso Gioiello Maledetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                        &lt;span style="font-size: large;"&gt;Come la storia del "teschio del destino",                                         quella del diamante Hope sembra suggerire                                         la possibilità che i cristalli                                         abbiano il potere di assorbire le emozioni                                         umane. Il diamante venne acquistato nel 1688                                         da Luigi XIV da un commerciante francese                                         di nome Jean-Baptiste Tavernier, che si                                         raccontava l'avesse sottratto dall'incavo                                         dell'occhio di un idolo in un tempio indiano.                                         Subito dopo Tavernier faceva bancarotta                                         e nella speranza di rifarsi una fortuna                                         era ripartito alla volta dell'India, senza                                         però mai arrivarci perché                                         era morto durante il viaggio. Luigi                                 fece tagliare il diamante a forma di cuore per                                 donarlo a Madame de Montespan, una delle sue amanti                                 preferite, coinvolta nel celebre "intrigo                                 dei veleni" in cui una serie di fattucchiere                                 avevano distribuito a dame del bel mondo veleni                                 per togliere di mezzo senza sospetti mariti ingombranti.                                 Nella faccenda c'entrava la magia nera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;                                Era coinvolto anche un abate, un certo Guiborg,                                 uso a sacrificare neonati sull'altare costituito                                 dal corpo nudo della Montespan. Ovviamente lo                                 scandalo venne soffocato, la cortigiana perse                                 i favori regali e le fattucchiere, torturate nella                                 chambre ardente furono messe al rogo. Così                                 dopo Tavernier, la Montespan sembrò essere                                 la seconda persona a danno della quale il "blu                                 di Francia" (come veniva all'epoca chiamato                                 il gioiello) aveva esercitato il suo nefando influsso.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;                                Un secolo dopo il diamante venne donato da Luigi                                 XVI alla sua regina e sposa Maria Antonietta.                                 Il suo coinvolgimento nella perdita del collare                                 della pietra fece ampiamente scemare la sua già                                 scarsa simpatia presso il popolo e fu sicuramente                                 uno dei motivi indiretti che contribuirono allo                                 scoppio della Rivoluzione francese, nella quale                                 la malcapitata regina venne ghigliottinata. La                                 principessa di Lamballe, a cui Maria Antonietta                                 aveva affidato il diamante, morì anch'ella                                 linciata dalla folla.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il diamante era ricomparso a Londra, ma già                                 ampiamente ridotto nelle dimensioni, passato da                                 112,5 a 44,5 carati, meno della metà del                                 suo peso originale. Nel 1830 venne acquistato                                 dal banchiere Henry Thomas Hope per la bellezza                                 di diciottomila sterline e da quel momento in                                 avanti venne battezzalo "diamante Hope".                                 Da quel che sappiamo il signor Hope non riportò                                 alcun effetto collaterale dal possesso del gioiello,                                 né nulla di brutto accadde ai membri della                                 sua famiglia che se lo passarono, finché                                 arrivò nella mani di una cantante, andata                                 in sposa a Lord Francis Hope. La coppia ruppe                                 subito. La donna riconobbe all'istante la tetra                                 influenza del diamante e profetizzò che                                 sarebbe stato la rovina di chiunque l'avesse posseduto.                                 Lei stessa morì in povertà, maledicendo                                 la pietra. Navigando in brutte acque, all'inizio                                 del Novecento Lord Hope decise di vendere il diamante                                 a un agente francese, Jacques Colot, il quale                                 divenuto pazzo si suicidò, non prima però                                 di aver a sua volta venduto la pietra a un russo,                                 il principe Kanitovski che, dopo averla donata                                 a una giovane ballerina, in un raptus di follia                                 l'aveva uccisa la prima sera che la giovane l'aveva                                 indossata. Il principe venne a sua volta giustiziato                                 dai rivoluzionari. Poi era stata la volta di un                                 gioielliere greco, Simon Matharides, il quale,                                 a pochi giorni dall'acquisto, era precipitato                                 da una rupe (secondo alcuni rapporti, venne fatto                                 cadere). Nel 1908 la pietra fu acquistata dal                                 sultano turco Abdul Hamid, noto come "Abdul                                 il dannato". Combinazione, l'anno seguente                                 venne deposto, e ne soffrì a tal punto                                 da impazzire. Il successivo padrone, Habib Bey,                                 morì annegato. Quindi il diamante, tramite                                 il gioielliere francese Pierre Cartier, era finito                                 in America, acquistato da Edward Beale Madean,                                 proprietario del giornale "Washington Post».                                 Non aveva fatto in tempo ad acquistarlo che gli                                 moriva la madre e subito dopo le due fedeli cameriere                                 di casa. Il figlio, il decenne Vinson, guardato                                 a vista e tenuto sotto controllo continuamente                                 da guardie del corpo, un giorno per gioco, elusa                                 la loro sorveglianza, era scappato attraversando                                 di corsa la strada davanti a casa. Proprio in                                 quel momento un'auto che passava lo aveva travolto                                 uccidendolo. Poi Maclean, divisosi dalla moglie                                 Evelyn, era stato coinvolto in uno scandalo e                                 aveva finito la sua vita da alcolizzato. Il diamante                                 era finito alla moglie che lo indossava sovente,                                 sfatando con ironia le brutte storie che tramandavano                                 della sua fattura. Ma quando nel 1946 la figlia                                 si suicidò - avvelenandosi con una dose                                 massiccia di sonnifero - non si potè fare                                 a meno di osservare che il giorno del suo matrimonio                                 la giovane aveva indossato proprio il gioiello                                 maledetto. Nel 1947, alla morte della signora                                 Evelyn Maclean, il diamante venne comperato dal                                 gioielliere newyorkese Harry Winston che lo fece                                 suo per una cifra che si diceva avesse toccato                                 il milione di dollari. Dopo averlo messo in mostra                                 a New York, aveva deciso di consegnarlo allo Smithsonian                                 Institute. Il fatto che lo spedisse all'istituzione                                 dentro un semplicissimo pacco postale dimostra                                 come non sospettava del maleficio gravante sull'oggetto.                                 La busta della spedizione viene conservata ancora                                 oggi insieme al diamante. Quando nel 1965 è                                 stato testato alla luce ultravioletta presso i                                 Laboratori De Beers di Johannesburg, il diamante                                 ha continuato a luccicare e irradiare luce come                                 un pezzo di carbone ardente per parecchi minuti,                                 un fenomeno davvero unico per un diamante. Nel                                 valutare il caso del diamante Hope gli scettici                                 usano lo stesso metro di misura adottato per la                                 cosiddetta maledizione del faraone Tutankhamon,                                 sottolineando cioè come molti fra i proprietari                                 non ebbero a subire alcun danno dal possesso dell'oggetto.                                 Tuttavia, per quanto una giusta dose di prudenza                                 sia senz'altro l'atteggiamento migliore da adottare                                 in casi come questo, liquidare la questione con                                 un'alzata di spalle come una mera superstizione                                 parrebbe un po' troppo frettoloso. T.C. Lethbridge                                 era convinto che tragedie e fatti gravi possono                                 lasciare, come dire, la loro "impronta"                                 nei luoghi dove si consumano, ipotesi descritta                                 per la prima volta all'inizio del XX secolo da                                 Sir Oliver Lodge, che ipotizzava che certe "infestazioni"                                 potrebbero ben spiegarsi come una sorta di "registrazione".                                 Lethbridge chiamava queste infestazioni "demoni"                                 per meglio significare la spiacevole sensazione                                 che essi erano in grado di provocare infestando                                 certi luoghi. Quando aveva diciotto anni, un giorno                                 assieme con la madre stava passeggiando nel grande                                 bosco di Workingham quando, all'improvviso, ambedue                                 si erano sentiti depressi. In seguito erano venuti                                 a sapere che nei pressi del luogo in cui avevano                                 provato quella inspiegabile sensazione una volta                                 era stato rinvenuto il cadavere di un suicida.                                 Lethbridge era convinto che la disperazione di                                 quell'uomo era stata in qualche modo "registrata"                                 dal posto che, a sua volta, era in grado di trasmetterla                                 a persone particolarmente sensibili. Circa quarant’anni                                 dopo, Lethbridge e la moglie Mina erano usciti                                 un pomeriggio lungo la spiaggia per raccogliere                                 conchiglie, in località Ladram nel Devon.                                 Mentre stavano passeggiando ad un tratto Lethbridge                                 aveva nuovamente sperimentato la stessa sensazione                                 di "depressione" e sgomento, come quando                                 si è costretti a avanzare in mezzo alla                                 nebbia. Qualche minuto dopo, Mina gli aveva detto,                                 lei pure in preda al panico: «Non posso                                 stare in questo posto per un minuto di più»                                 e così si erano allontanati in tutta fretta.                                 Il fine settimana successivo avevano appositamente                                 rivisitato quel tratto di spiaggia e di nuovo                                 erano stati assaliti da grande disagio. Quella                                 seconda volta, Mina si era spinta fin sul ciglio                                 di un crepaccio dove all'improvviso aveva sentito                                 il forte desiderio di gettarsi nel vuoto, come                                 se ci fosse stato qualcuno che la incitasse a                                 farlo. Qualche tempo dopo Lethbridge aveva scoperto                                 che proprio di recente un uomo si era suicidalo                                 gettandosi da quel medesimo punto in cui Mina                                 si era sentita minacciata Quello era stato il                                 motivo della depressione. La tristezza dell'uomo                                 che aveva deciso di togliersi la vita aveva impregnato                                 quel posto della sua aura negativa, prontamente                                 "registrata" anche grazie alla presenza                                 dell'elemento catalizzatore dell'acqua. (Ambedue                                 le giornate erano state umide e piovigginose e                                 Lethbridge aveva notato un piccolo ruscello che                                 andava a sfociare in mare proprio nel punto della                                 spiaggia in cui il senso di desolazione si avvertiva                                 con maggiore intensità). Non era stato                                 tanto lo spettro del suicida a spingere Mina a                                 gettarsi dal dirupo, quanto piuttosto era stato                                 il suo spirito sensibile a rispondere alla suggestione                                 negativa registrata dal posto. Questa ipotesi                                 del "nastro registrato" è quella                                 che sottende al concetto di psicometria, vale                                 a dire la capacità che alcune persone particolarmente                                 sensibili hanno di "leggere" la storia                                 di un oggetto semplicemente tenendolo stretto                                 fra le mani. I chiaroveggenti sono convinti che                                 i cristalli posseggano a un grado molto elevato                                 la capacità di assorbire: da qui la grande                                 popolarità delle palle a sfera di cristallo,                                 che debbono sempre essere tenute coperte da un                                 drappo scuro per proteggerle dalla luce e dal                                 calore (per lo stesso principio per cui un nastro                                 magnetico non deve essere esposto alla luce del                                 Sole o a qualche radiazione). La documentazione                                 sulle cosiddette "maledizioni" legate                                 a oggetti che "portano sfortuna" è                                 molto abbondante. Esemplare in merito, è,                                 per esempio, la storia di una nave maledetta,                                 la “The Great Eastern” - sulla quale                                 sono stati scritti addirittura dei libri - una                                 grande nave costruita nel XIX secolo dall'ingegnere                                 Isambard Brunel. Durante la costruzione un rivettatore                                 ed il suo apprendista sparirono e nessuno riuscì                                 più a trovarli: i poveretti erano stati                                 rinchiusi inavvertitamente nel corpo dello scafo.                                 La nave (la più grande mai costruita fino                                 a quel momento) era rimasta incagliata il giorno                                 del varo e ci erano voluti tre mesi per liberarla.                                 Da quel momento la sua "carriera" era                                 stata costellata da continui infortuni. Cinque                                 operai erano morti per lo scoppio di una ciminiera.                                 Una volta in un porto era stata danneggiata da                                 un fulmine. Un capitano era annegato su una scialuppa                                 assieme con il mozzo di cabina. Un marinaio era                                 stato stritolato dalle pale e un altro si era                                 perso in alto mare. La lunga serie dei disastri                                 era continuata fino al disarmo della nave e al                                 suo smantellamento, quindici anni dopo il travagliato                                 varo. Quando le lamiere vennero tagliate per la                                 demolizione, gli allibiti operai si erano trovati                                 di fronte gli scheletri del povero rivettatore                                 e del suo assistente, sigillati nello scafo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;                                Storie simili relative a navi, case, aerei e automobili                                 maledette non si contano. Per esempio, l'auto                                 sulla quale l'arciduca Ferdinando venne assassinato                                 a Sarajevo (fatto che fece precipitare l'Europa                                 verso il primo conflitto mondiale) provocò                                 la morte dei suoi successivi sette proprietari. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ora, se Lethbridge ha ragione e la presunta maledizione                                 è semplicemente una sorta di registrazione                                 negativa di fatti incresciosi, e non un fatto                                 di per sé assoluto, si spiegherebbe anche                                 perché alcuni sono sensibili a questo fenomeno                                 mentre altri non se curano affatto né ne                                 vengono affetti. Lethbridge afferma che individui                                 sensibili, come lui e la moglie - ma anche i rabdomanti,                                 per esempio - sono soggetti particolarmente recettivi,                                 mentre tante altre persone prive di questa sensibilità                                 possono tranquillamente non accorgersi di nulla.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;                                Se gli oggetti fisici - come i cristalli - sono                                 sensibili alle vibrazioni della mente umana, ne                                 potrebbe anche conseguire che in certe circostanze                                 una sorta di "maledizione" possa esservi                                 impressa in modo voluto e deliberato, un po' come                                 contraddistinguerli con una penna invisibile.                                 Certamente gli antichi Egizi credevano in questo                                 fenomeno ed erano convinti che le loro tombe potessero                                 essere segnate dal marchio di una "maledizione"                                 al fine di proteggerle dagli intrusi. Non è                                 detto che i sacerdoti del tempio di Rama-sitra                                 non abbiano fatto lo stesso con il meraviglioso,                                 ma maledetto, diamante Hope.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.misterieleggende.com/leggende/diamante_hope.php" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4654713282244377555?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4654713282244377555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-diamante-hope.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4654713282244377555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4654713282244377555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2012/01/il-diamante-hope.html' title='Il Diamante Hope'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5239109463354865124</id><published>2011-12-14T02:27:00.002+01:00</published><updated>2011-12-14T02:29:09.851+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natale'/><title type='text'>La Stella Di Natale Leggenda</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img border="0" height="244" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="447" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-family: English111 Vivace BT;"&gt;              &lt;img border="0" height="42" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legbabbonat/stellineI.jpg" width="405" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella , Lola, una               piccola messicana, in lacrime pregava: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;" Per favore               Dio mio, aiutami! Come potrò dimostrare al bambino Gesù che lo               amo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;non ho niente,               neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe " D'un colpo               apparve una &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;bellissima               luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode. "               Gesù sa che lo ami, Lola,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;lui sa quello               che fai per gli altri. Raccogli solo qualche fiore sul bordo della               strada e portalo qui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;" disse               l'angelo."Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul               bordo della strada"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;rispose la               bambina. " Non sono erbe cattive, sono solo piante che l'uomo non               ha ancora scoperto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;quello che Dio               desidera farne. " disse l'angelo con un sorriso. Lola uscì e               qualche minuto più tardi &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;entrò nella               cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con               rispetto davanti al presepe &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;in mezzo ai               fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato. Poco               dopo nella cappella si senti &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;un breve               sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in               bellissimi fiori rossi, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;rosso fuoco.               Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate "               Flores de la Noce Buena ", &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;fiori della               Santa Notte. Nel 1825, Joël Poinsett, ambasciatore Americano in               Messico, riportò in &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;America semi               di stelle di Natale e le fece conoscere in tutto il mondo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;              &lt;img border="0" height="80" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="146" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;"Quando Dio               creó la natura nella Madre Terra,&lt;br /&gt;              chiese alle piante che creassero i fiori migliori &lt;br /&gt;              per affidarli al mondo e che ognuna di loro si scegliesse una&lt;br /&gt;              stagione dell'anno per la sua nascita. Chiese anche &lt;br /&gt;              che dessero sempre a tutti quelli che li avrebbero presi&lt;br /&gt;              nelle loro mani e nella loro vita, tutto il meglio di se stessi:&lt;br /&gt;              bellezza, amore, armonia e saggezza. "&lt;br /&gt;              &lt;img border="0" height="34" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="60" /&gt;&lt;br /&gt;              Un certo giorno Dio vide tra tutte una pianta che fin dalla&lt;br /&gt;              sua nascita dava tutto ciò che di più sacro si trovava nella&lt;br /&gt;              sua essenza, col fine di essere scelta dagli uomini per entrare&lt;br /&gt;              nelle loro vite: bellezza, amore, armonia e saggezza tutto ciò&lt;br /&gt;              che Dio gli aveva assegnato come missione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;              &lt;img border="0" height="34" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="60" /&gt;&lt;br /&gt;              "Per quanto si sforzava di essere scelta, nessuno si&lt;br /&gt;              fermava davanti a lei per ammirarla. Nessuno l'apprezzava&lt;br /&gt;              perché il suo fiore era molto piccolo e le sue foglie molto               grandi;&lt;br /&gt;              questo la rattristava. Tuttavia ci metteva sempre la sua&lt;br /&gt;              energia più pura e lottava per essere felice anche se&lt;br /&gt;              nessun fratello la voleva."&lt;br /&gt;              &lt;img border="0" height="34" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="60" /&gt;&lt;br /&gt;              Dio vedendo questo andò dalla pianta e gli disse: "Vedo&lt;br /&gt;              che sei una pianta molto bella e che realizzi la tua&lt;br /&gt;              missione con molto amore e anche se la tua bellezza non è&lt;br /&gt;              stimata e questo ti rattrista; lotti tuttavia per&lt;br /&gt;              essere felice fino a riuscirci dando il tuo amore incondizionato               agli&lt;br /&gt;              uomini perché sai che ne hanno bisogno. Per questo motivo ti&lt;br /&gt;              dò il mio sangue, essenza pura e la deposito sulle tue foglie&lt;br /&gt;              trasformandole nel rosso più bello, e&lt;br /&gt;              trasformandoti per il tuo amore e saggezza, nel fiore più&lt;br /&gt;              bella, nell'periodo più importante su questa Terra. Tu&lt;br /&gt;              sarai la rappresentante dell'amore e l'essenza divina&lt;br /&gt;              dell'universo."&lt;br /&gt;              &lt;img border="0" height="34" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="60" /&gt;&lt;br /&gt;              Da quel momento trasformò la pianta dal fiore piccolo e&lt;br /&gt;              grandi foglie nella bellissima Stella di&lt;br /&gt;              Natale facendola la più rappresentativa di quella&lt;br /&gt;              rinascita d’amore e di speranza su questa terra e&lt;br /&gt;              in tutto l'universo.&lt;br /&gt;              &lt;img border="0" height="34" src="http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/legstellanat/stelnat.gif" width="60" /&gt;&lt;br /&gt;              Essendo accolta dagli umani ogni anno nelle loro&lt;br /&gt;              case, riesce cosi a compiere &lt;br /&gt;              la sua missione di portare: bellezza, amore, saggezza ed armonia&lt;br /&gt;              nella vita di tutte le persone della Terra.&lt;br /&gt;              &lt;br /&gt;              Così la Stella di Natale compie la missione che&lt;br /&gt;              Dio lasciò col suo sangue nelle sue foglie: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: #e7e7b4; font-size: large;"&gt;amore e               speranza per tutti sulla Terra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5239109463354865124?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5239109463354865124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-stella-di-natale-leggenda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5239109463354865124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5239109463354865124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-stella-di-natale-leggenda.html' title='La Stella Di Natale Leggenda'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-157990656374052085</id><published>2011-12-14T02:03:00.003+01:00</published><updated>2011-12-14T02:15:28.413+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natale'/><title type='text'>La Leggenda Dell'Agrifoglio</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/12/agrifoglio-natale.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/12/agrifoglio-natale.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il pastorello si sveglia all'improvviso. In cielo v'è una luce nuova: una luce mai vista a quell'ora. Il giovane pastore si spaventa, lascia l'ovile, attraversa il bosco: è nel campo aperto, sotto una bellissima volta celeste. Dall'alto giunge il canto soave degli Angeli. - Tanta pace non può venire che di lassù - pensa il pastorello, e sorride tranquillizzato. Le pecorine, a sua insaputa, l'hanno seguito e lo guardano stupite. Ecco sopraggiungere molta gente e tutti, a passi affrettati, si dirigono verso una grotta. - Dove andate? - chiede il pastorello. - Non lo sai? - risponde, per tutti, una giovane donna. - È nato il figlio di Dio: è sceso quaggiù per aprirci le porte del Paradiso. Il pastorello si unisce alla comitiva: anch'egli vuole vedere il Figlio di Dio. A un tratto, si sente turbato: tutti recano un dono, soltanto lui non ha nulla da portare a Gesù. Triste e sconvolto, ritorna alle sue pecore. Non ha nulla; nemmeno un fiore; che cosa si può donare quando si così poveri? Il ragazzo non sa che il dono più gradito a Gesù è il suo piccolo cuore buono. Ahi! Tanti spini gli pungono i piedi nudi. Allora il pastorello si ferma, guarda in terra ed esclama meravigliato: - Oh, un arbusto ancor verde! È una pianta di agrifoglio, dalle foglie lucide e spinose. Il coro di Angeli sembra avvicinarsi alla terra; c'è tanta festa attorno. Come si può resistere al desiderio di correre dal Santo Bambino anche se non si ha nulla da offrire? Ebbene, il pastorello andrà alla divina capanna; un ramo d'agrifoglio sarà il suo omaggio. Eccolo alla grotta. Si avvicina felice e confuso al bambino sorridente che sembra aspettarlo. Ma che cosa avviene? Le gocce di sangue delle sue mani, ferite dalle spine, si trasformano in rosse palline, che si posano sui verdi rami dell'arbusto che egli ha colto per Gesù. Al ritorno, un'altra sorpresa attende il pastorello: nel bosco, tra le lucenti foglie dell'agrifoglio, è tutto un rosseggiare di bacche vermiglie. Da quella notte di mistero, l'agrifoglio viene offerto, in segno di augurio, alle persone care.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(Brano di Natale di G. Marzetti Noventa)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-157990656374052085?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/157990656374052085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-dellagrifoglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/157990656374052085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/157990656374052085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-dellagrifoglio.html' title='La Leggenda Dell&apos;Agrifoglio'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-7641171398233115848</id><published>2011-12-13T21:34:00.000+01:00</published><updated>2011-12-13T21:36:13.139+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solstizio D&apos;Inverno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vamp y res'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vampiri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natale'/><title type='text'>Il Solstizio D’Inverno, Il Natale e I Vamp Y Res</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2010/12/solstizio-dinverno-2008-sole-luna.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2010/12/solstizio-dinverno-2008-sole-luna.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il solstizio di inverno cade il 21 dicembre di ogni anno ed è il primo giorno d’inverno, data che è sempre stata conosciuta al mondo. Il concetto di morte e rinascita è legato al solstizio d’inverno da sempre, fin dai tempi delle tribù primitive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il solstizio d’inverno è sempre stato motivo di festa per tantissimi popoli che lo chiamavano e vedevano in questa festa ricorrenze per festeffiare i propri dei, con riti appropriati. Questa celebrazione è stata soppiantata dal Natale attorno alla fine del Trecento, inizio Quattrocento quando si doveva scegleire quando festeggiare la nascita di Gesù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le chiese orientali iniziarono a festeggiare il Natale del 375 d.C. mentre a Gerusalemme nel Seicento, l’Irlanda nel V secolo, invece Austria, Inghilterra e Svizzera cominiciarono nel Settecento. I popoli slavi ancor più tardi ovvero nel 9° e 10° secolo d.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte tradizioni natalizie, come abbiamo avuto modo di dire, derivano ad esempio dal paganesimo, questo per una questione di continuità. Dovevano soppiantare delle tradizioni con altre, ma dare alle persone l’idea che fosse sempre la stessa cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è anche qualcun’altro che ha sempre festeggiato il solstizio d’inverno, i Vamp y res, i vampiri. No, non sono quelli dell’immaginario collettivo, frutto della fantasia di scrittori e persone normali. Si tratta di quegli individui che hanno bisogno di bere piccole quantità di sangue umano, o animale, per poter stare bene fisicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vampiri dell’immaginario sono bevitori di sangue dei morti e li si trovano solamente nelle storie, nei fumetti, nei film, nelle leggende religiose, i vampiri reali sono tutt’altro. I vam y res, chiamiamoli così per diffrenziarli, festeggiano il solstizio d’inverno, la “lunga notte“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante questo momentoi i vamp y res socializzano tra loro, fanno riti di iniziazione, presentano i nuovi arrivati, insomma è un momento di aggregazione. Il solstizio d’inverno ha sempre accomunato e ancora accomuna moltissime persone anche di religioni e credenze differenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-7641171398233115848?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/7641171398233115848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/il-solstizio-dinverno-il-natale-e-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/7641171398233115848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/7641171398233115848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/il-solstizio-dinverno-il-natale-e-i.html' title='Il Solstizio D’Inverno, Il Natale e I Vamp Y Res'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5367229374726718270</id><published>2011-12-13T21:24:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T02:11:56.364+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vischio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natale'/><title type='text'>La Leggenda Del Vischio</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2009/12/vischio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="234" src="http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2009/12/vischio.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C'era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu' nessun amico. Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: - Fratello, - gli gridarono - non vieni? Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli.Era un mercante e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero. Ma dove andavano? Si mosse un po' curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco. Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri. - Signore, - esclamò - ho trattato male i miei fratelli. Perdonami. E cominciò a piangere. Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5367229374726718270?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5367229374726718270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-del-vischio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5367229374726718270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5367229374726718270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-del-vischio.html' title='La Leggenda Del Vischio'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-2730617278011352184</id><published>2011-12-12T23:53:00.004+01:00</published><updated>2011-12-14T02:33:54.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fasi Lunari'/><title type='text'>Meditazioni della Luna</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="clear: left; float: left; font-size: large; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="." height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/_pzyj7ItPYYI/TTStMw2ywII/AAAAAAAABPU/w08JMZfXVjw/s640/Diosa+Luna.jpg" width="459" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Dea celeste viene vista nella luna, che è connessa ai cicli mensili femminili.La donna è la luna terrena, e la luna è l'uovo celestiale nel grembo del cielo. La Dea della Luna ha tre aspetti: mentre è nella fase crescente, è la Vergine, quando è piena, è la Madre, mentre è nella fase calante, è l'Anziana.Una parte dell'addestramento di un iniziato, consiste nel meditare, per un certo periodo, sulla Dea nei suoi molti aspetti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Meditazione della Luna Crescente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;img alt="." height="50" src="http://www.voieme.it/meteo/ajax-images/moon6.gif" width="50" /&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;Radicatevi e centratevi. Visualizzate la luna crescente e argentata con la gobba verso destra. Lei è il potere dell'inizio, della crescita e della generazione. E' selvaggia, indomita, come le idee e i progetti che non si sono confrontati con la realtà; è la pagina bianca, il terreno non arato. Ora percepite le vostre possibilità nascoste, le potenzialità latenti, il vostro potere di iniziare qualcosa e di crescere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;Visualizzate la Dea come una ragazza dai capelli color argento che corre libera in una foresta sotto una falce di luna; Lei è la Vergine che mai verrà penetrata, che non appartiene ad altri se non a se stessa. Chiamatela col nome "Nimuè!"e sentite il suo potere dentro di voi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Meditazione della Luna Piena&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;img alt="." height="50" src="http://www.stazioneceleste.it/immagini/rize/16-forgiveness.gif" width="50" /&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;Radicatevi e centratevi, e visualizzate la luna piena. E' la Madre, il potere della realizzazione e di tutti gli aspetti della creatività. Lei nutre ciò che la luna nuova ha iniziato.Vedete le sue braccia aperte, i suoi seni ricolmi, il suo grembo che germoglia di vita. Percepite il vostro potere di nutrire, di dare, di realizzare le vostre possibilità. Lei è la donna nel suo aspetto sessuale; il suo piacere nell'unione è la forza motrice che sorregge tutti gli esseri viventi. Sentite il potere del vostro piacere, dell'orgasmo. Il suo colore è il rosso sangue, che rappresenta la vita. Chiamatela con il﻿ nome "Mari!" e percepite la vostra capacità di amare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Meditazione della Luna Calante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="clear: left; color: red; float: left; font-size: large; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="." height="50" src="http://www.meteopiateda.it/ajax-wd/ajax-images/moon/w/NH-moon22.gif" width="50" /&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;Radicatevi e centratevi. Visualizzate la luna calante, con la gobba verso sinistra, circondata da un cielo oscuro. Lei è la Vecchia, l'Anziana che ha superato la menopausa, è il potere della fine, della morte. Tutte le cose devono finire per poter &amp;nbsp;ricominciare: il grano che è stato piantato deve venire tagliato, la pagina vuota deve venire distrutta, perchè qualcosa venga scritto sopra. La vita si nutre della morte e la morte conduce alla vita, ed è in questo che si trova la saggezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;L'Anziana è la Donna Saggia, che è infinitamente antica. Percepite la vostra età, la saggezza dell'evoluzione immagazzinata in ogni cellula del vostro corpo. Riconoscete il vostro potere di terminare, di perdere come di vincere, di distruggere ciò che è stagnante o in decadimento. Vedete l'Anziana, ammantata di nero sotto la luna calante; chiamatela col nome "Anu!" e sentite il suo potere nella vostra morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;Fonte: La Danza a Spirale - Starhawk&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-2730617278011352184?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/2730617278011352184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/meditazioni-della-luna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2730617278011352184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2730617278011352184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/meditazioni-della-luna.html' title='Meditazioni della Luna'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pzyj7ItPYYI/TTStMw2ywII/AAAAAAAABPU/w08JMZfXVjw/s72-c/Diosa+Luna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8489607969288213716</id><published>2011-12-12T23:38:00.003+01:00</published><updated>2011-12-14T02:32:41.666+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dea'/><title type='text'>Tu Sei Lo Specchio di Una Dea</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;img alt="" height="14" src="http://3.bp.blogspot.com/_IOo-lk5doro/SaPk-dq0X3I/AAAAAAAAANE/Zd8YxHkzpKc/s320/divisori18.gif" width="180" /&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt="." height="161" src="http://touria.unblog.fr/files/2008/06/rosa.gif" width="170" /&gt;&lt;img alt="." height="14" src="http://3.bp.blogspot.com/_IOo-lk5doro/SaPk-dq0X3I/AAAAAAAAANE/Zd8YxHkzpKc/s320/divisori18.gif" width="180" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;Vi era un tempo dove alcune donne erano la manifestazione vivente della Dea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;Sembrava che tutto fosse stato riposto nell'oblio,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;e invece il Risveglio dell'essenza femminile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;porterà consapevolezza a chi ha ancora&amp;nbsp;fede...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;Mi rivolgo a te "Sorella",&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;credi in te stessa, alle tue potenzialità,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;ai tuoi talenti...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;In te vive e pulsa un universo meraviglioso...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;Non vendere il tuo corpo, non prostituire la tua Anima,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;ma credi alla Luce racchiusa in Te,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;affinchè tu possa diventare una "Vera donna"...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;e rifletterti nello Specchio della Madre...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;Mi inchino alla tua divinità...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&lt;img alt="." height="14" src="http://3.bp.blogspot.com/_IOo-lk5doro/SaPk-dq0X3I/AAAAAAAAANE/Zd8YxHkzpKc/s320/divisori18.gif" width="180" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="ske04" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;)O(&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="ske04"&gt;&lt;span class="ske05"&gt;&lt;span style="font-family: georgia,palatino;"&gt;&amp;nbsp; &lt;img alt="." height="14" src="http://3.bp.blogspot.com/_IOo-lk5doro/SaPk-dq0X3I/AAAAAAAAANE/Zd8YxHkzpKc/s320/divisori18.gif" width="180" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-8489607969288213716?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/8489607969288213716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/tu-sei-lo-specchio-di-una-dea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8489607969288213716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8489607969288213716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/tu-sei-lo-specchio-di-una-dea.html' title='Tu Sei Lo Specchio di Una Dea'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IOo-lk5doro/SaPk-dq0X3I/AAAAAAAAANE/Zd8YxHkzpKc/s72-c/divisori18.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8568427636116578667</id><published>2011-12-12T23:36:00.003+01:00</published><updated>2011-12-16T23:57:55.892+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elfi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natale'/><title type='text'>La Storia Degli Elfi Di Natale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="float: Left; padding: 10px;"&gt;&lt;img alt="Immagine" height="351" src="http://cdn.esoterya.com/wp-content/uploads/2010/12/elfi.jpg" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tutti noi abbiamo ben presente l’immagine degli elfi che si vede in ogni film su Babbo Natale, sono piccole acreature di entrambi i sessi, ve ne sono di maschi e di femmine, che aiiutano Santa Clause a confezionare e ad organizzare le cose al Polo Nord.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma sono una leggenda? Oppure sono veri? Vivono davvero al Polo Nord? Gli elfi sono delle persone piccole, dei nanetti, con la particolarità delle loro orecchiette a punta. Spesso hanno un aspetto giovane nonostante l’età che hanno. Sì perchè gli elfi sono immortali e hanno dei poteri… magici! Arriva dalla tradizione germanica, o meglio dal paganesimo germanico. venivano considerati esseri di luce che vivevano nel cielo. Nati come giovani e immortali, nonchè con poteri magici nel tempo sono stati un pò cambiati, o almeno le loro abitutidini. Dal cielo si sono spostati a vivere nei boschi, nelle sorgenti o nei pozzi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nella tradizione scandinava, invece, gli elfi erano gnomi di casa che la proteggevano dal male e dalle creature malefiche. In genere gli elfi sono buoni, ma a volte possono essere davvero dispettosi! lo diventano se vengono trattatati male, allora si arrabbiano e fanno impazzire il latte, tirano i capelli mentre si dorme e altre cose simili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per evitare che diventassero dispettosi le persone lasciavano per loro, fuori dalla porta, una ciotola di porridge. Nel 1800 gli scandinavi hanno raccontato quale fosse il vero senso e il significato dell’esistenza degli elfi: aiutare Babbo Natale (Santa Claus).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Furono scrittori scandivani a narrare la stroia degli elfi che non vennero più chiamati “gnomi da casa”, ma elfi di Natale oppure semplicemente elfi. Hansen e Nystrm hanno poi finito di tratteggiare questi personaggi che ora conosciamo come gli aiutanti di Babbo Natale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In pratica lavorano al Polo Nord per costruire meravigliosi giocattoli che poi Santa Clause consegna ai bambini la notte di Natale. Altri elfi invece si occupano delle renne e della slitta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Abbiamo visto che gli elfi avevano varie mansioni, ma oltre a preparare i giochi da portare ai bambini e occuparsi delle renne e della slitta di Babbo Natale avevano altre incombenze o compiti da svolgere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C’erano ad esempio elfi che stavano a guardia dell’ingresso del villaggio di Babbo Natale per fare in modo che nessuno vi potesse entrare, e altri che apparivano qui e là nel modo per controllare i bambini buoni e quelli cattivi. C’era persino una “squadra di agenti segreti”, o meglio elfi segreti! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;I bambini buoni avrebbero ricevuto regali chiesti a Santa Clause, mentre i cattivi carbone o legna da ardere. La leggenda di Babbo Natale e dei suoi aiutanti elfi crebbe e proseguì fino al 1925 quando si scoprì che al Polo Nord non vivevano renne, ma se ne trovavano tantissime in Lapponia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giocoforza fu di trasferire il villaggio di Santa Clause proprio in Lapponia, dove attualemente c’è Rovaniemi, vi organizzano anche viaggi per famiglie e non solo, dove si trova il villaggio di Babbo Natale. Visto che la slitta era trainata da renne era stato necessario trasferire il villaggio in un posto dove ce ne fossero, da qui la Lapponia, parte estrema della Finlandia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lassù, in mezzo all’enorme distesa di neve, da qualche parte nascosto, c’è il villaggio segreto di Babbo Natale. Li troviamo lui, la moglie, signora Clause, e tutti i suoi aiutanti. Ne hanno di lavoro da fare! Se una ricostruzione della città di Santa Clause la troviamo a Rovaniemi, il vero villaggio viene ubicato a Korvatunturi nella contea Savukoski, al confine tra la Finlandia e la Russia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sul numero di aiutanti stretti di Babbo Natale non si ha un dato certo: alcuni sostengono siano sei, altri nove, altri ancora sono convinti che ne abbia tredici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-8568427636116578667?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/8568427636116578667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-storia-degli-elfi-di-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8568427636116578667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8568427636116578667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-storia-degli-elfi-di-natale.html' title='La Storia Degli Elfi Di Natale'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4964512045433131648</id><published>2011-12-12T23:14:00.000+01:00</published><updated>2011-12-17T00:00:09.131+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Wikka'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natale'/><title type='text'>Wicca, Il Segreto Pagano Nascosto Sotto Il Natale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://imworld.aufeminin.com/profil/D20101221/15650171_2253_yule_1_H083639_L.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://imworld.aufeminin.com/profil/D20101221/15650171_2253_yule_1_H083639_L.jpg" width="277" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Qual è il segreto nascosto dalla festa di Natale e che il Cristianesimo nasconde da secoli? Per quale motivo è nata questa festa? E allora San Nicola e Sinder Klaas? E Babbo Natale per come lo conosciamo? Domande molto curiose a cui rispondono dal mondo della stregoneria, più&amp;nbsp; precisamente dal mondo wiccano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il segreto pagano è stato tenuto nascosto in modo che nessuno lo conoscezze. Dalle pagine di witchology il dottor Leo Ruickbie, direttore del centro Wica, racconta che Gesù non sarebbe nato il 25 dicembre dell’anno I. Correva l’anno 753 dalla fondazione della città di Roma e si stavano tenendo i grandi festeggiamenti annuali in onore di Saturno, i Saturnali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nei territori Romani della Palestina celebravano Hanukkah nell’anniversario della riconquista del Tempio di Gerusalemme e in ogni parte del mondo, dall’Europa alle Americhe si festeggiava il Solstizio d’Inverno, la più lunga notte dell’anno, con rituali e festività.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nessuno in realtà ricorda quando Gesù sia nato e probabilmente solo tre secoli dopo si suppose e si decise per il 25 dicembre nonostante pare che i riferimenti sulla Bibbia dicessero altro. Essi cominciarono a celebrare quel giorno come Natale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In quello stesso periodo al Nord, in Irlanda e Inghilterra, ma non solo, si festeggiava il solstizio d’Inverno che aveva un gran significato, rappresentava il Sole, il ciclo della natura. Era una festa che durata tredici giorni nella quale la dea Freya veniva onorata con sacrifici di animali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anche Odino veniva onorato, ma i cristiani non volevano che le tradizioni pagane continuassero e allora crearono una loro festa, in comcomitanza, per cancellare quella pagana e soppiantarla. Santa Claus e San Nicola sono solo travestimenti attraverso i quali continuano a vivere le tradizioni pagane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma non è tutto qui. Ogni tradizione del Natale sembra arrivare da quella pagana, ma senza che ne venga ricordata l’origine oppure il significato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La tradizione pagana, la magia e i rituali continuano ancora oggi attraverso il “ceppo di Natale” e gli alberi nelle case, che rappresentano il ritorno del sole, della fortuna per la famiglia. Lo stesso simbolismo l’hanno i piccoli abeti e le decorazioni ad albero che si appongono fuori e dentro le case.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E il vischio? Anche quello era sacro per le persone che vivevno in Europa, celtici e Nordici. Spesso i celtici lo utilizzavano nei riti per la fertilità e sotto di esso ci si poteva baciare. Tra gli scandinavi, su al Nord, era sacro a Thor. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Edera e agrifoglio erano utilizzati nelle case per tenere lontani gli spiriti cattivi. I pagani Romani cambiarono i doni a quel tempo, molto tempo prima che nascessero le storie sui re Magi con i loro doni: oro, incenso e mirra. A quei tempi al nord i re organizzavano i festival nei castelli con i loro vessilli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ci sono molti documenti scritti e che sono arrivati fino a noi nei quali si parla delle loro tradizioni nordiche, dalle quali poi sono nate quelle cristiane, come per esempio questa del vischio. Per chi lo desiderà e ama queste tradizioni del solstizio d’inverno, perchè questo che gli antichi popoli festeggiavano, può cercare luoghi dove ancora viene celebrato e andare a farsi un bel viaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In realtà, come dicevo, pare che la festa del Natale e quindi la nascita di Gesù, sia stata “posizionata” proprio in questa data per contrastare la festa pagana e cercare di farla finire. Invece di reprimerla hanno cercato di fornire un’alternativa. Sono nate leggende cristiane e poi, grazie alla Coca Cola, è nato il Babbo Natale che conosciamo noi, l’uomo barbuto vestito di rosso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Forse questo è un segreto di pulcinella, come si suol dire, ma la Wicca ci tiene molto che si sappia visto che festeggiano il solstizio d’inverno, la rinascita della natura e la sua magia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4964512045433131648?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4964512045433131648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/qual-e-il-segreto-nascosto-dalla-festa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4964512045433131648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4964512045433131648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/qual-e-il-segreto-nascosto-dalla-festa.html' title='Wicca, Il Segreto Pagano Nascosto Sotto Il Natale'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-7091861275457758479</id><published>2011-12-05T17:58:00.001+01:00</published><updated>2011-12-17T00:08:09.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foglie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tazza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Le Tazze Delle Fate</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/Principessa.Smeralda/barre/tazzinaefate.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="284" src="http://digilander.libero.it/Principessa.Smeralda/barre/tazzinaefate.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tra le selve che accompagnano il fiume verso la pianura lucchese se ne trova una fitta e impervia dove si aprono grotte buie e profonde che la gente chiama Buche delle Fate. Ce ne sono un po’ ovunque sparse qua e là, ma sui fianchi boscosi del monte Gragno se ne aprono di suggestive e misteriose.Una volta, quando nei boschi si raccattava tutto, anche le foglie secche dei castagni, due fratelli divenuti ormai due giovanotti salirono sulla montagna a far legna. Erano forti, ma poveri; coraggiosi, ma stremati da una vita tanto difficile. A casa i loro genitori ormai anziani non potevano più salire nelle selve e i loro lavori domestici venivano svolti con sempre maggiore lentezza. Un giorno i due fratelli si trovavano nei pressi di una di queste buche delle fate, quando cominciò a pioviscolare e, siccome era ormai ora di pranzare, andarono a ripararsi all’interno della grotta. Dai loro corbelli tirarono fuori del pane e del cacio di capra e cominciarono a mangiare, quando videro arrivare due donnine basse, avvolte in un panno grigio con un grosso cesto pieno della cenere che i carbonai sono soliti ammucchiare in una parte della carbonaia. I due giovani le salutarono educatamente e le due signore, che erano le fate del bosco, li guardarono incuriosite, poi aprirono i loro mantelli grigi e ognuna di esse regalò a ciascuno dei due ragazzi una tazza di legno dicendo loro:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #d9ead3; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Se riuscirete a riempirla d’acqua e a farvi specchiare la luna piena del mese di maggio, un sentiero d’argento vi guiderà ad una sorgente dove troverete il vostro tesoro”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Poi le due donne entrarono nella grotta e scomparvero nel buio. La sera i due giovani raccontarono ai loro genitori quanto avevano visto e udito nel bosco e mostrarono loro le due tazze di legno. I genitori non sembrarono né incuriositi né stupiti dall’incontro con le fate e tornarono a scaldarsi nel canto del focolare.           &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Passarono i mesi e una notte di maggio la luna piena splendeva alta sopra il monte Gragno. Lassù salirono i due giovani e con un fiasco d’acqua riempirono le due tazze proprio di fonte all’entrata della grotta. Fu molto difficile inseguire la luna fra rami, foglie fitte, speroni di roccia, mentre intanto la notte correva via rapidamente. Mancava ormai un’ora al sorgere del sole, quando i due giovani arrivarono sulla vetta. Lassù il cielo era libero e la luna entrò nelle loro tazze. Subito mille riflessi d’argento ribalzarono giù dalla montagna e andarono a moltiplicasi nel letto della Turrite che scorreva fragorosa giù fra alte rocce. I due giovani correvano come due capretti dietro quello sfavillio che come uno sciame di lucciole scendeva giù lungo il torrente finché non si concentrarono su un enorme pietra nei pressi di una sorgente e svanirono nelle prime luci del mattino.I due giovani si guardarono e capirono che lì stava il loro tesoro. Cominciarono a portare pietre, a squadrarle e a metterle una sopra l’altra su quell’enorme pietra piatta e liscia. Dopo qualche mese un bel mulino con la sua ruota macinava da mattina a sera. E non vi fu mai stagione che vide quella ruota fermarsi. I campi vennero coltivati e i boschi seppero dare i loro frutti generosamente. Quel mulino ha lavorato per molti anni. Oggi non c’è più, ma non distante si trova una cascata che la gente chiama “del Pendolino”. Nel mese di maggio le fate vi scendono dalla montagna trasportate dai raggi delle luna piena per attingere l’acqua che in quella notte acquista poteri magici. E se si ascolta bene, ci sembrerà di sentire da lontano la ruota di un mulino mossa dall’acqua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br style="color: #fce5cd;" /&gt;&lt;span style="color: #fce5cd;"&gt;(di Paolo Fantozzi - Le ultime pubblicazioni di Paolo Fantozzi: "Storie e leggende lungo il fiume Serchio", Le Lettere, 2007, "Storie e leggende della Versilia", Le Lettere, 2005, "Le leggende delle Alpi Apuane", Le Lettere, 2003")&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-7091861275457758479?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/7091861275457758479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/le-tazze-delle-fate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/7091861275457758479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/7091861275457758479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/le-tazze-delle-fate.html' title='Le Tazze Delle Fate'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-3301863306136716021</id><published>2011-12-05T17:50:00.001+01:00</published><updated>2011-12-17T00:20:32.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tesoro'/><title type='text'>Il Tesoro Delle Fate</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.cosmopolitan.it/var/cosmopolitan/storage/images/media/immagini/timeout/cinema/cinema-bastardi-senza-gloria/14trilli/139643-1-ita-IT/14trilli_full.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="293" src="http://www.cosmopolitan.it/var/cosmopolitan/storage/images/media/immagini/timeout/cinema/cinema-bastardi-senza-gloria/14trilli/139643-1-ita-IT/14trilli_full.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A quei tempi la valle del Gerina era la più bella delle Alpi svizzere, con grandi pascoli e campi fertilissimi, tanto che la chiamavano «La verde». Nel mezzo c’era un grazioso laghetto, e sulle rive del lago un villaggio lindo e civettuolo. Il proprietario dei pascoli e dei campi si chiamava Aimone ed era un uomo di vecchio stampo, attaccatissimo alle tradizioni, cordiale, generoso, galantuomo sino allo scrupolo, e perciò benvoluto da tutti. Si diceva che la prosperità del luogo fosse dovuta alla particolare protezione delle Fate, che abitavano in una caverna sulla roccia sovrastante la vallata. Certo è che Aimone faceva mettere ogni mattina un secchio di latte su una grossa pietra a forma di altare che era proprio sotto la rupe, e qualche minuto dopo il secchio era vuoto. Chi lo vuotava, e come? Nessuno era riuscito mai a saperlo: fin che qualcuno rimaneva lì vicino al secchio a spiare, il secchio restava pieno. Il padrone del resto aveva proferito terribili minacce contro coloro che si mostrassero in proposito troppo curiosi; e ognuno sapeva ch’egli era un uomo da mantenere ciò che prometteva.Ma un giorno Pietro, il figlio del padrone, un giovinetto di forse quindici anni, volle penetrare il segreto di quel latte che scompariva cosi misteriosamente; e, appena il secchio fu messo sulla pietra, egli si mise li di guardia e vi restò tutto il giorno. A sera, il secchio era ancora pieno; ma il latte s’era guastato e si dovette buttar via. Quello stesso giorno mori la più bella capretta del gregge, la preferita di Pietro. Quando questi tornò a casa, il padre lo chiamò nella sua camera e, chiusa la porta e la finestra perché nessuno udisse, gli parlò in tono grave:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #d9ead3; font-size: large;"&gt;“Ascoltami bene, figlio mio. Tu non sei più un bambino ormai e certe cose le puoi capire. Per fartele capir meglio, ti svelerò un segreto che si è conservato per secoli nella nostra famiglia, trasmesso da padre in figlio. Tu conosci il Rubly, la roccia che domina la nostra vallata, e sai che circa alla metà di essa si apre una grotta: là dentro abitano da secoli due Fate che proteggono la nostra famiglia e la nostra alpe. In ricompensa di questa protezione, ogni mattina faccio portare sulla pietra che sai un secchio di latte. Sono le Fate che scendono a prenderlo e se lo bevono: è l’unico loro nutrimento. Ma guai a colui che volesse impedire alle Fate di prenderlo, guai al temerario che osasse esplorare la loro grotta! Tu oggi hai commesso appunto il primo di questi sacrilegi, e stasera la tua capretta favorita è morta. Ti consiglio perciò di non voler ripetere più il tuo atto  insano.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pietro, stupito per le parole che udiva, passò tutto il giorno seguente a guardar di lontano la roccia e la caverna che vi si apriva a metà; e a furia di fissarvi lo sguardo, gli parve di vedere infatti due forme bianche e leggiere fluttuare nel sentiero verdeggiante che menava alla grotta. Da quel giorno credette fermamente alle Fate della Verde e si sarebbe guardato bene dal tentare ancora l’esperimento che gli era costato già la perdita della capretta favorita.Passarono gli anni, e Pietro divenne un bel giovane, laborioso e gagliardo. Tutte le ragazze del villaggio, si sa, lo avrebbero voluto per marito; ma egli pareva insensibile alle loro grazie e alle loro moine. Tuttavia venne il momento anche per lui d’innamorarsi. Era capitata in paese una bellissima fanciulla forestiera, a nome lolanda. Si diceva che venisse dalla città e che fosse figlia di un signore: certo i suoi modi erano assai più gentili di quelli delle valligiane, e anche la sua bellezza aveva qualcosa di più fine e delicato. Pietro avrebbe dato chi sa che per sposarla; ma la ragazza si mostrava restia alle nozze, e ogni volta che il giovane gliene aveva parlato, ella, severa, aveva deviato il discorso.Un giorno un pastore, sceso dai monti che sovrastano la valle, aveva regalato a Pietro uno strano ciottolo molto pesante, di tinta nerastra, con certe venature che, a guardarle da certi punti di vista, luccicavano come pagliuzze d’oro. Pietro aveva mostrato il ciottolo alla bella lolanda, che nel vederlo si era subito trasfigurata.“Senti, Pietro” - gli aveva detto – “se tu riesci a trovare la miniera d’oro che è certamente nel Rubly, io ti sposerò. Ma non tentar neppure di cercarla da solo: esporresti inutilmente la tua vita, e morresti come i tanti che ti hanno preceduto. Bisogna che nelle ricerche ti guidi una Fata. Sai tu se in questo paese ce ne siano?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #d9ead3; font-size: large;"&gt;“Si” - rispose  sfrontatamente il giovanotto - ne conosco due.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #d9ead3; font-size: large;"&gt;“Ebbene, eccoti una preghiera magica che costringerà le due Fate che tu conosci ad indicarti la miniera.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E, cosi dicendo, tirò fuori dal seno una pergamena coperta di caratteri rossi, e la porse a Pietro. Che lotta fu quella che sconvolse per i tre giorni successivi il cuore del povero ragazzo! Da una parte c’era il rispetto dovuto alle Fate protettrici della sua famiglia e della vallata (come avrebbe osato far loro violenza?); dall’altra parte c’era il suo amore per lolanda. Vinse, si sa, l’amore. E in una fosca notte d’estate (grossi nuvoloni si rincorrevano nel cielo) il giovane parti per la montagna. La pergamena gli bruciava le dita.Arrivato che fu sul sentiero che conduceva alla caverna delle Fate, dovette fermarsi, perché il cuore gli batteva forte forte. Poi riprese cautamente il cammino e arrivò all’ingresso della grotta che nessuno finora aveva mai violato. Accese una torcia a vento e si mise a leggere la formula magica scritta col sangue sulla pergamena.Ma, appena ebbe pronunziate le prime parole, tutta la montagna cominciò a tremare dalle fondamenta, un fragore terribile usci dal profondo dell’antro e si ripercosse per tutta la valle; lampi squarciavano il cielo, e la rupe, oscillando sulla sua base, precipitò con spaventoso fracasso sui prati sottostanti.Quando sorse l’alba, illuminò uno degli spettacoli più tragici di desolazione: i bei pascoli della Verde erano spariti e al loro posto era un terreno squallido seminato di macigni e di sassi di tutte le dimensioni. Di Pietro non si seppe più nulla: non venne mai più visto o trovato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ilboscodisellena.fan-club.it/il_tesoro_delle_fate_leggenda_svizzera_p488461.html" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Image and video hosting by TinyPic" border="0" src="http://i46.tinypic.com/21l7g41.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-3301863306136716021?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/3301863306136716021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/il-tesoro-delle-fate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3301863306136716021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3301863306136716021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/il-tesoro-delle-fate.html' title='Il Tesoro Delle Fate'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i46.tinypic.com/21l7g41_th.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8213610977367562556</id><published>2011-12-05T17:39:00.001+01:00</published><updated>2011-12-14T02:25:05.861+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solstizio D&apos;Inverno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yule'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inverno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solstizio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luna'/><title type='text'>Yule "Il Solstizio D'Inverno"</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.sanremobuonenotizie.it/images/stories/arte_e_cultura/solstizio_dinverno.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="182" src="http://www.sanremobuonenotizie.it/images/stories/arte_e_cultura/solstizio_dinverno.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Chiamato anche Saturnalia, o Festa delle Luci.E' uno dei sabba minori, il passaggio celeste in cui la notte e' più lunga del giorno, e segna l'inizio dell'inverno astronomico. Questa festività solare cade nel primo giorno d'inverno, molto più conosciuta come la notte del Solstizio Invernale. Questo periodo dell’anno era già festeggiato ai tempi dell'antica Roma, con i Saturnali (dedicati a Saturno), durante queste feste vennero introdotte nelle celebrazioni l’utilizzo di candele, canti ed orge. Yule è anche un termine arcaico per il Natale (riportato, per esempio, nei dizionari della lingua inglese; il termine appare ancora in alcuni canti natalizi ed è tuttora usato in alcuni dialetti scozzesi). La celebrazione del solstizio d'inverno si diffuse rapidamente in tutta Europa e nacque così nelle campagne la festività di Yule, legata alla celebrazione del sole e della madre terra che si prepara, riscaldata dai primi raggi, alla futura semina. Tra i vari temi legati a Yule il principale è quello della battaglia tra il vecchio Re dell'Agrifoglio, simbolo di oscurità e di vecchiaia, e il giovane Re della Quercia che simboleggia la luce del nuovo anno. Il vecchio sovrano viene simbolicamente ucciso e il giovane Re prende il suo posto sul trono per governare. Con il rito del ceppo di Yule si perpetua ogni anno, oltre alla tradizione di stringersi tutti attorno al fuoco, anche questa antica e ripetuta battaglia. Da quel momento vi fu una mescolanza tra feste e simboli pagani... come l'abete decorato (Ormai detto albero di Natale), le ghirlande o l'agrifoglio. L'abete ad esempio è l'albero che rappresenta la Dea in questa stagione, e la ghirlanda rappresenta la ruota dell'anno. Alcune tradizioni vogliono la conservazione di parti dell'abete, che saranno poi bruciate a Calendimaggio/Beltane. Il termine 'solstizio' viene dal latino solstitium, che significa letteralmente “sole fermo” . Nell’emisfero nord della terra, nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima (cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno). Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta. Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre.E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”. I festeggiamenti del Solstizio si protraggono quindi per tutto il periodo Natalizio (Sol Invictis), con il quale, come abbiamo detto, coincidono; ed è in questa notte che molte streghe si tramandano per tradizione i segreti dell'Arte. Il solstizio stesso è chiamato "la porta", simbolo di una contemporanea esistenza di due dimensioni, che durante i solstizi si congiungono e le porte sono aperte ed è permesso il varco; è il tempo della morte simbolica dell'adepto che si avvicina al rito iniziatico. È un momento di passaggio ciclico considerato nell'antichità magico e drammatico: i giorni diventano sempre più corti e bui, fino ad arrivare alla notte più lunga dell'anno. L'oscurità prende il sopravvento sulla luce, la notte è più lunga del giorno. Tutta la natura è come sospesa in questa morte simbolica che attende una resurrezione. Morte della luce, morte del sole ; il sole cede il posto alla tenebra, per poi rinascere come rigenerato.Le giornate dopo il solstizio divengono sempre un po' più lunghe, e di nuovo il potere del Dio Sole cresce e si manifesta nella sua luce. È una simbologia carica di valenze magiche e propiziatorie centrate sul mito della morte- rinascita.In tutte le culture e fin dall'antichità più remota, questo periodo dell'anno veniva celebrato con grandi fuochi ad illuminare la notte, candele, falò attorno a cui festeggiare, per invitare il sole a tornare nuovamente ad illuminare il mondo. Il Solstizio invernale è la prima ricorrenza della ruota dell'anno che comprende le feste e magiche, da qui ha inizio il nostro cammino esoterico che si snoda attraverso le altre e successive festività che ci purificano e ci arricchiscono, sino all'elevazione del nostro spirito che ha luogo con il passaggio della seconda porta solstiziale, quella estiva.Sono le fasi alchemiche, il risveglio della terra che prepariamo per il prossimo raccolto. Sarebbe opportuno alzarsi all'alba e salutare il nuovo sole. Si possono accendere candele o luci per rappresentare la nascita delle nostre speranze per il nuovo anno. Sul ciocco da bruciare (deve essere legno di quercia) incidere una figura che rappresenti il Sole utilizzando un coltello con il manico bianco decorarlo con nastri rossi e rametti di edera, betulla e agrifoglio, quindi dargli fuoco. Se abbiamo celebrato questo rito anche l'anno precedente e abbiamo un pezzo non combusto del vecchio ciocco, accenderemo il fuoco con questo, Si dice: "Come il vecchio ciocco è consumato, così lo sia anche l'anno vecchio". Una volta che il fuoco è acceso osserviamo le sue fiamme e meditiamo sulla rinascita della luce e sulla nostra rinascita interiore. Accogliamo le nostre speranze, i nostri sogni per il futuro e salutiamo questa luce dicendo: "Benvenuta, luce del nuovo sole!". Per il pasto di Yule sono adatte le bevande calde come il punch e tè di ibisco o di zenzero,il vin brulè, mentre le portate tradizionali sono le noci, la frutta secca, le mele, i dolci bagnati col sidro, e il maiale. Brindiamo e consumiamo non dimenticandoci di lasciare una parte del nostro festino per la Madre Terra. Le arance rappresentano il sole, le fronde sempreverdi l'immortalità, le spighe il raccolto futuro. L'agrifoglio, il vischio e l'edera decorano le case all'esterno e all'interno e sono un invito agli Spiriti della Natura di unirsi alla celebrazione. Un ramoscello di agrifoglio và tenuto vicino alla porta per tutto l'anno. Un simbolo solstiziale è il Vischio, pianta sacra per i DRUIDI che veniva recisa dall'albero su cui nasceva seguendo di una solenne cerimonia. La raccolta del vischio avveniva specialmente in due momenti particolari dell'anno: a Samhain e nel Giorno di San Giovanni. Il Vischio era considerato la panacea per tutti i mali. Essa e' una pianta parassita che affonda le sue radici nell'altrui forza, non tocca terra e veniva considerata una emanazione divina.Gli antichi, che la chiamavano anche "scopa del fulmine", pensavano che nascesse quando la folgore colpiva un albero. Per rispetto a questa sua natura divina i DRUIDI lo tagliavano usando rispettosamente un falcetto d'oro. l'uso decorativo del vischio e dell'agrifoglio. Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L'albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l'anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l'oscurità dell'inverno. La birra e il pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L'albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell'anno che sarebbe arrivato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.ilboscodisellena.fan-club.it/yule_il_solstizio_d_inverno_p382269.html" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-8213610977367562556?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/8213610977367562556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/yule-il-solstizio-dinverno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8213610977367562556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8213610977367562556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/yule-il-solstizio-dinverno.html' title='Yule &quot;Il Solstizio D&apos;Inverno&quot;'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8534601575168587568</id><published>2011-12-05T16:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T16:35:52.755+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elfi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><title type='text'>La Stirpe Degli Ellyllon</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_sPKwlB8FbVE/TGd6EHRd7mI/AAAAAAAAADY/1taGJxldASw/s400/Silverbill.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_sPKwlB8FbVE/TGd6EHRd7mI/AAAAAAAAADY/1taGJxldASw/s320/Silverbill.jpg" width="272" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Ellyllon, il singolare è Ellyll, è un nome generico che appartiene ad una tribù di Elfi gallesi e che deriva, forse, da un ramo secondario della stirpe dei Tywyth Teg.La loro regina sembra essere la mitica Mab, regina delle Fate ricordata anche dal grande Shakespeare in  Giulietta e Romeo che potrebbe avere qualche connessione con la regina fatata irlandese Maeve. Secondo una tradizione gli Ellyllon sarebbero le anime degli antichi sacerdoti druidi, troppo buoni per finire all'inferno ma, in quanto pagani, impossibilitati ad accedere al Paradiso e allora costretti a restarsene sulla terra sotto forma di spiriti.Comunque sia, questi Elfi sono oggi considerati in via di estinzione e ne restano ben pochi esemplari in circolazione.Gli Ellyllon, sono esseri magri e diafani, che si nutrono di funghi velenosi e di un burro speciale ritenuto magico, ricavato da una sostanza fungoide che si trova nelle radici dei vecchi alberi e nelle crepe del calcare. Non sono cattivi, anzi aiutano volentieri i contadini e gli agricoltori nel lavoro quando possono, anche se preferiscono starsene soli rannicchiati sotto gli alberi. La loro statura èdavvero minuscola, sono alti attorno ai 20-25 centimetri e vestono di abiti verdi che si confondono con la vegetazione. Questi Elfi vivono esclusivamente nel Galles, &lt;br /&gt;particolarmente nelle contee del sud del Glamorgan di Carmarthen e di Pembroke laddove i sassoni portarono le loro credenze, e abitano di preferenza nelle vecchie cave abbandonate, nei buchi degli alberi o nelle grotte di montagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="color: #f4cccc;"&gt;(Le Creature del Piccolo Popolo - Guida da campo alla ricerca di Elfi, Gnomi, Fate e Spiriti Inquieti di Dario Spada)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.streghettediluna.altervista.org/alterpages/barre_divisorie08.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="73" src="http://www.streghettediluna.altervista.org/alterpages/barre_divisorie08.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #f4cccc;"&gt;LEGGENDA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era una volta un contadino, che era parecchio sfortunato, di nome Rowli Pugh. Se veniva la ruggine alle graminacee questa attaccava sicuramente il suo raccolto; quando tutte le altre bestie del vicinato stavano bene le sue erano certamente malate. Sua moglie era invalida e non poteva lavorare né in casa né nella fattoria. Egli, un giorno, stava tristemente ragionando  tra sé e sé di vendere la fattoria e di partire lontano  quando gli si avvicinò un Elfo che gli assicurò che non avrebbe più sofferto e gli disse: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="color: #d9ead3;"&gt;«Dì a tua moglie di lasciare una candela accesa e di tenere il fuoco ben allegro, che gli Ellyllon faranno il resto»&lt;/b&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E l'elfo si dimostrò buono come le sue parole. Tutte le notti Rowli e Catti, la moglie, andavano a dormire lasciando una candela accesa e tutte le notti udivano delle risate, allegria e rumore sotto la finestra della loro stanza, e ogni mattina la fattoria e la casa erano in perfetto ordine. Così il raccolto prosperò. Tutto andò bene per tre anni, poi un giorno Catti pensò di dare una sbirciatina a quella allegra brigata. Una notte attese che il marito si fosse addormentato, andò giù dalle scale in puntadi piedi e si mise a spiare dal buco della serratura. Vi era una gran folla allegra, ilare e giocherellona che lavorava alacremente. La loro ilarità era talmente contagiosa che Catti scoppiò improvvisamente in una energica risata. Allora, improvvisamente, la candela si spense, si udì un urlo e un tramestio, poi tutto si acquietò di nuovo. Gli Elfi non tornarono mai più a lavorare in quella fattoria, ma i due erano ormai avviati sulla via della prosperità e la fortuna non li abbandonò più.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #f4cccc;"&gt;(Le Creature del Piccolo Popolo - Guida da campo alla ricerca di Elfi, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f4cccc;"&gt;Gnomi, Fate e Spiriti Inquieti di Dario Spada)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-8534601575168587568?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/8534601575168587568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-stirpe-degli-ellyllon.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8534601575168587568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/8534601575168587568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/la-stirpe-degli-ellyllon.html' title='La Stirpe Degli Ellyllon'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_sPKwlB8FbVE/TGd6EHRd7mI/AAAAAAAAADY/1taGJxldASw/s72-c/Silverbill.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-599146776647766241</id><published>2011-12-02T23:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T17:30:12.303+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Il Giorno di Calendimaggio e la Danza di Beltane</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i40.tinypic.com/198eo0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i40.tinypic.com/198eo0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #f4cccc; font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;IL GIORNO DI CALENDIMAGGIO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i40.tinypic.com/198eo0.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="219" src="http://i40.tinypic.com/198eo0.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le feste del fuoco sono gli unici due momenti dell'anno in cui un fuoco si estingue per essere riacceso (l'altra è  la Calenda) Due grandi fuochi venivano accesi nei villaggi, per protezione verso il bestiame, e molta gente danzava nuda intorno ad essi per ottenere salute e fertilità. Un rituale importante era il salto attraverso il fuoco, (molto spesso le sole braci...) che rappresentava la purificazione e la capacità di risorgere alla morte in un nuovo ciclo. Calendimaggio e' il tempo delle celebrazioni. Prima di buttarsi nelle danze, le giovani ragazze si lavavano e si purificavano nell'acqua di fonte con molta cura, e si abbellivano per cercare di catturare l'occhio dei ragazzi. Il maypole (palo decorato con fiori) un evidente simbolo di fertilità, viene eretto e ragazzi e ragazze vanno a passeggiare, incontrarsi e "flirtare" sotto di esso. In quel tempo, poiché Calendimaggio era conosciuta come la festa della vera fertilità capitava spesso che si celebrassero riti d'amore nelle foreste, che terminavano con l'abbandono alle passioni. Si trattava di un rituale col quale i giovani ragazzi "conoscevano" per la prima volta l'amore, detto anche "la sfida" (nel senso di un rituale di iniziazione maschile), o "foresta verde", per dove esso avveniva. Le ragazze che rimanevano gravide in questo giorno generalmente si sposavano poi a Giugno, che e' ancora il mese più popolare per i matrimoni. In questa festa comparivano due figure: La Regina di Maggio, che veniva eletta nel paese, e i Benandanti. Essi vestivano di verde e portavano un cappello rosso (nessun altro era autorizzato a vestirsi così durante quelle feste. Mentre le Regine di Maggio rimanevano in paese e passavano a benedire le case, i Benandanti giravano da un paese all'altro, portando i saluti alle Regine. Molta gente stendeva panni verdi sulla porta o spargeva petali di rosa per attirare i Benandanti a celebrare dentro le loro case. Tutti questi petali e i fiori che venivano usati dovevano essere tagliati senza l'uso di coltelli o altre lame metalliche. I Benandanti nutrivano una vera e propria avversione per le lame di metallo. Nessuno usa lame di metallo per Calendimaggio in quanto verrebbe così considerato di cattivo auspicio. Era costume all'epoca, passeggiare percorrendo i confini delle proprietà di famiglia per il Calendimaggio. Augurava una buona sorte. Le feste che dividono la fine di un ciclo dall'inizio di un altro sono sempre molto importanti e molto potenti. Era uso, oltre che passeggiare, mettere tutto ciò che era più prezioso in un cerchio e camminare attorno ad esso in circolo, per tre volte. Oppure, era usanza toccare il bene con un nodo di corda oppure , con una coppa d'acqua, schizzare delle gocce usando un cucchiaio d'argento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Image and video hosting by TinyPic" border="0" src="http://i25.tinypic.com/969mcn.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #f4cccc;"&gt;LA DANZA DI BELTANE:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una caratteristica della cerimonia di saluto alla Primavera (Beltane, 1° Maggio), è quella meglio conosciuta come "La Danza attorno al Palo". Questa danza è la ripresa di un antico rito di fertilità ed inizia quasi come un gioco dal forte simbolismo sessuale. Le donne della Congrega scavano un buco nel quale verrà poi piantato un palo, chiaro simbolo fallico; all'avvicinarsi degli uomini che portano il palo, le donne circondano il buco quasi a difenderlo; durante la danza, come in un corteggiamento simbolico, le donne aprono e chiudono il cerchio attorno al buco in diversi punti, mentre gli uomini girano attorno alla ricerca di un passaggio. Alla fine agli uomini verrà permesso di entrare nel cerchio e piantare il palo nel buco, quindi uomini e donne lo fisseranno nel suolo con la terra. Alla fine ci sarà la danza tradizionale delle Streghe attorno al palo, incrociando ripetutamente i loro percorsi in modo da intrecciare lungo il palo dei nastri colorati. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.ilboscodisellena.fan-club.it/il_giorno_di_calendimaggio_e_la_danza_di_beltane_p312747.html" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Image and video hosting by TinyPic" border="0" src="http://i25.tinypic.com/969mcn.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-599146776647766241?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/599146776647766241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/il-giorno-di-calendimaggio-e-la-danza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/599146776647766241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/599146776647766241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/12/il-giorno-di-calendimaggio-e-la-danza.html' title='Il Giorno di Calendimaggio e la Danza di Beltane'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i40.tinypic.com/198eo0_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-3219209865903336729</id><published>2011-11-25T13:23:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T14:07:19.909+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia Vera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Le Fate di Cottingley</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/arthur-conan-doyle-300x234.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="248" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/arthur-conan-doyle-300x234.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Arthur           Conan Doyle (1852-1930), campione del positivismo,creatore dell’indimenticabile           Sherlock Holmes, investigatore la cui fama è dovuta anche al           metodo d’indagine dominato dalla razionalità e dal ragionamento           analitico, da un certo punto della sua vita divenne un sostenitore dell’esistenza           delle fate…&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Che           cosa c’entra Conan Doyle con le fate di Cottingley? C’entra           molto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;          Fu proprio Conan Doyle a diffondere negli ambienti teosofici ed esoterici           di tutto il mondo la notizia delle apparizioni delle fate a Cottingley,           prima con due articoli sullo Strand Magazine, del dicembre 1920 e marzo           1921 e quindi con un libro, The Coming of the Fairies ("La venuta           delle fate"), pubblicato a Londra nel 1922 e quindi in una seconda           edizione ampiamente rivista nel 1928. Il volume non era mai stato tradotto           in italiano, fino a quando nel 1992 uscì da SugarCo - con il           titolo Il ritorno delle fate e con la riproduzione delle fotografie           originali conservate dalla biblioteca dell’Università di           Leeds - in un’edizione curata dal sottoscritto e dallo specialista           americano Michael W. Homer. &lt;br /&gt;          Anche i lettori italiani potevano così scoprire una curiosa verità           su Conan Doyle: lo stesso romanziere che aveva messo in scena il trionfo           della ragione deduttiva con Sherlock Holmes era stato un fervente difensore           della credenza delle fate. I             negativi delle foto non furono manomessi in alcun modo, ma le fate             immortalate somigliano in modo imbarazzante alle illustrazioni di             uno dei libri dell'epoca (Princess Mary's Gift Book), al punto che             pare ovvio siano proprio le pagine di quei libri ritagliate ed usate             come sagome da appuntare al terreno tramite spilli. Ma le immagini             suscitarono un enorme clamore, anche grazie all'interessamento ed             al supporto di Sir Arthur Conan Doyle, che le credeva assolutamente             "genuine”.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma che cosa era successo, precisamente,               ottant’anni fa a Cottingley?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://storage.canalblog.com/20/90/466416/46281363.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.chupacabramania.com/immagini/immagini_creature/le_fate_di_cottingley.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="295" src="http://www.chupacabramania.com/immagini/immagini_creature/le_fate_di_cottingley.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel luglio del 1917 una ragazzina di nome Frances Griffiths (1907-1986) dal Sudafrica si trasferì con la madre a Cottingley, località dello Yorkshire, andando a vivere nella casa di una zia materna che aveva una figlia di sedici anni, Elsie Wright (1901-1988). Un giorno Frances ed Elsie tornarono a casa con i vestiti bagnati fradici e le rispettive mamme andarono su tutte le furie. "Cos'avete combinato?". La risposta di una delle due dovette essere stata qualcosa del tipo: "Giocavamo vicino al ruscello e a un certo punto abbiamo visto, uuuuhm, delle fate". "Sì, come no. Filate a cambiarvi e poi a letto". Le due ragazzine allora chiesero in prestito la macchina fotografica del padre di Elsie, giurando che sarebbero tornate con le prove. Fu esattamente quello che successe e la prima fotografia ritraeva la piccola Frances circondata da quattro fatine danzanti. Il gioco dovette sembrare divertente e le due bambine continuarono a scattare fotografie che le mostravano con creaturine fatate. Solo un gioco, allora? Sulle prime fu trattato proprio così, dalle madri delle due piccole pesti. Ma nel 1919 la signora Wright provò a inviare le fotografie a Edward L. Gardner, un’autentica autorità fra i teosofi.Gardner ne parlò a sua volta all’amico sir Arthur Conan Doyle, attivo spiritista. Lo scrittore padre di Sherlock Holmes rimase scioccato. Pregò Gardner di recarsi subito nello Yorkshire per indagare e dalla risposta del teosofo, al ritorno, sembrava proprio che quelle due ragazzine dicessero la verità. I negativi delle foto, inoltre, non risultarono in alcun modo manomessi. Bum. Conan Doyle diffuse le foto negli ambienti teosofici ed esoterici di tutto il mondo, su riviste, nel libro The Coming of the Fairies (La venuta delle fate), pubblicato a Londra nel 1922 e in una seconda edizione ampiamente rivista nel 1928 (in Italia uscì per le edizioni SugarCo). Le due ragazzine furono evidentemente intimorite da come andò il loro scherzo, tanto che solo nei primi anni Ottanta, Elsie, ormai un'anziana signora, confessò al mondo come avessero realizzato quelle fate: utilizzando solo cartone e spilli. Venne rintracciata anche Frances, ormai anche lei piuttosto anziana, che ammise a sua volta lo scherzo. Sì, quelle foto le avevano create loro e si erano spaventate del clamore che avevano suscitato. Le due ragazzette, insomma, l'avevano combinata così grossa, e in mezzo c'erano personaggi così importanti, che non se l'erano proprio sentita di confessare prima. Ma arrivò il colpo di scena: "Solo le prime quattro foto" precisò Frances "ritraggono fatine di cartone".&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.adolfo.trinca.name/public/2010/11/Cottingley-sunbath.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="246" src="http://www.adolfo.trinca.name/public/2010/11/Cottingley-sunbath.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E la quinta?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Prima di morire, nel 1986, la vecchina disse che nessuno avrebbe creduto e indagato sull'esistenza di certe creature, se non ci fossero state prove false e una storia vera. E concluse dicendo: "... la quinta no, non è falsa. Perché le fate esistono davvero".&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questa e la storia ma adesso sta a voi crederci o no io credo in loro e sono sicura che esistano da qualche parte nei fitti boschi ma ecco le Foto dell'accaduto adesso sta a voi deciderci se crederci o no...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.chupacabramania.com/immagini/immagini_creature/fata_cottingley.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://www.chupacabramania.com/immagini/immagini_creature/fata_cottingley.jpg" width="466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://storage.canalblog.com/20/90/466416/46281363.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="484" src="http://storage.canalblog.com/20/90/466416/46281363.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.adolfo.trinca.name/public/2010/11/CottingleyFairies2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://www.adolfo.trinca.name/public/2010/11/CottingleyFairies2.jpg" width="488" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-3219209865903336729?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/3219209865903336729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/le-fate-di-cottingley.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3219209865903336729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3219209865903336729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/le-fate-di-cottingley.html' title='Le Fate di Cottingley'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4142688124842959216</id><published>2011-11-25T01:12:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T02:07:03.365+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='invocazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Come Evocare Una Fata</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/uploads/fata_luce.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/uploads/fata_luce.jpg" width="281" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un piccolo rito che vi aiutera ad interaggire col mondo fatato, su internet se ne trovano tanti ma questo mi sembrava il più sensato ma questo non vuol dire che non bisogna prendere il tutto alla leggera esse sono esseri liberi bisogna essere cauti e gentili in presenza di una creatura del regno fatato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;Se nel corso del rito senti di non riuscire a gestire tutto il potere è meglio chiudere tutto. Nel caso in cui accidentalmente si contatti un entità non propriamente benevola o dispettosa conviene concludere immediatamente la visita e questo può essere fatto sia usando le buone maniere ma se è necessario anche senza essere troppo cortesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #fff2cc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;Seguite alla lettere questi 12 passaggi per assicurarvi la riuscita dell'invocazione:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt; Concentrati sull'oscurità che si crea automaticamente chiudendo gli occhi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: large;"&gt;Vedrai nell’oscurità, pian piano apparire come una sfera verde (questa è la luce del regno fatato)&lt;/span&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;3)&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: large;"&gt;Lasciati avvolgere da questa sfera magica, e abbandonati alla bellezza e alla magia che ti trasmette.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;4)&lt;/b&gt; Assapora Questa magia per qualche minuto&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;5)&lt;/b&gt; Lascia che il potere delle fate ti rigeneri, ti purifichi e ti dia ciò di cui hai bisogno,lascia che la magia delle fate "lavori" in te.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;6)&lt;/b&gt; Avvolta in quella nebbiolina verde carica di magia, invoca la fata; non domandare una visita (mai dare ordini a una fata!!) invitala gentilmente e con cortesia.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;7)&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: large;"&gt;Accogli sempre con cortesia il tuo visitatore.&amp;nbsp;Chiedi il suo nome e nel caso in cui non dovessi ricevere risposta, poni fine alla visita &lt;/span&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;(in fondo quando incontri una persona nella vita di tutti i giorni e questa non ti dice il suo nome quando glielo chiedi è perchè ti nasconde qualcosa, giusto?)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;8)&lt;/b&gt; Non fare mai promesse serie con le fate, loro prendono le promesse troppo seriamente, inoltre hanno un concetto completamente diverso di ciò che è giusto o sbagliato, bene o male per l'uomo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;9)&lt;/b&gt; Chiedile in modo chiaro e dettagliato ciò di cui hai bisogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;10)&lt;/b&gt; R&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: large;"&gt;ingrazia per la visita e per l’eventuale aiuto ricevuto. Non dimenticare di dire alla fata che lascerai fuori dalla finestra o dalla porta un dono per lei durante la notte(tra i doni più apprezzati ci sono: latte, miele, dolci, una pietra preziosa). A questo punto sarà la fata a decidere se diventare tua amica e soprattutto a decidere se lo sarà per un breve, un lungo periodo di tempo o addirittura per tutta la vita. Potrai usare questo rituale per incontrarla tutte le volte che vorrai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;11)&lt;/b&gt; Se nel corso del rito ti sei addormentata, lascia lo stesso un dono per la fata perchè tutto può essere accaduto a livello inconscio.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f4cccc; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;12)&lt;/b&gt; Al termine del rito ricordati di prendere contatto con la realtà perchè potresti essere in stati alterati di coscienza. Passa un pò di tempo a prendere contatto con il tuo corpo e se necessario fai un pò di esercizio fisico. Fai questo passo anche se ti senti super sveglia/o, al termine del rito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="PhorumMessage" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4142688124842959216?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4142688124842959216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/come-evocare-una-fata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4142688124842959216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4142688124842959216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/come-evocare-una-fata.html' title='Come Evocare Una Fata'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5071295693264121353</id><published>2011-11-22T00:48:00.001+01:00</published><updated>2011-11-24T02:23:09.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><title type='text'>Fairies in Literature and Legend</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fairy.in-pics.com/img/water-fairy.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://fairy.in-pics.com/img/water-fairy.jpg" width="372" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;The question as to the essential nature of fairies has been the topic of myths, stories, and scholarly papers for a very long time.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 style="color: #fff2cc; font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="mw-headline" id="Practical_beliefs_and_protection"&gt;Practical beliefs and protection&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="mw-headline" id="Practical_beliefs_and_protection"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="mw-headline" id="Practical_beliefs_and_protection"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;When considered as beings that a person might actually encounter, fairies were noted for their mischief and malice. Some pranks ascribed to them, such as tangling the hair of sleepers into "Elf-locks", stealing small items or leading a traveler astray, are generally harmless. But far more dangerous behaviors were also attributed to fairies. Any form of sudden death might stem from a fairy kidnapping, with the apparent corpse being a wooden stand-in with the appearance of the kidnapped person. Consumption (tuberculosis) was sometimes blamed on the fairies forcing young men and women to dance at revels every night, causing them to waste away from lack of rest.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-42"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-42"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Fairies riding domestic animals, such as cows or pigs or ducks, could cause paralysis or mysterious illnesses.As a consequence, practical considerations of fairies have normally been advice on averting them. In terms of protective charms, cold iron is the most familiar, but other things are regarded as detrimental to the fairies: wearing clothing inside out, running water, bells (especially church bells), St. John's wort, and four-leaf clovers, among others. Some lore is contradictory, such as rowan trees in some tales being sacred to the fairies, and in other tales being protection against them. In Newfoundland folklore, the most popular type of fairy protection is bread, varying from stale bread to hard tack or a slice of fresh home-made bread. The belief that bread has some sort of special power is an ancient one. Bread is associated with the home and the hearth, as well as with industry and the taming of nature, and as such, seems to be disliked by some types of fairies. On the other hand, in much of the Celtic folklore, baked goods are a traditional offering to the folk, as are cream and butter.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-Evans-Wentz_31-1"&gt; &lt;/sup&gt;The prototype of food, and therefore a symbol of life, bread was one of the commonest protections against fairies. Before going out into a fairy-haunted place, it was customary to put a piece of dry bread in one’s pocket.”&lt;sup class="reference" id="cite_ref-43"&gt;&lt;/sup&gt; Bells also have an ambiguous role; while they protect against fairies, the fairies riding on horseback&amp;nbsp;— such as the fairy queen&amp;nbsp;— often have bells on their harness. This may be a distinguishing trait between the Seelie Court from the Unseelie Court, such that fairies use them to protect themselves from more wicked members of their race. Another ambiguous piece of folklore revolves about poultry: a cock's crow drove away fairies, but other tales recount fairies keeping poultry. In County Wexford, Ireland, in 1882, it was reported that “if an infant is carried out after dark a piece of bread is wrapped in its bib or dress, and this protects it from any witchcraft or evil.” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;While many fairies will confuse travelers on the path, the will o' the wisp can be avoided by not following it. Certain locations, known to be haunts of fairies, are to be avoided; C. S. Lewis reported hearing of a cottage more feared for its reported fairies than its reported ghost.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-47"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-47"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; In particular, digging in fairy hills was unwise. Paths that the fairies travel are also wise to avoid. Home-owners have knocked corners from houses because the corner blocked the fairy path,&lt;sup class="reference" id="cite_ref-48"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-48"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;and cottages have been built with the front and back doors in line, so that the owners could, in need, leave them both open and let the fairies troop through all night.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-49"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-49"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;Locations such as fairy forts were left undisturbed; even cutting brush on fairy forts was reputed to be the death of those who performed the act.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-50"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-50"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Fairy trees, such as thorn trees, were dangerous to chop down; one such tree was left alone in Scotland, though it prevented a road being widened for seventy years. Good house-keeping could keep brownies from spiteful actions, because if they did not think the house is clean enough, they pinched people in their sleep. Such water hags as Peg Powler and Jenny Greenteeth, prone to drowning people, could be avoided by avoiding the bodies of water they inhabit. Other actions were believed to offend fairies. Brownies were known to be driven off by being given clothing, though some folktales recounted that they were offended by inferior quality of the garments given, and others merely stated it, some even recounting that the brownie was delighted with the gift and left with it.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-52"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-52"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Other brownies left households or farms because they heard a complaint, or a compliment.&lt;sup class="reference" id="cite_ref-53"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-53"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; People who saw the fairies were advised not to look closely, because they resented infringements on their privacy&lt;sup class="reference" id="cite_ref-54"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-54"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. The need to not offend them could lead to problems: one farmer found that fairies threshed his corn, but the threshing continued after all his corn was gone, and he concluded that they were stealing from his neighbors, leaving him the choice between offending them, dangerous in itself, and profiting by the theft. Millers were thought by the Scots to be "no canny", owing to their ability to control the forces of nature, such as fire in the kiln, water in the burn, and for being able to set machinery a-whirring. Superstitious communities sometimes believed that the miller must be in league with the fairies. In Scotland fairies were often mischievous and to be feared. No one dared to set foot in the mill or kiln at night as it was known that the fairies brought their corn to be milled after dark. So long as the locals believed this then the miller could sleep secure in the knowledge that his stores were not being robbed. John Fraser, the miller of Whitehill claimed to have hidden and watched the fairies trying unsuccessfully to work the mill. He said he decided to come out of hiding and help them, upon which one of the fairy women gave him a &lt;/i&gt;&lt;i&gt;gowpen (double handful of meal) and told him to put it in his empty &lt;/i&gt;&lt;i&gt;girnal (store), saying that the store would remain full for a long time, no matter how much he took out. It is also believed that to know the name of a particular fairy could summon it to you and force it to do your bidding. The name could be used as an insult towards the fairy in question, but it could also rather contradictorily be used to grant powers and gifts to the user.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;sup class="reference" id="cite_ref-46"&gt;&lt;/sup&gt;&lt;br /&gt;&lt;sup class="reference" id="cite_ref-46"&gt;&lt;/sup&gt;&lt;br /&gt;&lt;sup class="reference" id="cite_ref-46"&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5071295693264121353?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5071295693264121353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/fairies-in-literature-and-legend.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5071295693264121353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5071295693264121353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/fairies-in-literature-and-legend.html' title='Fairies in Literature and Legend'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-2771326163536209873</id><published>2011-11-22T00:37:00.001+01:00</published><updated>2011-11-22T00:43:16.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fairy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Fairy Characteristics</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://mycommentcodes.com/comments/fairy/fairy-12.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="335" src="http://mycommentcodes.com/comments/fairy/fairy-12.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Fairies are generally described as human in appearance and having magical powers. Their origins are less clear in the folklore, being variously dead, or some form of demon, or a species completely independent of humans or angels. Folklorists have suggested that their actual origin lies in a conquered race living in hiding, or in religious beliefs that lost currency with the advent of Christianity. These explanations are not necessarily incompatible, and they may be traceable to multiple sources.Much of the folklore about fairies revolves around protection from their malice, by such means as cold iron (iron is like poison to fairies, and they will not go near it) or charms of rowan and herbs, or avoiding offense by shunning locations known to be theirs. In particular, folklore describes how to prevent the fairies from stealing babies and substituting changelings, and abducting older people as well. Many folktales are told of fairies, and they appear as characters in stories from medieval tales of chivalry, to Victorian fairy tales, and up to the present day in modern literature.In his manuscript, &lt;/i&gt;&lt;i&gt;The Secret Commonwealth of Elves, Fauns and Fairies, Reverend Robert Kirk, minister of the Parish of Aberfoyle, Stirling, Scotland, wrote in 1691:&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;"These Siths or Fairies they call Sleagh Maith or the Good People...are said to be of middle nature between Man and Angel, as were Daemons thought to be of old; of intelligent fluidous Spirits, and light changeable bodies (lyke those called Astral) somewhat of the nature of a condensed cloud, and best seen in twilight. These bodies be so pliable through the sublety of Spirits that agitate them, that they can make them appear or disappear at pleasure"&lt;sup class="reference" id="cite_ref-Kirk_7-0"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fairy#cite_note-Kirk-7"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Although in modern culture they are often depicted as young, sometimes winged, humanoids of small stature, they originally were depicted much differently: tall, radiant, angelic beings or short, wizened trolls being two of the commonly mentioned forms. Diminutive fairies of one kind or another have been recorded for centuries, but occur alongside the human-sized beings; these have been depicted as ranging in size from very tiny up to the size of a human child. Even with these small fairies, however, their small size may be magically assumed rather than constant.Wings, while common in Victorian and later artwork of fairies, are very rare in the folklore; even very small fairies flew with magic, sometimes flying on ragwort stems or the backs of birds.Nowadays, fairies are often depicted with ordinary insect wings or butterfly wings. Various animals have also been described as fairies. Sometimes this is the result of shape shifting on part of the fairy, as in the case of the selkie (seal people); others, like the kelpie and various black dogs, appear to stay more constant in form.In some folklore fairies have green eyes and often bite. Though they can confuse one with their words, fairies cannot lie. They hate being told 'thank you', as they see it as a sign of one forgetting the good deed done, and want something that'll guarantee remembrance.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-2771326163536209873?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/2771326163536209873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/fairy-characteristics.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2771326163536209873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2771326163536209873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/fairy-characteristics.html' title='Fairy Characteristics'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-3935967168879842531</id><published>2011-11-21T13:55:00.001+01:00</published><updated>2011-11-24T01:25:41.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>The Ellefolk</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.workshopstudio.cl/web1/images/stories/demo/frontpage/scroll-image8-large.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.workshopstudio.cl/web1/images/stories/demo/frontpage/scroll-image8-large.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 1em; margin-right: 1em; margin-top: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;The Danish peasantry give the following account of their EllefoIk or Elve-people.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Elle-people live in the Elle-moors. The appearance of the man is that of an old man with a low-crowned hat on his head; the Elle-woman is young and of a fair and attractive countenance, but behind she is hollow like a dough-trough. Young men should be especially on their guard against her, for it is very difficult to resist her; and she has, moreover, a stringed instrument, which, when she plays on it, quite ravishes their hearts. The man may be often seen near the EIle-moors, bathing himself in the sunbeams, but if any one comes too near him, he opens his mouth wide and breathes upon them, and his breath produces sickness and pestilence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;But the women are most frequently to be seen by moonshine; then they dance their rounds in the high grass so lightly and so gracefully, that they seldom meet a denial when they offer their hand to a rash young man. It is also necessary to watch cattle, that they may not graze in any place where the Elle-people have been; for if any animal come to a place where the Elle-people have spit, or done what is worse, it is attacked by some grievous disease which can only be cured by giving it to eat a handful of St. John’s wort, which had been pulled at twelve o’clock on St. John’s night.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It might also happen that they might sustain some injury by mixing with the Elle-people’s cattle, which are very large, and of a blue colour, and which may sometimes be seen in the fields licking up the dew, on which they live. But the farmer has an easy remedy against this evil; for he has only to go to the Elle-hill when he is turning out his cattle and to say, “Thou little Troll!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 1em; margin-right: 1em; margin-top: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 1em; margin-right: 1em; margin-top: 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;a href="http://eternalfire.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=1736" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-3935967168879842531?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/3935967168879842531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/gli-ellefolk.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3935967168879842531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3935967168879842531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/gli-ellefolk.html' title='The Ellefolk'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-5876620974259363358</id><published>2011-11-17T00:19:00.001+01:00</published><updated>2011-11-24T01:25:29.457+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>The Skogsra</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fc01.deviantart.net/fs71/f/2010/103/c/a/skogsra_by_Alfihara.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://fc01.deviantart.net/fs71/f/2010/103/c/a/skogsra_by_Alfihara.jpg" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;In the several main archives in Sweden are holdings of over one hundred thousand Norwegian folktales in print or manuscript form. Expand outward to include the rest of Scandinavia and there will of course be many, many more. This recorded lore and tradition attests to how vast and rich a culture of storytelling has existed in this part of the world.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Let's return now to Sweden and enter its forests. Let us also go back in time, though not really so far, a mere one or two hundred years will suffice. It's peaceful here with the trees, the air so clean and pure, the sky high above a blue or a gray — and the silence deep, profound, too deep now, you see we've been out for days, on a hunt or to burn charcoal, and the silence has become so intense that it seems we don't even hear the sounds of our own actions. We know we are safe from the trolls, for while there are probably a large band of them on the other side of the mountain, never has it been said that there are any near here. But the skogsra, ah, we must always be on the alert for the skogsra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Just as the sjora are water spirits, inhabiting streams and lakes and having considerable influence there, the skogsra are forest spirits, each with her own locale. They are best known for leading men astray. All who have seen one report that she has the appearance of a beautiful woman when seen from in front; from behind she looks like a hollow tree trunk. Often she is combing her hair, and sometimes she has a tail. Notably unpredictable, these folklore babes seem as easily to bestow good fortune as trouble. If one is favored by a skogsra one may enjoy a good hunt. On the other hand, when your cow or hunting dog goes missing, or you lose your way in the forest, there are surely supernatural powers at work.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We'll look at one of the many stories and legends about the skogsra:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There was a married man. Once when he was out looking for some cattle he met the skogsra. Unable to withstand the temptation, he went with her and he was with her every evening after that. Before long it began to be too much for him, very draining, but he could never resist her. He'd never seen her from behind (ed: I guess he'd never seen a copy of the Kama Sutra!). Eventually it got to be too much for him; the poor man became so sated and limp that he could hardly walk. He didn't know what to do. So one time he went to the skogsra and asked her what he ought to do about a little bull he said he had. He told her that the little bull was such a problem; he never did anything but mount the cows and he just wouldn't stop, so that by now the animal was completely wiped out. Tibast, she said, and vandelrot would do the trick. (Tibast, or Daphne mezereum — February Daphne; and vandelrot, or Valeriana officinalis — Valerian root, are the herbs told in this Southern form of the legend. Other local herbs are told in the Northern versions.) So he got some tibast and vandelrot and pinned it to himself and went that evening to meet her. As soon as she saw him she said, "Tibast and vandelrot is sure; fie on me for telling the cure!" And with that she turned around, so that he saw her from behind, and thus she disappeared.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The man in this legend narrowly escapes an obscure doom, and this is the tone of many such legends. The skogsra, even when treating one well, have evil, disruptive intentions, and their very presence fills one with foreboding. Quite a bit of this folklore offers advice on how to avoid, conquer or escape from these situations and influences — much as contemporary urban legends do in our time — playing upon the temptations, fears and fantasies of those who hear the tales, or tell them.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So you may return home now and to present time — have a safe journey! For my part, I seem to be feeling an irresistible urge to stay here in the forest awhile, and dally with one of these skogsra.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;a href="http://eternalfire.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=36&amp;amp;t=1734" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-5876620974259363358?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/5876620974259363358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/gli-skogsra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5876620974259363358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/5876620974259363358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/gli-skogsra.html' title='The Skogsra'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-345620789130559422</id><published>2011-11-17T00:11:00.001+01:00</published><updated>2011-11-17T17:00:58.673+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='twilight'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SoundTrack'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Breaking Down'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='colonna sonora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vampiri'/><title type='text'>In Anteprima Assoluta La Colonna Sonora Di "Breaking Dawn"</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;E' Ufficiale La colonna sonara di Breaking Dawn qui di seguito le tracce e l'anteprima audio&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://twilightguide.com/tg/wp-content/uploads/2011/06/breaking-dawn-calendar-2012.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://twilightguide.com/tg/wp-content/uploads/2011/06/breaking-dawn-calendar-2012.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;» The Joy Formidable, "Endtapes"&lt;br /&gt;» Angus &amp;amp; Julia Stone, "Love Will Take You"&lt;br /&gt;» Bruno Mars, "It Will Rain"&lt;br /&gt;» Sleeping at Last, "Turning Page"&lt;br /&gt;» The Features, "From Now On"&lt;br /&gt;» Christina Perri, "A Thousand Years"&lt;br /&gt;» Theophilus London, "Neighbors"&lt;br /&gt;» The Belle Brigade, "I Didn't Mean It"&lt;br /&gt;» Noisettes, "Sister Rosetta (2011 Version)" &lt;br /&gt;» Cider Sky, "Northern Lights"&lt;br /&gt;» Iron &amp;amp; Wine, "Flightless Bird, American Mouth (Wedding Version)" &lt;br /&gt;» Imperial Mammoth, "Requiem on Water"&lt;br /&gt;» Aqualung &amp;amp; Lucy Schwartz, "Cold"&lt;br /&gt;» Mia Maestro, "Llovera"&lt;br /&gt;» Carter Burwell, "Love Death Rebirth"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://journey.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=57&amp;amp;t=3537&amp;amp;p=6647#p6647" target="_blank"&gt;Ascolta La Colonna Sonora Di Breaking Dawn&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://journey.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=57&amp;amp;t=3537&amp;amp;p=6647#p6647" target="_blank"&gt;Listen SoundTrack Breaking Dawn&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-345620789130559422?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/345620789130559422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/in-anteprima-assoluta-la-colonna-sonora.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/345620789130559422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/345620789130559422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/in-anteprima-assoluta-la-colonna-sonora.html' title='In Anteprima Assoluta La Colonna Sonora Di &quot;Breaking Dawn&quot;'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-897824083788437239</id><published>2011-11-13T19:37:00.001+01:00</published><updated>2011-11-13T20:57:03.898+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avalon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Re Artù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Camelot'/><title type='text'>La Leggenda di Re Artù: Finzione o Realtà?</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="float: Left; padding: 10px;"&gt;&lt;img alt="Immagine" height="163" src="http://cdn.esoterya.com/wp-content/uploads/2010/03/re-artu.jpg" width="200" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anzitutto, una domanda:&lt;/span&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;chi era veramente quest'eroe semileggendario ?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Una cosa è certa:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; si tratta di una figura storica, non di un personaggio da romanzo come don Rodrigo o di una figura paradigmatica come Gregor Samsa.Quasi certamente si tratta di uno dei capi bretoni che animarono la vittoriosa resistenza dei Celti della Cornovaglia contro la conquista anglosassone alla fine del V e all'inizio del VI secolo d.C. La prima fonte britannica che parla di Artù è infatti un accenno del « Gododdin », testo del VI secolo dove appare come capoguerriero. Più tardi gli « Annales de Cambrie » del X secolo menzionano la vittoria ali Artù a Mont-Badon nel 516 e la battaglia di Camlann in cui Artù e Mordret si uccisero a vicenda (537). La materia assume poi tratti epici nell'« HistoriaBrittonum », cronaca in latino di Nennius del X secolo, e nel « Roman de Brut » di Robert Wace (XI secolo) dedicato all'omonimo nipote di Enea, mitico avo dei Bretoni. Da tali testi il vescovo Goffredo di Monmouth trasse l'« Historia RegumBritanniae » (1135): l'opera mischia storia e tradizioni celtiche e cristiane,con l'intento di dotare i britanni di un eroe nazionale pari a Carlo Magno. Nell'Historia troviamo Merlino, Vortigern, Uter Pendragorn, Ginevra, ma nessunaccenno a Parsifal, Lancillotto o al Sacro Graal, che entra nella saga solo nell'incompiuto poema « Perceval » (1190) di Chrétien de Troyes e nel « Parzifal » di Wolfram von Eschenlbach. In precedenza, gli eroi arturiani erano comparsi neiLais di Marie de France (1167), poemetti amorosi e fantastici, e nei due Tristano di Béroul e di Thomas (1165-70). Nei poemi di Chrétien, di Wolfram e di altri contemporanei il calice è un vaso sacro dotato di mistici poteri. Solo nel poema di Robert de Roron « L'Estoire du Graal » (1202) compare il Calice del sangue di Cristo custodito da Giuseppe di Arimatea. A Roron seguì la monumentale summa arturiana costituita da Lancelot, La cerca del Graal, La morte di Artù, opera di più autori che, dalla metà del '200, ispirò poeti, musicisti, cineasti: dall'anonimo « Sir Gawain e il cavaliere verde » del 1360 alla « Morte di Artù » di sir Thomas Malory del 1485, fino alle opere di Wagner Lohengrin (1848), Tristano e Isotta (1865), Parsifal (1882); ma anche al film « I cavalieri della Tavola Rotonda » (1954) con Mel Ferrer, Ava Gardner e Robert Taylor, allo splendido lungometraggio Disney « La Spada nella Roccia » (1963) ed al recentissimo « Arthur », che tenta di incastrare la leggenda arturiana nella storia del morente impero romano. Secondo la leggenda, costruita nel corso di tutte queste generazioni di letterati come una cipolla per strati successivi, Artù sarebbe stato figlio di Uter Pendragon, re di Britannia dopo la partenza delle legioni romane, e di Igerna, vedova del duca Hell di Cornovaglia. Sarebbe nato nel castello di Tintangel intorno al 460 d.C. e sarebbe morto sul campo di battaglia di Camlann nel 537 d.C., ucciso dal figlio Mordret, da lui avuto dalla sorellastra Morgana, figlia di Hell e di Igerna. Quanto al nome Artù, potrebbe derivare dai termini celtici Art ("Roccia"), o Artos Viros ("Uomo Orso", in gaelico Arth Gwyr).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma cosa possiamo rintracciare oggi, di tutta questa storia leggendaria?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È certo che nel 410 d.C. l'imperatore Onorio, l'inetto figlio di Teodosio il Grande,fu costretto a ritirare le proprie legioni dalla Britannia, peraltro mai completamente romanizzata, per difendere le Gallie e l'Italia dagli attacchi dei visigoti. Dopo un inutile appello a Roma, i re e i duchi dei Britanni decisero di eleggere un re supremo, cui tutte le tribù dovevano obbedienza, per resistere alle prepotenti scorrerie dei Pitti e degli Scoti. In tal modo la Britannia fu l'unica tra tutte le province romane a tornare allo status precedente la conquista, dopo la caduta dell'Impero. Ai nemici tradizionali, sul morire del IV secolo, si sommarono le invasioni degli Juti e dei Sassoni, provenienti dalla penisola Scandinava. I britanni erano già in larga parte cristiani, convertiti da San Patrizio e san Giorgio verso il 300 d.C., mentre i Sassoni erano ancora pagani, e perciò venivano temuti dai britanni quanto un vampiro teme l'acqua santa. Il primo di questi grandi re sarebbe stato ucciso dal pagano Vortirgern, a sua volta poi eliminato dal figlio dello spodestato, Uter Pendragon appunto. Questi durante il regno di Vortrgern sarebbe stato accolto a Benoic nell'Armorica (l'attuale piccola Bretagna) dal vecchio re cristiano Celidon, padre di re Ban, a sua volta padre del leggendario Lancillotto, e discendente dal leggendario capo Nascien, che secondo la tradizione era stato convertito da Giuseppe d'Arimatea. Come si vede, attorno ad Artù ruota una galassia di personaggi veri o fittizi la cui realtà storica oggi non è più rintracciabile in alcun modo, perché deformata dalla leggenda. Comunque Artù fu comunque uno dei generali dei Britanni, forse proprio un ex generale romano come mostra il film « Arthur », che seppe radunare attorno a sé abbastanza armati da organizzare un'efficace resistenza, ed impedire ai Sassoni di conquistare Galles e Cornovaglia oltre alla Britannia. &lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non vi siete mai accorti che nelle saghe arturiane non compare mai il nome di Londra? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione è incredibilmente semplice: Londra cadde subito in mano sassone. Tutti i più importanti nomi dell'epopea celtica, a partire da Camelot, contengono la radice gallese Caer, che significa semplicemente "castello" (ricorda il latino Castrum). Dove fosse la reggia di Artù, comunque, nessuno lo sa con certezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E gli altri luoghi della saga?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttora esistono rovine di un castello a Tintangel, su un promontorio della costa della Cornovaglia, sotto il quale esistono effettivamente resti di età tardoromana. Nel 1983 una serie di incendi portò alla luce le fondazioni di edifici di forma rettangolare, dove l'archeologo Charles Thomas rinvenne ceramiche provenienti dalla Gallia ma anche dall'Africa del Nord e addirittura dal Mediterraneo Orientale. Ciò dimostra la notevole rilevanza commerciale del sito; i reperti permettono di seguirne la storia dal momento della sua costruzione nel III secolo, fino alla distruzione causata dall'attacco anglosassone. Ed il periodo di fioritura di Tintagel, come si vede, è coerente con la cronologia tradizionale della saga resa celebre da Chretien de Troyes.Ma non finisce qui. Infatti nel 1998 Chris Morris, dell'università di Glasgow, ritrovò a Tintagel una pietra di scolo su cui era incisa un'iscrizione latina con alcune rune celtiche, la quale recitava « PATER COLI AVI FICIT ARTOGNOV », ossia « Mi ha fatto Artognov, padre di un discendente di Col ». Naturalmente nulla ci autorizza a credere che questo Artognov sia l'Artù delle saghe, ma la notizia suscitò ugualmente grande scalpore: si tratta infatti della prova definitiva che un nome simile a quello del più grande re dei Britanni era comunque in uso nella Britannia del V secolo. Nessuna targa con il nome di Camelot è invece stata trovata sulla collina di South Cadbury, nel Somerset, dove la tradizione vuole che Artù avesse la sua reggia. Anche qui, tuttavia, gli scavi hanno riservato sorprese: i resti di un grande edificio costruito tra il 460 e il 500 d.C., in piena età arturiana dunque, dove era utilizzato lo stesso vasellame di Tintagel. South Cadbury era quindi un complesso importante: non un castello nel senso che questa parola assumerà dopo l'anno mille, ma piuttosto un quartier generale fortificato, certamente in grado diospitare un re con il suo esercito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Era questa la casa di Artù? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camlann, il campo di battaglia dove Artù trovò la morte, significa "recinzionerotonda" dal celtico Camb, "curvo", e Landa, "terreno cintato". È stato identificato  con Camelford, in Cornovaglia, ma nessun reperto ha suffragato l'ipotesi.A Glastonbury, nel Somerset, la tradizione colloca invece la mitologica isola di Avalon o isola dei druidi, dove Artù sarebbe stato sepolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa c'entra Avalon con Glastonbury, che non si trova sul mare?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi abbiamo la certezza del fatto che Glastonbury nell'Alto Medioevo era circondata dalle acque di una vasta palude, dalla quale emergeva come un'isola. Anticamente il sito si chiamava Ynis Witryn, "isola di vetro": era una collina che sorgeva appunto come un'isola da un mare di acquitrini, di canali, di sentieri e terrazzamenti; e, secondo le leggende locali, a Glastonbury si spalancava la porta ("Tor") degli inferi. Nel 1191 i monaci della vicina abbazia, oggi in rovina, dichiararono di aver trovato i resti delle sepolture di Artù e Ginevra sul lato meridionale della Cappella, resti che il 19 aprile del 1278 sarebbero stati rimossi e traslati in una tomba di marmo bianco alla presenza di re Edoardo I e della regina Eleonora. Questa tomba sarebbe poi sopravvissuta fino alla soppressione dell'abbazia nel 1539, in seguito all'avvento della Riforma Protestante: così almeno si legge su una didascalia tuttora presente sulla presunta tomba. Tuttavia è inutile dire che la testimonianza è assai dubbia, e che le tombe potevano essere quelle di un qualunque capo dei Celti e della sua consorte; un dato di fatto è invece la scoperta, avvenuta nel 1966, dei resti di un insediamento del V secolo dopo Cristo, il che dimostra come ogni tradizione nasca comunque da un nocciolo storico. Come riferisce poi Enrica Salvatori in un pregevole articolo sul numero dell'ottobre 2004 della rivista "Quark", la storia ci ha tramandato i nomi di alcuni capi bretoni vissuti in quell'epoca, che potrebbero essere identificati con i protagonisti dell'epopea arturiana. Per esempio è certa l'esistenza di Riothamus, re dei Britanni cui l'erudito latino Sidionio Apollinare, vescovo di Clermont-Ferrand, scrisse una lettera nel 470 d.C. Riothamus altro non è che la versione latina del celtico Rigotamos, che può essere tradotto con « Re Supremo », dunque si tratta di un titolo e non di un nome proprio, come il Faraone della Bibbia. Tuttavia Riothamus scomparse in Burgundia (l'attuale Borgogna) poco dopo il 470, quindi i tempi non coincidono. Inoltro, essendo Siconio un vescovo della Gallia, è quasi certo che i Britanni di cui Riothamus era re siano quelli fuggiti sul continente, cioè nell'attuale Bretagna Francese che da loro prese il nome, per sfuggire all'invasione sassone. Io però ho la mia ipotesi: Riothamus erano Ban o suo padre Celidon. Allora sì i tempi corrisponderebbero a perfezione: la saga di Artù parla appunto di una prematura morte di re Ban dovuta a tradimento. Inoltre San Gildas, storico del VI secolo, canta con toni epici la grande vittoria riportata dai britanni a Mount Badon contro i Sassoni intorno all'anno 493. Anche se certamente le proporzioni della vittoria sono state esagerate, è certo che questa sconfitta impedì ai Sassoni di conquistare Galles e Cornovaglia, che insieme alla Piccola Bretagna francese restarono gli ultimi, estremi ridotti della cultura celtica in Europa. Anche se Gildas non nomina mai Artù, la sua è un'ulteriore conferma dell'esistenza storica di un forte capo dei britanni, sia esso stato un capotribù indigeno o un generale romano-barbarico come Stilicone ed Ezio, in grado di opporsi all'avanzata dei germani provenienti dal continente compiendo imprese degne di essere cantate dai bardi e trasfigurati dalla leggenda. Ma Artù è solo uno dei mille protagonisti della saga che porta il suo nome. Infatti tra i doni di nozze di Leodegrant, padre di Ginevra, al suo sovrano c'era anche una famosa tavola rotonda che Artù avrebbe fatto porre nella sala delle udienze a Camelot; il leggendario re avrebbe quindi invitato a corte tutti i giovani rampolli dell'aristocrazia britanna e, per superare le antiche divergenze, li avrebbe creati tutti Consiglieri della Corona. Il Consiglio si riuniva appunto attorno alla Tavola Rotonda per significare che anche il Re non era altro che il Primus inter Pares; tra i campioni chiamati a far parte del Consiglio furono annoverati Caio o Keu, il siniscalco del Re, Lionel, Gawain (il Galvano dei romanzi cavallereschi), Perceval (il Parsifal di Wagner) e soprattutto Lancelot, il Lancillotto di Chretien de Troyes. Purtroppo, però, tra i cavalieri della Tavola Rotonda, che tanto peso  hanno avuto nella costruzione della leggenda, soltanto Drystan (Tristano) è probabilmente esistito; era figlio di Re Cynfawr, e i resti di quello che potrebbe essere stato il suo castello si possono ancora ammirare sulla collina di Castle Dore, in Cornovaglia. Invece quelle di Lancillotto e Ginevra sono sicuramente creazioni posteriori per introdurre una vicenda amorosa nella saga epica. Qualcuno ha tentato di identificare Lancillotto con re Anguselsus di Scozia (in antico scozzese Angus significava "capo di un clan"), ma le probabilità sono assai basse. Quanto al mago Merlino, secondo la leggenda tutore e consigliere di Artù, visse forse nel VI secolo. Il suo nome, Myrddyn, derivava da quello di Caermyrddyn, la città in cui era nato; alcuni lo hanno identificato con un altro famoso filid ("bardo") chiamato Taliesin e vissuto (forse) in quell'epoca. Secondo gli scarsi dati che ci sono pervenuti sulla sua figura, Myrddyn fu consigliere del re gallese Vortirgern (V secolo d.C.), da noi già citato sopra, e combatté a fianco di Re Gwenddolau (cioè Re Artù, secondo Nikolai Tolstoy) contro Rhydderch il Generoso. La sua vita sarebbe dunque stata incredibilmente lunga, tanto che alcuni commentatori ritengono che siano esistiti due Merlini diversi. Vuole la tradizione che, dopo la sconfitta inflittagli da Rhydderch ad Arfderydd (573), il mago, impazzito dal dolore, si fosse ritirato in eremitaggio in una foresta, identificata da alcuni come la fantastica Broceliande delle saghe irlandesi. Della sua produzione letteraria ci è pervenuto un frammento dell'opera Afallenau. La strofa recita: « Saith ugein haelion e aethant ygwyllon / yng koed Kelydon y daruyant: /kanys mi vyrdin wedy Tatiessin / Byathad kyffredin vynn darogan. » Finora nessuno è ancora riuscito a tradurla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ed Excalibur?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro non sarebbe che la spada druidica dei Gran Re antecedenti la conquista romana, che si diceva forgiata in cielo dagli dei, ma assai probabilmente era stata fabbricata con ferro meteoritico, non proveniente dunque da questa terra. Un'ipotesi è che sull'elsa fosse incisa una scritta latina poi corrotta dal tempo, da cui deriverebbe il suo nome. Per esempio Valerio Massimo Manfredi, nel suo bel romanzo "L'ultima Legione" (che tra l'altro identifica Uter con Romolo Augustolo) suggerisce che Excalibur potrebbe essere una contrazione popolare di ENSIS C. IUL. CAES. CALIBURNI. Certamente però, la più avventurosa tra tutte le epopee legate in qualche modo alla leggendaria figura di Artù resta quella legata alla ricerca del Sacro Graal, il calice in cui Gesù istituì il sacramento dell'Eucaristia la sera dell'Ultima Cena, e che fu poi usato dal pio Giuseppe d'Arimatea per raccoglierne il Preziosissimo Sangue stillante dalla Croce. Secondo una leggenda molto diffusa, era stato lo stesso San Giuseppe d'Arimatea a portare il sacro vaso dalla Palestina nella Britannia, attraverso mille peripezie, mentre suo figlio Alano il Grosso aveva costruito il castello di Crobenic, d'intesa con re Nascien, da lui stesso convertito dopo essere stato miracolosamente guarito dalla lebbra al solo contatto con il Graal. Proprio da Nascien discenderebbe re Pelles, signore di Crobenic e custode del Graal, il quale avrebbe ingannato Lancillotto, partito alla ricerca del Sacro Vaso, convincendolo a giacere con sua figlia Elaine, detta « la portatrice del Graal» perché nelle cerimonie religiose era solita portare il Graal in processione reggendolo sopra la testa; da tale rapporto amoroso sarebbe nato Galahad, destinato a diventare il « cavaliere senza macchia e senza paura ». Come conseguenza, secondo la leggenda Pelles venne punito perché perse il regno, e sua figlia non poté più portare il Graal, che da allora venne portato da mani invisibili; Lancillotto invece, non essendo più « senza macchia », perse la possibilità di conquistare il Graal, e potè guardarlo solo attraverso un velo. Questa è la favola. In realtà il Graal era il calice in cui il sacerdote druidico, durante le solenni cerimonie religiose nella Britannia preromana, raccoglieva il sangue delle vittime sacrificate sull'altare. Com'è noto, il Cristianesimo non ha mai cancellato con un colpo di spugna le tradizioni preesistenti, ma si è integrato con esse, come testimonia la data del 25 dicembre, che nell'antica Roma segnava la festa dedicata al dio Sole, e per i cristiani divenne la festa della nascita del nuovo Sole, Gesù Cristo. Così l'antico calice della religione sciamanica era stato sì conservato, ma la tradizione ne aveva fatto il calice dove era stato raccolto il sangue della vittima per eccellenza, il Salvatore dell'umanità. Probabilmente Nascien fu il primo sacerdote druidico ad accettare il sincretismo tra la vecchia e la nuova religione. Dunque Elaine sarebbe stata l'ultima discendente di una schiatta di sacerdoti di questa religione « mista », che adorava Cristo attraverso i simboli dell'antica religione; e sappiamo che giacere con la sacerdotessa o « prostituta sacra » è una delle caratteristiche della religione sciamanica, visto che era praticato anche nella Palestina preisraelitica, perché i profeti ebraici si scagliarono ripetutamente e terribilmente contro questa pratica. Ad essa non si sottrasse neppure Lancillotto, che così concepì un nuovo « druido cristiano », Galahad appunto. Sempre secondo la favola, il Graal sarebbe stato conservato nella città palestinese di Sarras, affatto ignota, dal cui nome discenderebbe quello dei Saraceni, in un'epoca (quella dei regni romano-barbarici) in cui i Saraceni e l'Islam non esistevano ancora. In realtà il Graal fu distrutto dai Sassoni dopo la loro conversione al cattolicesimo, un po' perché simbolo pagano (si sa che i neofiti sono sempre degli integralisti), ed un po' perché parte dell'odiata cultura dei rivali celti. Ed ora, un'ultima questione. È noto che Artù, in tutte le versioni della saga, non ha mai avuto neanche un erede. La cosa da un punto di vista storico non è credibile: probabilmente ne aveva uno stuolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E allora, come mai la tradizione non ne fa cenno?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta è semplice. Questi figli furono indegni del padre, perché dopo la morte di Artù guerreggiarono tra loro all'ultimo sangue per accaparrarsi il trono, lasciando così campo libero ai conquistatori Sassoni, che distrussero il Gran Regno calpestandolo sotto gli stivali. E così, la tradizione li ha scartati, facendo cenno al solo Mordret per metterne in risalto la fellonia, ed ha esagerato le gesta dei cavalieri della Tavola Rotonda, i veri « figli spirituali » del Pendragon, oscurando le imprese dei figli legittimi di Artù. Ma, come fa notare Montanelli nella sua « Storia di Roma », gli eroi spuntano solo negli eserciti battuti, per cercare di mettere in ombra la sconfitta ed esaltare le imprese dei singoli a discapito della rotta generale. Gli eserciti vittoriosi non hanno bisogno di eroi, ed infatti Giulio Cesare nei suoi Commentarii non ne cita nessuno. Ma, sorprendentemente, è proprio l'indegnità dei figli carnali di Artù a farci pervenire un'epopea così splendida: non avendo avuto un seguito, il Gran Regno dei Britanni resta nella fantasia come modello di un'epoca felice e splendida, segnata dalle imprese cavalleresche di personaggi indimenticabili. E tale esso resta anche agli occhi di noi, uomini del XXI secolo, perché le leggende, a differenza degli uomini e dei regni, non muoiono mai.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-897824083788437239?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/897824083788437239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/la-leggenda-di-re-artu-finzione-o.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/897824083788437239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/897824083788437239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/la-leggenda-di-re-artu-finzione-o.html' title='La Leggenda di Re Artù: Finzione o Realtà?'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-3941191273138377625</id><published>2011-11-12T13:59:00.001+01:00</published><updated>2011-11-12T16:25:00.133+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>La Fata Dei Campi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Immagine" height="320" src="http://img211.imageshack.us/img211/4827/huguh81ez3.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" width="245" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Fata Dei Campi Leggenda Calabres&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="float: left; padding: 10px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;&lt;span style="font-family: Monotype corsiva;"&gt;C’era una volta… ma forse c’è ancora, sotto altre spoglie, una bellissima giovane che girava attraverso le nostre contrade. Nessuno sapeva da dove venisse senza mai farsi annunciare. Era presente in ogni paese, nei villaggi di montagna o nelle borgate di campagna, sui campi quando il grano era biondo e maturo e appariva come un tratto di mare giallo, che aveva onde di luce. Era presente quando le ragazze cantavano felici nel tempo della vendemmia; o quando la neve copriva di bianco la terra, e gli alberi e le case apparivano trasformati in zucchero filato. I vecchi contadini ed anche mia nonna, che contadina non era, la chiamavano Fata dei Campi. Alcune volte appariva inghirlandata, con i capelli inanellati e sciolti sulle spalle in una cascata d’oro.Aveva un vestito di candida neve, il manto celeste trapunto di stelle, le scarpine di seta verde: sembrava una creatura discesa dal cielo. Altre volte appariva sotto le spoglie di giovane guerriero: la sua corazza, sfolgorante di luce, aveva maglie che tintinnavano ad ogni movimento; altre volte assumeva fattezze ed abbigliamenti bizzarri e originali. Ognuno sperava incontrarla, pensando quanto era prodiga nel dispensare grazie. La sognavano i bambini nella quiete del loro riposo; l’invocavano le mamme, intente a cullare i piccoli, rendendola protagonista nelle ninne nanne, cantate come una preghiera. La Fata dei Campi si prestava a curare i malati, a confortare gli afflitti che vivevano le ore del giorno e della notte nel dolore; sosteneva e assisteva gli uomini ingenui e pacifici. Molte volte, nelle sembianze di valoroso guerriero, umiliava i superbi; altre volte, esaltava le creature mansuete e spaurite. Anche se era rinomata come Fata dei Campi, colpiva con castighi e pene le persone insensibili verso le sofferenze altrui. Era desiderata e invocata da tutti come lo spirito del bene, ma concedeva la gioia della sua presenza divina soltanto agli innocenti, ai puri di cuore, ai giusti, ai quali elargiva i tesori delle sue grazie. I più vecchi narravano di sue apparizioni improvvise e di prodigi. Una sera, al chiaro di luna, una contadinella, semplice e pura come una colomba, stava sdraiata su di un cumulo di paglia nell’aia di un podere. Estasiata ascoltava il canto di un usignuolo, quando avvertì un sibilo e un fruscìo, e dagli sterpi della vicina boscaglia venne fuori un mostruoso serpente, con gli occhi di fuoco, che si diresse minaccioso contro di lei. La ragazza, atterrita, lanciò un grido e svenne. Nel riprendere i sensi, si trovò accanto una giovane vestita di bianco, bella come un arcangelo, sfavillante di luce divina: le accarezzava il viso e la confortava amorevolmente. Io sono la Fata dei Campi - le disse - e ti ho sottratta alle insidie del mostro. Sii prudente d’ora in poi; sii buona e abbi fede in me, nella mia protezione e nel mio aiuto. Montata in groppa a un focoso cavallo, sparì attraversando la fitta boscaglia per prestare soccorso ad altre creature bisognose. Da quel giorno il popolo ancora crede che la Fata dei Campi percorra benefica le nostre contrade, ma non la chiamano più col nome che usavano i vecchi pastori della Sila o i pescatori di Montauro. La Fata dei Campi ha ora altri nomi, più dolci, che hanno il suono familiare di materna presenza: Maria degli Angeli, Maria delle Grazie, Maria della Luce, Maria dell’Aiuto, Maria di Porto Salvo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-3941191273138377625?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/3941191273138377625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/la-fata-dei-campi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3941191273138377625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/3941191273138377625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/la-fata-dei-campi.html' title='La Fata Dei Campi'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-1296171739045655436</id><published>2011-11-12T13:47:00.001+01:00</published><updated>2011-11-14T13:15:24.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leggenda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Re'/><title type='text'>La Leggenda del Re Niliu</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GK9UHbJAZ-g/Tr5rv3OyqiI/AAAAAAAAAKM/ypS3IHogQw4/s1600/1ygdz5yh.png" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-GK9UHbJAZ-g/Tr5rv3OyqiI/AAAAAAAAAKM/ypS3IHogQw4/s320/1ygdz5yh.png" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Leggenda del Re Niliu "Tipica Leggenda Calabrese"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;&lt;span style="font-family: Monotype corsiva;"&gt;Un mitico Re Niliu, al cui nome si richiama una grotta dritta, a cunicolo, che dal centro del crinale si perde nelle viscere del monte Tiriolo, è il protagonista di una leggenda nella quale sono coinvolti una famiglia regale, una fanciulla bella ma povera, l'ingenuo servo e un gallo.Niliu, rampollo principesco, s'invaghisce di una giovane popolana, con la quale compie una fuga d'amore perché i propositi di coronare felicemente il loro sogno, vengono contrastati dalla madre.Sul giovane in fuga pesa la maledizione dei genitori: sciogliersi come cera colpito dai raggi del sole.Niliu può incontrare la moglie e il figlio nato dall'unione con la fanciulla, soltanto di notte nel lungo cunicolo naturale che dalla cima del monte arriva fin sul mare, nei pressi della foce del Corace, dove nel frattempo aveva trovato riparo il resto della famiglia. Il giovane viene avvertito del sorgere del sole dal canto del gallo.La bella storia d'amore tra il principe e la popolana arricchita dal sorriso di un fanciullo rubicondo, va avanti per parecchio rtempo e fino ….. fino a quando le fate hanno deciso di non far cantare il gallo.Nella fatidica alba, sorpreso dai raggi del sole, Niliu in preda alla disperazione, al servo fedele che chiede conto del lascito delle ricchezze, predice di lasciare tutto al diavolo, il quale a sua volta, diviso il denaro in tre gruzzoli (d'oro, d'argentoo e di bronzo) lo nasconde nelle viscere del monte. L'incantesimo, narra la leggenda in conclusione, si può solo rompere con il ricorso a pratica diabolica.Si riporta di seguito il "Canto do Re Niliu" (brano in dialetto tiriolese tratto dal testo di una rappresentazione teatrale scritto dagli alunni e dai docenti della 1a B e 1a C - anno scolastico 1987/88 - della scuola media statale "V. De Filippis" di Tiriolo) dove si immagina che Demodoco (cantore della corte di Alcinoo) narra tale leggenda per allietare una delle serate trascorse da Ulisse nella terra di Tiriolo. (in corsivo è riportata la voce del coro).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;"Mo vi cuntu do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Na vota c'era intra na reggia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu munte e Tiriuelu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;nu Re e na regina&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi avianu nu figghiu sulu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Stu figghiu Niliu si chiamava&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;de beddhrizza a nu Diu assumigghiava.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Nu juernu na tiriolisa canusciu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;beddra ma 'ncamata e sinde nnamurau.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;A regina ppe a cotrara nun vulia.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Ma Niliu, nnamuratu, ull'ascultau&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;e a mamma mbelenata u smalediu.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Smaledittu mu si, si iddra ti pigghi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;cumu a cira mu ti squagghi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;quandu u sule ti cogghe.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;E Niliu nummu u sule l'adducia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;a na cambera scura si stapia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;alla marina a cotrara sinde jiu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;e ddra nu picciuliddu partoriu.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Smaledittu mu si, si iddra ti pigghi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;cumu a cira mu ti squagghi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;quandu u sule ti cogghie.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Ogne vota cchi u picciriddhu jia e trovava&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;sta ninna nanna Niliu cce cantava&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Duermi, duermi gran ninnulu mio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;ca è venuta lu tata tue&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;mu ti porta lu vatticundeu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;E si mai li gaddhi canteranu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;io sempre stapera ccu tia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;duermi duermi gran ninnulu mio.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;E ninfe mu ce fannu nu piacire&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;nu juernu nu gaddhu nun ce ficeru sentire&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;tutti li gaddhi ficeru ammutare&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;pemmu ccu u figghiu cchiuu asssai potia restare.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Duermi, duermi gran ninnulu mio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;ca è venuta lu tata tue&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;mu ti porta lu vatticundeu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;E si mai li gaddhi canteranu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;io sempre stapera ccu tia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;duermi duermi gran ninnulu mio.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Niliu da grutta era ancora alluntanatu.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;E cchiu lu sule u pigghiava de mira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;cchiu Niliu si squagghiava cumu a cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Smaledittu mu si, si iddra ti pigghi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;cumu a cira mu ti squagghi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;quandu u sule ti cogghie.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;U serviture vidienndulu sturdire&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;un si stancava a furia e domandare:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;"Patrune a ccu ce dessi li dinari?"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;"A tia, a tia, ma io volera campare"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;ma ngordu u serbiture ripetia:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;"Ma dessi tuttu solamente a mia?"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Niliu squagghiava, unn'avia mancu jatu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;e stancu d'essere malu ripagatu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;ccu chiddru poco e forza cchi avia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;disse: "Tuttu o ddio do male e no a tia"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;I sordi tutti o Ddio do male restaru&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;servi e patruni invanu pue e cercaru&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;u ddio do male nde fice tri munzieddri&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;e a na grotta do munte l'ammucciau&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Ancora i gienti cercanu u tesoru&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;cu dice ca è na jocca e cu monete d'oru.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;E vecchie tiriolise, si e dimandi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;dicenu ca si cerchi a tutti i mundi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;un truevi né dinari né tisoru.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;si un fatichi e nun si buonu de core.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Chista è a storia do Re Niliu&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;chi ppe amure e na cotrara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;allu sule si squagghiau cumu la cira"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GK9UHbJAZ-g/Tr5rv3OyqiI/AAAAAAAAAKM/ypS3IHogQw4/s1600/1ygdz5yh.png" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-1296171739045655436?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/1296171739045655436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/la-leggenda-del-re-niliu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1296171739045655436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1296171739045655436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/11/la-leggenda-del-re-niliu.html' title='La Leggenda del Re Niliu'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GK9UHbJAZ-g/Tr5rv3OyqiI/AAAAAAAAAKM/ypS3IHogQw4/s72-c/1ygdz5yh.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-2754577987938491078</id><published>2011-09-22T19:08:00.000+02:00</published><updated>2011-11-12T14:14:38.685+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Gli Elfi Della Luce</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img839.imageshack.us/img839/2994/taranis.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://img839.imageshack.us/img839/2994/taranis.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Secondo alle antiche credenze nordiche,queste creature semidivine sono legate intimamente agli elementi della natura come l’aria e l’acqua e abitano in un luogo chiamato “Alfheim”, da “la casa degli elfi”, che si trova in cielo e rappresenta, se vogliamo, quello che per un cristiano è il Paradiso. Il loro nome nelle antiche lingue nordiche è Ljosalfar. Le creature luminose dell’Edda sono, più alte e più belle degli esseri umani (ma possono assumere forme diverse). Hanno capelli scuri ed occhi grigi, come il magico mantello che li rende invisibili. Molti di loro possiedono l’arcano potere di profetare il divenire e hanno poteri sovrumani e, se consultati, possono dare risposte sibilline ma anche, in certe occasioni, preziosi consigli che salvano la vita degli uomini. Generalmente sono di natura benigna, anche se quando si ha a che fare con queste magiche creature e sempre bene mantenere qualche sospetto e timore sul loro comportamento nei nostri confronti. La loro patria è avvolta in una coltre di fitto mistero, può essere in ogni luogo o, meglio, in certe occasioni può apparire improvvisamente come una “porta” mediante la quale si accede al loro mondo incantato. La loro è una dimora luminosa, donata degli Dei a Freyr come regalo per il primo dente  :  essa sorge ai confini di Asgard, nei pressi del castello alto 50 piani dove si raccolgono le forze che combatteranno il mondo oscuro quando sarà il Tempo Promesso. Dal loro reame gli Elfi della Luce aiutano a rasserenare il cielo, a far tornare il bel tempo dopo il temporale, a far spuntare l’erba sulla terra e a favorire la produzione e la prosperità delle piante. Il loro aspetto è leggiadro, vestono con abiti bianchi, semitrasparenti, sono amanti della musica e della danza e nelle notti serene scendono sulla terra e sui prati in fiore a intrecciare balli e danze e cortei fatati, dileguandosi alle prime luci dell’alba e al mattino le loro piccole orme appaiono ancora su piccoli sassi incisi che il popolino chiama “mulini degli Elfi”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;(Le creature del Piccolo Popolo – guida da campo alla ricerca di Elfi, Gnomi, Fate, Nani e Spiriti Inquieti di Dario Spada)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-2754577987938491078?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/2754577987938491078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/09/gli-elfi-della-luce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2754577987938491078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/2754577987938491078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/09/gli-elfi-della-luce.html' title='Gli Elfi Della Luce'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-1061621599249468068</id><published>2011-09-11T13:30:00.000+02:00</published><updated>2011-11-12T16:30:37.653+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>La Fata Del Sorriso</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: monotype corsiva;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;La Fata Del Sorriso&lt;br /&gt;dalle "Historie Fortebrazziane"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.alfrojul.net/blog2004/morgana.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.alfrojul.net/blog2004/morgana.jpg" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Si narra che questa storia o leggenda sia un fatto  accaduto nella nostra terra in epoca lontana, ma non troppo, quando l'uomo aveva più consapevolezza dei fatti della natura e del tempo da lei regolato per tutti gli esseri viventi, egli compreso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Prolago&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Era una mattina presto di inizio estate, poco prima che sorgesse il sole, quando un giovane messere sul diciottesimo anno chiamato Fortebraccio , soprannome dato in merito alla  robustezza acquisita con il duro lavoro della terra,  si recava al lavoro nei campi del suo signore. Era il secondo figlio di una povera famiglia di contadini che abitavano nelle terre del vicino castello di Vinacciano ed era stato preso come bracciante agricolo da un ricco possidente di Serravalle Pistoiese , questo per poter guadagnare qualche piccolo denaro o ricevere qualcosa  in cambio per  sfamare la propria famiglia. Tutto dipendeva da ciò che Fortebraccio poteva riportare a casa visto che il padre, o meglio come veniva e tuttora viene chiamato qui da noi in toscana , il Babbo, aveva una certa età e diversi altri figli piccoli in carico, mentre la madre anche lei non più giovane, era sempre affaccendata fra orti, bestiame, campi e  guardare casa propria e del signore della terra cui erano legati come lavoranti, e per sfortuna  dopo l'ultimo parto non era più stata  molto bene di salute. Il  suo figlio primogenito oramai ventenne era stato coscritto e richiamato dal Comune di appartenenza come soldato in una delle tante piccole guerre che all'epoca si combattevano tra città per conquistare nuove terre o difendere duramente i propri possessi comunali. Dunque il giovane Fortebraccio aveva  tanti e grossi obblighi  che il soprannome dato non bastava a sostenere il peso delle molte  incombenze, ma quella mattina era così splendida, luminosa e carica dei profumi della stagione calda appena iniziata che tutto ciò che era intorno a lui  gli  inebriava la  mente ed i sensi,  il suo cuore era leggero e i suoi pensieri volavano alti, in posti mai visitati prima. La bruma mattutina avvolgeva il suo corpo fino a renderlo una figura irreale in mezzo alla campagna , quasi  fosse diventata una fantastica entità  uscita improvvisamente dalla nebbia formatasi nell'aria circostante. Il lavoro che doveva  compiere per il suo signore era quello di tagliare  alcuni acri di terra seminata a grano nelle vicinanze del paese di Serravalle , non molto distanti dalla località chiamata dalla gente del luogo "buca delle Fate" , a detta della gente un posto "magico" dove accadevano cose "molto"strane, contrada dove in quel preciso  momento si  apprestava ad arrivare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;L'incanto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Un rumore  proveniente da un albero vicino attirò il suo sguardo: una tortora stava volando intorno alla pianta come se stesse aspettando qualcosa o qualcuno, poi si posò su un ramo vicino alla strada percorsa dal giovane e lì incominciò a cantare… Sì…cantava ma con una melodia di voce di donna,  un' aria  dolce e lieve, in cui la gioia era la nota regina di tutta la canzone e le parole di questa si spandevano in tutte le direzioni.  Fortebraccio rimase impressionato da questa cosa e istintivamente  richiamò subito l'attenzione di questo fantastico animale su di sè. Stranamente la tortorella,  obbedendo alla sua richiesta si posò prima su una delle sue forti spalle e poi da qui  a terra dove appena toccato il suolo si trasformò in una donna bellissima. Una ghirlanda di fiori era intrecciata nei suoi folti capelli color  rosso castano che incorniciavano il suo viso perfetto con occhi grandi da cerbiatta e zigomi alti, naso piccolo e delicato perfettamente dritto ed orecchi piccoli e ben disegnati, sebbene non a punta come alcune fate del luogo solevano avere; ma la cosa che più colpiva era il sorriso, uno stupendo sorriso. Dentro di esso era racchiusa l’alba e il tramonto, la primavera e l’inverno, l’estate e l’autunno, la gioia della vita stessa pienamente vissuta;  non era   giovane e nemmeno vecchio ma semplicemente vero, spontaneo ed irradiava luce e profumo di  felicità.  Fortebraccio rimase abbagliato da tale bellezza e ne venne ammaliato, proprio come accade in un vero incantesimo, da questo particolare sorriso dedicato solo a lui. rivolgendosi al giovane la fata del sorriso disse di chiamarsi Micaela e che ella  era stata inviata dal consiglio del regno dei Fairy appositamente  per aiutarlo nella sua ricerca. "Ma quale ricerca", sbottò il Fortebraccio, "cosa dovrei trovare?" rispose un poco risentito alla bella signora, e continuando disse: "Non mi sembra di mancare di niente, a parte un poco di denari  salute e fortuna per la mia famiglia! Niente che non possa procurare con queste mie forti braccia con un pizzico di fortuna, astuzia e ingegno!! "  La Fata allora ridendo, molto dolcemente dal profondo del cuore spiegò al ragazzo che la sua ricerca valeva assai  più di quello che lui in quel momento reputava importante per la sua famiglia e che questa se ben condotta e compresa nell'intimo del propria anima valeva più di tutto l'oro e cose preziose che avesse  mai  potuto possedere." Semplicemente dovrai trovare il segreto del  vero sorriso, quello che aiuta nella gioia e  nella malattia, nel dolore e  nelle avversità , nel tradimento, arrivando a   riuscire persino ad accettare l'abbraccio  e il bacio dolce ed amaro della signora  chiamata Morte". "Cosa dovrei fare per carpire questo mistero" domandò Fortebraccio alla Fata, cercando di capire se la cosa poteva essergli utile e quello che eventualmente avrebbe dovuto fare e rischiare. "Tu cambierai nome", rispose la Fata del sorriso; "Tristano ti chiamerai, il cui significato è uomo triste, questo sarà il tuo nuovo nome fino a quando non avrai trovato il vero valore del sorriso. Il tuo cammino sarà  attraverso le cose più ignobili e inique della vita:  il dolore sarà il tuo cammino, la guerra  sarà il paesaggio su cui  ogni giorno volgerai lo sguardo , la miseria sarà il tuo pane e l'arsura la tua acqua, la malattia la tua cura e la morte tua compagna di viaggio; Ricorda che solo  aiutando i più inetti e bisognosi tra gli uomini  riuscirai forse a superare ciò che l'occhio vede ed il corpo sente e forse ti accorgerai che è la gratitudine del loro sorriso , un semplice gesto per ciò che hai potuto fare nel dar loro il più umile dei soccorsi quel valore che vai cercando. Se tu accetti queste prove sarà questo il tuo compito ed il tuo destino e potrai aiutare veramente chi ami per davvero".Mentre Fortebraccio rifletteva sulle parole della Fata un improvviso frullo si alzò nell'aria e la tortora sparì senza lasciar alcuna traccia insieme alla bellissima Dama che un attimo prima gli stava davanti. Rimasto solo e con la mente piena delle parole della magica creatura, il ragazzo si recò sul terreno che doveva lavorare, e lì stette fino a sera faticando duramente e continuando a pensare a ciò che gli era stato detto. Il Cuore di Fortebraccio era un cuore molto generoso. Fino da piccolo si era sempre prodigato ad aiutare le altre persone senza voler chiedere niente in cambio, ma  egli aveva anche un carattere chiuso, sospettoso nei confronti delle altre persone e  questo nasceva specialmente dal fatto di non voler sopportare il dolore e  la paura dell'essere abbandonato, sentirsi lasciato da parte, deriso per la propria sensibilità e timidezza. La strada del ritorno a casa quella sera fu molto lunga, pensieri tortuosi allungavano i sentieri che  di solito facilmente conducevano al paese ed alla piccola capanna dove abitava. Rincasò in silenzio, rivolgendo solo poche parole ai genitori che chiedevano notizie su come fosse andato il lavoro e se esso era stato ricompensato  a dovere in denari od altre utili cose e non scherzando come solitamente faceva con i fratelli e sorelline minori cui era molto affezionato e avrebbe dato qualsiasi cosa per loro. Il pasto della sera fu consumato in silenzio, una cosa inusuale per questa famiglia, e subito dopo  Fortebraccio disse che non avrebbe partecipato alla consueta veglia serale ( per fortuna  televisione e diavolerie simili allora non esistevano) dove ci si raccontava i fatti accaduti nella giornata e poi sul tardi si passava ad  antichi racconti che narravano  anche di cose strane, magiche, belle e paurose. Quella sera disse semplicemente di essere molto stanco e di aver bisogno di dormire per recuperare le forze per il giorno seguente. Ma quella Notte lui non riuscì a dormire, appena un accenno di sonno calava sul suo corpo stanco il viso della Fata  appariva di fronte a lui e sentiva le sue parole con una chiarezza come se ella fosse presente: "Il tuo cuore è come una stella che splende nella notte. La sua luce è fievole, ma  si vede da lontano, è come un  astro distante che  sembra emani solo luce fredda,  ma senti il suo calore che  ti danza  intorno come un turbine estivo dopo una leggera pioggia, come un fuoco che illumina la notte più buia".Passarono alcune settimane e le condizioni del giovane non cambiarono per niente: il giorno duro lavoro, mentre la notte passava quasi insonne ripensando alla profezia della fata. S'imponeva una scelta difficile da fare, molto importante; valutare e  scegliere la cosa giusta da fare era particolarmente difficile. Chi avrebbe pensato alla sua famiglia una volta che si fosse imbarcato in questa impresa? Dove questa lo avrebbe portato e infine cosa sarebbe diventato?  Il pericolo di perdere tutto e di mettere a repentaglio la sua stessa vita era reale e presente!Qualcosa però nel suo cuore gli diceva di dover  andare, rischiare tutto quanto, anche la vita se questo poteva essere di aiuto non solo per i suoi familiari ma anche per tutti gli altri,indistintamente. Quello era il suo destino e questa cosa se la sentiva dentro da sempre.La luna era ancora alta nel cielo e la notte nel suo pieno vigore. Il silenzio avvolgeva la stanza dove la famiglia dormiva di un sonno profondo, ristoratore. Allora " Il Tristano" si alzò, senza far rumore, raccogliendo le poche cose utili al suo viaggio: una bisaccia, un mantello da pellegrino con cappuccio, un coltello, arco e frecce per cacciare e poche altre cose necessarie. Non lasciò nemmeno un biglietto per far sapere ai suoi i motivi del suo viaggio perchè nessuno di loro sapeva leggere e scrivere. Dispose solo una collana che aveva ricevuto quando era stato battezzato vicino all'immagine sacra posta sopra la porta d'ingresso della capanna per far capire che lui sarebbe tornato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;La ricerca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;E così il viaggio ebbe inizio, l'uomo triste si trovava però senza una meta per il suo cammino. Sovvenendo alle parole di fairy Micaela  decise di andare a cercare il panorama che lo avrebbe circondato " La guerra  sarà il paesaggio su cui  ogni giorno volgerai lo sguardo", questa era una delle cose cui sarebbe andato incontro. Il suo pensiero era quello di andare a cercare suo fratello partito in guerra e se grazie a Dio fosse  stato salvo rimandarlo a casa ai suoi cari ed alla ragazza  a cui voleva bene per prenderla in isposa. La strada fu lunga ed aspra e  mano a mano che si avvicinava alla zona dove si stava combattendo incontrò il dolore: case distrutte, bruciate, carcasse di animali morti giacevano sparsi dappertutto  per la campagna, donne  piangevano con i figli morti in grembo, vecchi il cui senno era ormai perduto insieme ai loro pochi averi vagavano senza meta, ed avvicinandosi a lui  chiedevano " perchè? perchè tutto questo?". L'orrore fece varco nel cuore di Tristano che non riusciva a rispondere a  quei poveretti il perchè di tanta malvagità e devastazione, e barcollando proseguì nell'intento del suo scopo, riuscire a trovare il fratello.Una grande battaglia era in atto vicino ad una città fortificata, nugoli di frecce saettavano così fitte come se vi fosse un temporale  che scaricasse acqua e grandine. Urla di rabbia e di dolore, rumore di armi che cozzavano fra di loro il tutto immerso in una nuvola di polvere che copriva qualsiasi cosa; a malapena  ci si poteva vedere per combattere, ma da vicino si scorgevano i cadaveri dei soldati morti. Fra questi Tristano incominciò a cercare, stranamente protetto come da una magia dagli scontri che avvenivano intorno a lui,  le frecce ed altri arnesi di morte non lo toccarono in alcun modo .Continuò ad esplorare ad uno ad uno i caduti per un tempo infinito, fino a quando giunse la sera ed i  combattimenti cessarono. Sfinito dalla lunga ricerca si coricò vicino ad un mucchio di corpi esanimi e lì per la fatica si addormentò.Fece un sogno strano dove una figura incappucciata in un mantello nero stava cercando tra le spoglie dei soldati morti frugandoli e prendendo loro qualcosa da sotto il vestito. Incuriosito Tristano si avvicinò a questo personaggio, e mentre cercava di guardarlo in faccia esso si girò di scatto rivelando un armonioso viso di donna: i suoi capelli erano neri e lucidi, il viso fiero ma dal lineamento leggiadro, gli occhi bellissimi e luminosi,  leggermente a mandorla, di colore scuro come la tenebra alla fine del crepuscolo ed  incorniciavano un naso perfetto, diritto e delicato, le sue labbra erano nere come il profondo buio di una notte senza luna , carnose e sensuali e rapitrici di baci. Sorpreso da simile bellezza Tristano si fece ancor più vicino e all'istante la figura si tramutò in un orrendo teschio, nelle  cui orbite dove una volta c'erano i suoi occhi  balenavano due fiamme che sembravano divorarti lo sguardo, la sua  bocca  era ridotta a due mascelle con pochi denti sciupati. "Che cosa vai cercando" disse con voce roca la figura incappucciata fissandolo con le sue braci ardenti, "Chi sei?" domandò di seguito. Tristano appena vide il cambiamento occorso a questa figura  si ritrasse con  senso di spavento e repulsione, ma intuendo cosa fosse realmente questa entità domandò a sua volta: " Chi sei tu che mi vieni vicino e poni tante domande?". Una risata cupa e rauca risuonò brevemente nella notte, "Chi sono io? Io sono una delle cose più antiche del creato, nata all'inizio del tutto e forse morirò con la fine del tutto. Io sono la Morte, quella che miete e raccoglie ciò che è stato in questo mondo" e proseguì  "Io con la mia bellezza ed il mio bacio dono la fine di tutto ciò che è terreno,  dolcemente, poi proseguo in questa altra vera  forma a raccogliere ciò che mi appartiene, il soffio vitale di chi è stato in vita. Sia che egli  fosse onesto, coraggioso o eroe od altrimenti  ladro, codardo, vile e traditore, dovrò consegnare l'anima raccolta di questo mortale  a chi dovrà Giudicare il posto dove egli deve andare, luogo che verrà  assegnato in merito della sua condotta in vita."Tristano rispose allora senza alcuna paura: " Tu Morte, dolce ed amara Sposa di noi tutti, Tu forse puoi darmi aiuto". Dopo un attimo di silenzio ella rispose "Certo, posso aiutarti piccolo messere, ma occorre che tu mi dia qualcosa in cambio perchè la cosa possa essere equa e come sempre finire in parità; quando io prendo una vita, un'altra viene a prenderne il  posto. Qui funziona così da sempre". "Io sto cercando mio fratello che da un anno è partito per questa guerra e non è più tornato o mandato notizie, tu, sicuramente sai se egli è morto, e se così non fosse potrò dedicarmi  a cercarlo solo nel mondo dei viventi , in qualsiasi parte possa essere, anche prigione in qualche città nemica", disse Tristano. "Questa situazione  posso conoscerla", disse la Nera Signora, "aspetta un attimo e tu saprai. Intanto dimmi come si chiama tuo fratello, ma ricorda che lo scambio di favori deve esserci, sia che egli sia vivo o morto"." Accetto" disse l'uomo triste,fornendo le notizie richieste, ed aspettò l'esito della ricerca.  Un istante dopo la  Nera Signora disse "Tuo fratello non è morto ma è stato preso prigioniero ed è molto malato, in questo momento lo stanno conducendo presso le prigioni della città nemica. Fai presto perchè egli è in pericolo di vita, ed io in questo caso passerò da lui a riscuotere il mio dovuto compenso. A proposito di compensi, tu Uomo Triste come intendi ripagare il mio favore?". "Il mio cammino potrebbe essere ancora lungo", rispose il Tristano, "e perciò ti chiedo umilmente di riscuotere il dovuto solo alla fine della mia ricerca. Esso sarà pari a ciò che Tu mi hai chiesto, una vita per una morte". "E così sia fatto" disse la Nera Signora riprendendo le sembianze della splendida donna allontanandosi  fra i morti  sparsi sul campo di battaglia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Destino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;La mattina era già alta quando Tristano si destò dal suo sogno, gruppi di soldati armati stavano raccogliendo le salme dei soldati morti in battaglia di entrambi gli schieramenti adagiandoli su carri per essere portati nei luoghi di sepoltura. La Città era stata presa e si vedevano le schiere dei soldati vincitori  far razzia dei possessi e  delle cose dei poveri abitanti, catturando anche donne e bambini per prenderli come servi e facendo prigionieri tutti gli uomini dai 15 anni in su, uccidendo chiunque si fosse rifiutato di obbedire ai loro voleri .Un forte senso di ripugnanza avvolse l'intero corpo di Tristano ed una collera  cominciò a salire profondamente dal suo corpo. Tremava come un bimbo impaurito, ma questo non era dovuto alla paura ma alla rabbia per ciò che vedeva intorno:  inutile violenza verso gli inermi e i vinti, donne e bambini, vecchi, malati. Le sue braccia presero a muoversi indipendentemente da ciò che la ragione suggeriva saggiamente di fare in questi frangenti, nascondersi e fuggire. Si tolse il mantello per avere movimenti più agili  e imbracciò arco e frecce; egli era sempre stato un buon cacciatore e tiratore,  ed incominciò a mirare là dove vedeva  questi oltraggi avvenire sotto i suoi occhi. Due soldati  cercavano di approfittare di una giovane  e bella donna, egli mirò e  le due frecce colpirono in pieno il bersaglio ed i due soldati caddero morti al suolo. In quel momento Tristano pensò al sogno fatto e disse ad alta voce: " Ecco mia Nera Signora, altre due vite che aggiungerai al tuo bottino, fai che ad esse venga assegnata la giusta ricompensa per ciò che stavano facendo". Continuò così a scagliare frecce fino ad avere la faretra vuota, colpendo chiunque facesse sopruso a persona  o essere vitale inerme.Più in alto, vicino alla città, un gruppo di cavalieri vincitori intenti a spartirsi il bottino s'accorsero che  ancora uno osava resistere;  e si domandarono chi fosse quel pazzo! forse l' ultimo rimasto dei soldati vinti che con arroganza ancora osava sfidare la loro vittoriosa forza? Così essi si gettarono all'assalto di questo meschino e coraggioso uomo che in un attimo  fu circondato da una mezza dozzina di cavalieri. Tristano ancora ebbro di rabbia, rimasto senza frecce gettò via il suo arco e sfilandosi il coltello da caccia dalla cintura cominciò a menar fendenti agli attaccanti a cavallo, i quali, timorosi dell'accanimento e della forza con cui combatteva si tenevano lontano dalla portata della sua ben corta arma. Solo uno di loro,  che a vedere dal modo in cui era vestito e  aveva bardato il destriero sembrava un grande comandante, osò sfidarlo, schernendo gli altri cavalieri intervenuti in questa strana tenzone: "  E voi sareste tra i miei migliori cavalieri, scelti come primi difensori della mia persona, Signore e padrone di tutte le terre che adesso mi circondano? Vili!!! Come potete aver paura di un così piccolo uomo armato solo di un coltello!" e per dar fede alle sue parole si gettò all'attacco del povero Tristano. Animato dal gran fervore della battaglia in corso e dotato di  grande agilità oltre che di forza fisica, il giovane Triste ottenne   comunque di schivare l'attacco e approfittando di una disattenzione dell'attaccante arrivò a  prendere il cavallo  dalle briglie facendo di seguito  in modo che questo perdesse l'equilibrio e cadesse al suolo, cosa che gli riuscì in pieno. Il cavaliere che lo montava ,un poco perchè non si aspettava una simile mossa e sopratutto anche perchè indossava una pesante armatura, non fu in grado di lanciarsi a terra prima di cadere e così rimase incastrato sotto il corpo del cavallo, pienamente  immobilizzato nei  movimenti. Fortebraccio approfittando del fatto occorso  in un attimo fu sopra al cavaliere e  dopo avergli rimosso con forza   l'elmo che lo proteggeva gli scopri il  nudo collo puntandogli contro la lama del suo coltello. " Tu mio Signore,  dici che adesso  sei  padrone di tutte queste terre e dei suoi abitanti ,  tu  puoi decretare qualsivoglia sorte loro, vita o morte che sia, ricchezza o povertà,  schiavitù o libertà,  eppure anche tu adesso  dipendi  da questo mio piccolo coltello, il quale  può decidere per tutti  noi in modo altresì veloce e con la medesima autorità" disse il  Fortebraccio mentre qualche goccia di sangue cadeva dal piccolo taglio avvenuto  a causa della forte pressione del coltello sul collo del Capitano. Ed egli così rispose: "Tu sei un ragazzo audace,  io ammiro il tuo valore ed anche la tua sfrontatezza nei riguardi del pericolo. Sappi però che se anche  mi uccidi, altri prenderanno il mio posto e la prima cosa che faranno sarà quella di porre fine alla tua coraggiosa vita." . "Ciò è vero", rispose Fortebraccio, " Ma la vita e le decisioni prese per il futuro della tua terra  saranno a cura di  un' altra persona, non di te stesso; però se  reputi che la tua vita sia sacrificabile per gli interessi ed il bene comune della tua gente, questo fatto si avvererà ed allora non  saremo qui  nessuno dei due a giudicare il fatto accaduto. Veggo  tuttavia nei tuoi occhi  l' ego e la voglia di potere che hai  e questo ti impedirà di dare siffatto ordine . Vedi, la mia vita a differenza della tua può benissimo essere sacrificata per il bene di tutte quelle persone a cui posso arrecare  un poco di aiuto, nessuna voglia di supremazia  verso altri mi lega in alcun modo. Questo è ciò che il mio cuore chiama e il mio destino aspira  al  fatto che esso sia  pienamente compiuto".Al che il Signore disse: " Ho qui di fronte a me un uomo intelligente, scrutatore di cuori e pure coraggioso ed onesto. Perla rara in questi tempi dove ognuno vuole solo arrivare ad una posizione di potere, grande o piccola che sia. Ho una proposta da farti: io ti aiuterò in tutto ciò che desideri e tu mi lascerai vivo, a patto di  prendere successivamente servizio nel mio esercito. Sono stato chiamato a combattere i saraceni in terrasanta   dal Santo Padre, vicario di Cristo, come difensore della fede cristiana ed ho bisogno di uomini fidati , valorosi e coraggiosi disposti a sopportare il  grave peso di questa guerra che potrebbe protrarsi per lungo tempo." Aggiunse anche queste altre parole : " Ti avverto di nuovo che questo viaggio sarà molto rischioso e lungo, partirai ragazzo e tornerai, se questo ti sarà permesso da nostro Signore Iddio se sei una persona credente, oppure dal fato se non lo sei, uomo fatto, non sarai più la stessa persona ed anche il tuo cuore sarà cambiato" " Questo è ciò che sono stato incaricato di trovare" disse Tristano. Per me l'accordo può andar bene ad una  condizione: che tu liberi mio fratello che giace prigioniero nella tua città , curarlo e rimandarlo alla sua casa  dai suoi genitori, fratelli e dalla sua futura sposa. Inoltre dovrai imporre l'ordine ai tuoi soldati di non portare danno alle persone e cose della città appena conquistata. Limitati a prenderne solo il suo denaro ed i suoi tesori, ed io sarò pronto a partire con te  per la tua missione in Terrasanta, lasciandoti adesso salva la vita". Il cavaliere sorridendo disse " Nessuno fino a questo momento non  era riuscito a farmi accettare condizioni così sgradite alla mia persona, come d'altronde nessuno aveva mai avuto in mano la mia vita come l'hai tu in questo momento. Ho necessità di averti con me per questa mia nuova dipartita;  persone fidate e con il senso dell'onestà e dell'onore, quindi la mia parola è favorevole allo scambio e tuo fratello sarà  immediatamente liberato, curato e con salvacondotto scritto di mio pugno tradotto sano e salvo alla sua famiglia ed alla sua terra."E così Tristano iniziò il suo lunghissimo viaggio che lo portò a conoscere quei posti meravigliosi e maledetti di cui si narrava nelle città e nelle campagne di tutti i  paesi della terra chiamata  Europa. Trascorsero tanti anni che egli non si ricordava più quanti essi fossero, sapeva solamente ora di averne  46 , età molto rispettabile per l'epoca; comunque il suo fisico ne dimostrava assai meno essendo ancora  ben prestante e nella pienezza delle forze. Adesso era un uomo, la cui  vera bellezza però si notava solo nell'animo. Il suo viso abbronzato era invecchiato e pieno di rughe per il sole che aveva preso nei deserti dove era passato e fortemente segnato dalle varie cicatrici  ottenute nelle battaglie dove aveva combattuto. I suoi occhi  erano Grigi come le fitte nebbie invernali della sua terra natia ed avevano visto così tanti orrori e sangue, distruzione ed  insensato e inutile odio che  adesso sembravano appannati quando qualcuno li scrutava da vicino, come fossero velati da tanto dolore veduto e provato. "Tristano", pensò l'uomo dagli occhi grigi ed il viso deturpato, "così mi chiamo. Eppure molti  anni prima avevo un altro nome, che adesso non mi sovviene.... ma.... aspetta! dovrebbe iniziare con  Forte qualcosa.... Fortebraccio!!!! Ecco, questo era il mio nome. Quanto tempo è trascorso....non ricordo più nemmeno il proposito per cui sono qui. Tutto quello che so è che ciò che ho  fatto è stato per liberare mio fratello dalla prigione e rimandarlo sano e salvo alla sua casa ed alle sue famiglie. Adesso sarà sposato e con figli grandi che l'aiuteranno, così da permettere un certo benessere a tutti i miei familiari. Magari saranno riusciti pure ad acquistare quel piccolo pezzo di terra al nostro paese per piantarvi una vigna come era nel loro progetto ed a rendersi un poco più liberi da tasse e gabelle."Tristano proseguendo nei suoi pensieri riflettè : "Ma c'era un'altra ragione molto più importante che mi ha spinto a fare tutto questo, ma in questo momento mi sfugge, come se tutti questi anni passati attraverso i combattimenti, le traversie e patimenti  che ho subito  avessero  cancellato la meta essenziale della mia ricerca,  compito che tuttavia sento sempre battere forte nel mio cuore in ogni momento della mia esistenza."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;L'ultima Battaglia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Era l'anno 1291, quando alcuni cristiani attaccarono una carovana siriana provocando la morte di 19 mercanti musulmani. Il sultano mamelucco Khalīl (al-Malik al-Ashraf) richiese un risarcimento per questo incidente. Visto che le sue richieste rimasero inascoltate, il Sultano decise di porre sotto assedio  San Giovanni d'Acri, ultimo avamposto crociato in Terra Santa, nel 1291. La città cadde dopo 43 giorni di resistenza. Dopo il massacro di 60.000 prigionieri, Khalīl continuò nella sua conquista della Palestina, cancellando qualsiasi traccia del dominio crociato.Tristano si trovò con l'esercito del suo signore a difendere la  città Fortezza di San Giovanni d'Acri. Secondo alcune dicerie sembrava che un incidente fosse stato appositamente provocato per far cadere l'ultima delle terre conquistate dai crociati  nella sacra terra di Palestina per la difesa dei pellegrini che volevano visitare dove nostro Signore Cristo Gesù  visse e morì. Altri dissero che fu un episodio di rapina nei confronti di mercanti musulmani effettuato da alcuni soldati crociati rinnegati dediti a questo tipo di razzie. Il sultano Khalīl però non aspettava che questo pretesto per metter fine al dominio cristiano sulla Palestina e approfittando della cose pose quindi subito il suo esercito in marcia  per assediare e conquistare la città.L'esercito di Tristano giunse qualche settimana prima a difesa della città Santa. Gli esploratori  cristiani mandati in avanscoperta parlavano di un immenso esercito musulmano che si stava avvicinando alla città, e che secondo loro le difese della fortezza erano  troppo scarne con le truppe cittadine a difesa troppo deboli e poco armate rispetto all'esercito saraceno, nonostante ulteriori rinforzi giungessero dalle vicine città e per mare dal continente europeo. Uno di questi contingenti di truppe che giungeva dall'Europa era quello di Tristano. Durante il suo lungo viaggio e  i vari combattimenti avuti per arrivare sino a questa terra, Tristano aveva ricevuto un addestramento di primo ordine dal signore che lo aveva arruolato. Adesso sapeva usare ottimamente la spada e la lancia, cavalcava benissimo sia in torneo che in battaglia oltre ad avere un indiscutibile maestria con l'arco e la balestra ed in più aveva affinato le sue doti di stratega nei combattimenti riuscendo ad organizzare al meglio le sue truppe per ottenere la vittoria. Dunque era diventato un perfetto soldato, una macchina da guerra pronta a colpire chiunque volesse attaccare i suoi uomini, così  egli ormai chiamava l'esercito del suo padrone che poi era in realtà il suo esercito, in quanto le truppe riconoscevano nella sua figura il vero condottiero e Capitano; leale, sincero, non  avrebbe mai abbandonato i suoi guerrieri alla mercè del nemico fino alla fine, fino alla sua morte.La mattina seguente una miriade di armati Saraceni aveva circondato la fortezza di San Giovanni D'acri. Erano molte decine di migliaia, fitti come i granelli di sabbia del deserto, tanti da terrorizzare tutta la popolazione cittadina. Tristano quel mattino era schierato sul  campo di battaglia nelle prime linee che dovevano attaccare l'esercito musulmano. Egli faceva parte dei feditori, ossia i primi cavalieri della cavalleria pesante che si lanciavano contro la fanteria  nemica con lo scopo di affondare tra le  linee dello schieramento spezzandolo e disperderlo lasciandolo  in seguito alla mercè della  propria cavalleria leggera di riserva posizionata in punti strategici e pronta ad intervenire. L'attacco fu ordinato prima che il nemico potesse avvicinarsi alle mura della città e attaccarla con scale e trabucchi. La cavalleria pesante partì al galoppo seguita dalla fanteria. I cavalieri feditori travolsero lo schieramento nemico che inizialmente si  sbandò. Trovarsi di fronte a questi enormi cavalli  corazzati cui nulla poteva essere fatto per essere  fermarti riuscì inizialmente ad incutere panico fra le truppe saracene, ma i loro capitani, abili conoscitori delle tecniche di guerra dei crociati e del terreno che conoscevano benissimo misero subito a punto la tattica di usare la loro cavalleria, composta da cavalli piccoli ma agili e molto veloci nei movimenti , riuscendo così ad attaccare ai fianchi la cavalleria pesante e ad arrestare la loro corsa distruttiva; mettendoli  in seria difficoltà. Vista la situazione che volgeva al peggio  intervenne la cavalleria leggera crociata per portare aiuto ai feditori ma il grosso delle truppe saracene non era era stato spezzato  come stabilito dal piano iniziale e i Crociati si trovarono viceversa completamente circondati in una morsa che stava per chiudersi con loro al centro. I saraceni erano una  tale moltitudine che più ne cadevano e  più del  doppio dei loro ne arrivava.Il coraggio e il valore non mancò da ambedue  le parti, ma il gruppo di Tristano era  tra quelli più uniti e agguerriti. I suoi soldati avevano fatto quadrato intorno al loro capitano e chiunque intendesse arrivare  sino a lui o al  loro stendardo veniva abbattuto senza pietà. Ad un certo momento sembrò che il combattimento volgesse a  loro favore,  riuscendo  a rompere lo schieramento per poter  ritirarsi in una posizione più favorevole al combattimento. Tutto questo fu reso vano per un ulteriore e massiccio afflusso delle forze nemiche. Cagionarono  tuttavia gravi danni all'esercito saraceno, ma alla fine ne furono travolti. Combatterono fino all'ultimo dei loro guerrieri, con coraggio ed ardimento mai visto in quelle terre. Tristano fu uno degli ultimi a cadere difendendo i propri uomini come fossero  suoi fratelli di sangue, ed  intorno a loro i corpi  nemici si accatastavano come fossero covoni di grano appena trebbiato. La nebbia avvolse la mente di Tristano quando un fendente di scimitarra nemico lo colpì alla testa. Anche se indossava l'elmo l'impatto fu tremendo e ferito gravemente alla testa  perse conoscenza, facendolo sembrava morto. Intorno a Lui i suoi lottatori vistolo cadere triplicarono le loro forze per poter spezzare l'assedio e portare in salvo il loro capitano, ma tutto questo fu invano. Ad uno ad uno vennero colpiti ora da frecce ora da giavellotti, ma la maggior parte di loro  morì con la spada in mano, in una lotta corpo a corpo,  come si addiceva ad un vero combattente crociato. Era  ormai notte quando tutto finì. Diecimila fra cavalieri e fanti crociati erano rimasti morti sul campo, l'assedio della Città era cominciato. Esso durò 43 giorni fra atti eroici  e tradimenti da parte degli assediati. Alla fine la fortezza fu persa e con essa morirono oltre 60000 persone fra militari e civili, esclusi i prigionieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;La Rinascita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Mentre la notte scendeva sul campo  i soldati  musulmani raccoglievano i feriti ed i morti di ambedue le fazioni per portarli allo spedale per essere curati o alle tombe per essere seppelliti. Era consuetudine spogliare i morti delle loro cose ormai a loro stessi inutili per essere riutilizzate in caso di nuove battaglie. Nel caso dei soldati musulmani questi oggetti venivano mandati alle loro famiglie, mentre quando si trattava dei soldati crociati esse venivano prese come bottino di guerra. Non erano comunque i soli a frugare i morti, ventate di aria gelida, una  stranezza del clima che in questa stagione calda e torrida non doveva mostrarsi, avvolgevano e precedevano i soldati che raccoglievano i morti, e questi sinceramente erano preoccupati ed intimoriti della cosa, facendosi segni di benedizione e scongiuri verso il loro Dio, Allah, che li proteggesse da eventuale malefici.La  gelida Nera Signora  era intenta al suo lavoro e non faceva discriminazione sull'appartenenza dei soldati morti che rovistava, sia che fossero cristiani o musulmani. Prendeva ciò che le era dovuto, donando un bacio che ponesse fine alle loro sofferenze a chi era agonizzante, l'oblio prima della fine e chissà, forse il segno di un nuovo inizio. La Signora, arrivata vicino a  Tristano - Fortebraccio , disse: " Dunque Messere siamo di nuovo ad incontrarci, e questa volta credo tu voglia saldare il debito contratto con me in precedenza, ossia una vita per una morte. In questo caso vedo che la tua  anima è  pronta  per essere raccattata". Tristano non rispose, il fuoco della vita che aveva dentro di sè stava spengendosi, appena ridotto ad una piccola fiammella che stentava a sollevarsi nell'aria e dare un minimo di luce. Inaspettatamente una grande luminosità avvolse il corpo di Tristano e parte del campo di battaglia che lo circondava impaurendo e facendo allontanare  i soldati intenti a raccogliere i morti. Una figura di Donna improvvisamente apparve, bellissima, irradiava intorno alla sua figura luce e calore, ma  risultava invisibile agli occhi di qualsiasi mortale. Ella così parlò e disse: " Nera Signora o Sorella Morte , non so in quale modo vuoi essere nominata: io sono Micaela, del popolo dei Fairy, chiamata anche  Fata del Sorriso. La mia venuta qui, adesso, è per dirti che una parte dell'anima di questo uomo  che tu devi  prendere mi riguarda , e questo è il motivo per cui sono ritornata a chiederla senza alcun timore o paura". La Nera signora rispose: " So bene che voi del popolo fatato o Fairy ,come preferite farvi chiamare, avete un rapporto molto particolare con me. Siete immortali per quanto riguarda malattie e vecchiaia, ma vulnerabili quando io vi abbracci  a causa di morte violenta, oppure per  un incidente, o assassinio occorsovi , o morte avvenuta di seguito ad una guerra combattuta dal vostro popolo. Conosco molto bene le arti magiche in vostro possesso e queste in alcuni casi possono essere talmente potenti da  interferire con il mio lavoro. Dimmi  dunque esattamente  quale è la tua richiesta ed il motivo per cui io dovrei acconsentire ad essa".  La Fata rispose: "Il suo cuore è il motivo per cui tu dovresti rinunciare a portarlo nei luoghi dell'oblio e del giudicamento. Esso deve ancora ultimare il suo compito, ed io, Micaela ho cercato e fatto in modo che questo fosse pienamente compiuto. Lascia a me la parte chiara del suo cuore, con la sua bellezza interiore e prendi invece tutto quello che in questi ultimi 30 anni  ha vissuto: rabbia, odio, vendetta, potere,  senso di onnipotenza. Lascia che il suo cuore rinasca puro come quello di un bambino, come esso era  una volta, in modo che questo uomo possa conoscere finalmente il valore e il potere del sorriso, questo ti chiedo, mia Sorella Morte."La Nera Signora così rispose: " Ciò che mi chiedi è una cosa che non è mai stata fatta. Il  Giudicatore esige che l'anima che io porto sia integra, sia con la parte buona sia con la porzione cattiva. In questo modo Lui valutando  e pesando le  azioni potrà assegnare il giusto posto che gli spetta nell'altro mondo. Questo non potrebbe succedere nel caso di questo uomo, verrebbe pesata solo la parte nera della sua anima e sarebbe destinato ad un posto che giustamente non gli spetterebbe. Inoltre nessuno che io conosca può dividere l'anima scindendola nelle due parti". Micaela rispose: " Io sono una fata e conosco una magia così forte che può fare ciò che a te sembra impossibile. Essa si chiama AMORE ed è una cosa così potente da poter compiere qualsiasi cosa, ma per renderla pienamente attuabile in casi gravi come questo essa ha bisogno di essere rinforzata da un altra potente magia detta SACRIFICIO. Se le due cose verranno eseguite insieme nello stesso attimo e con la stessa intensità da una persona od essere fatato legato a questo uomo intensamente, la sua anima rimarrà in uno stato di attesa, per essere giudicata in seguito quando le due parti si saranno ricongiunte. Io sono disposta a fare questo sacrificio. Donerò la mia parte immortale affinchè tu possa lasciare ancora in vita questo Uomo, perchè Io profondamente lo Amo." "Aimè" rispose la Morte " Accetterei con molto piacere questa tua ricca offerta, e sebbene io non possegga un cuore sono allo stesso modo colpita ed onorata del tuo nobile ed amabile gesto, ma vedi, io non posso prenderti l'immortalità perchè tale entità sfugge alla mia comprensione. Essendo Io la Morte  posso avere solo ciò che posso controllare, vederne il passare degli anni, la malattia, la vecchiaia e poi la fine. Questo purtroppo  non è il tuo caso perchè per te tutto questo non esiste,  e quindi essendo immortale non posso averti. Tranne il caso in cui la tua morte sia violenta ed a quel punto la tua invulnerabilità finisce, venendo meno la parte immortale che fu donata alla tua razza all'inizio del creato" quindi aggiunse " Vale sempre lo stesso scambio pattuito con questo uomo chiamato Tristano, una vita per una morte".Allora la Fata pronunciando le parole che ponevano fine alla sua esistenza disse " Prendi Me, Adesso, e lascialo libero. Questo sacrificio può fargli finalmente capire il valore del Sorriso e porre fine alla sua travagliata ricerca ed ottenere il suo prezioso dono da spartire con il resto degli uomini". La Nera Signora si preparò a prendere l'anima della fata, ricco e raro bottino anche per lei, aspettando che Micaela ponesse fine alla sua vita gettandosi  di sua volontà da una torre del castello. Ma un caso strano intervenne a far ciò  che il fatto non accadesse. Tristano ricordando di essere Fortebraccio  riprese un attimo di quel vigore che il suo nome portava, e dopo aver ripreso conoscenza ed aver ascoltato quello che era stato detto fra la Nera Signora e la Fata   parlò a Micaela e gli chiese  se  prima di vederla morire volesse  cantare per Lui un ultima volta, quella canzone che  aveva incatenato il suo cuore insieme al Suo sorriso.Mentre la Fata cantava, Fortebraccio cinse la Nera Signora che era nelle sue vicinanze  in un abbraccio così stretto che essa  non riuscì a  liberarsene. Un sorriso illuminò per la prima volta il suo volto di uomo e rivolto alla fata disse: "adesso intendo quello che tu fata Micaela mi volevi far capire: il valore di un sorriso è pari al valore di una vita perchè  il sorriso è  l'essenza della vita stessa. Tu avresti sacrificato la tua per me, ma ciò non è legittimo, perchè adesso so che io ti donerò con dolcezza e  profondo sincero amore quello che tu  stavi  facendo per me" e detto questo con uno slancio si gettò dalla rupe più profonda che si trovava nelle vicinanze.La Fata vedendo ciò che accadeva provò a fermarlo ma le fu impossibile arrivare in tempo, e poichè ella era impegnata a  cantare  non ebbe modo  in quell' attimo in cui tutto questo successe  di poter usare la magia per fermare la caduta di Fortebraccio. Scese nello strapiombo disperata e  appena arrivata lo trovò morto in fondo al burrone, con un  dolce sorriso sulle labbra. Con estremo amore lo lavò con le sue lacrime, che copiose  cadevano sul corpo oramai senza vita di Fortebraccio, togliendoli  così il sangue che era fuoriuscito a causa della battaglia e della caduta; poi  lo abbracciò e lo baciò all'infinito   profumandolo con  tutti gli aromi della natura che ella sprigionava dalla sua persona; essenze forti  e dolci come lo era stato Fortebraccio , un poco agre e speziate come lo era stato Tristano nelle  cupe esperienze del suo viaggio alla ricerca del sorriso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Uniti per sempre....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Decise di portarlo via di lì, almeno il suo corpo, visto che la Morte aveva voluto prendere la sua anima. Lo condusse  con se, nel regno dei Fairy , in un posto conosciuto solo da se stessa. A nessuno era permesso portare senza preciso ordine  del Consiglio persone dell'altro mondo. Micaela volle infrangere queste regole, sapendo che rischiava molto, anche l'allontanamento e l'immortalità. L'amore che provava per Fortebraccio era così grande, oserei dire immenso, che niente più importava di quello che  poteva accaderle. Lo nascose vicino ad una cascata, l'elemento dell'acqua era quello che ella aveva sempre amato; compì allora con la magia un sortilegio che facesse in modo che il corpo del prediletto non  potesse corrompersi come quello di un mortale ma  rimanere integro come nello stesso momento dell'ultimo addio. E volle eseguire ancora  un incantesimo, così potente da  toglierle per sempre una parte delle sue capacità fatate,  che desse luogo per due volte l'anno, al solstizio dell'estate ed in quello dell'inverno il richiamo di  Fortebraccio  dal regno dei Morti;  dall'inizio dell' alba di quel giorno fino all' alba  del giorno successivo,  i due si sarebbero amati  e avrebbero potuto insieme  finalmente godere di quell' amore puro che tanto avevano cercato ed infine a caro prezzo sempre insieme avevano conquistato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;C'è chi dice di essere entrato in quel mondo dal passaggio della Buca delle fate e di aver visto vicino ad una cascata nascosta  una statua in cui un uomo e una bellissima donna stavano abbracciati...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="line-height: 116%;"&gt;Ma questa è solo una vecchia storia di viandanti visionari e forse un poco ubriachi ,oppure chissà .. avevano trovato la vera porta per entrare nel regno della Fantasia.......&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: monotype corsiva;"&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.vinacciano.it/Un_racconto-di_un%20_tempo_Lontano_La%20_Fata_del_sorriso.htm"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-1061621599249468068?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/1061621599249468068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/09/la-fata-del-sorriso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1061621599249468068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/1061621599249468068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/09/la-fata-del-sorriso.html' title='La Fata Del Sorriso'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4733809783086978331</id><published>2011-06-11T20:34:00.000+02:00</published><updated>2011-11-12T14:13:50.631+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Le Fate e i Loro Abiti</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="color: black; font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Cosa vede una fata quando si guarda allo specchio?&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;A volte il viso di una ragazza, altre volte le rughe di una vecchia,la lingua biforcuta di una serpe, le ali bianche di una farfalla...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DaS5Vs-yMvk/TfOz7msMHDI/AAAAAAAAAFE/-lQ0Xjwhg_k/s1600/41783.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="292" src="http://4.bp.blogspot.com/-DaS5Vs-yMvk/TfOz7msMHDI/AAAAAAAAAFE/-lQ0Xjwhg_k/s320/41783.jpg" style="cursor: move;" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Non per niente la capacità di mutare d'aspetto e di dimensioni è una delle loro caratteristiche principali.Ma anche se si divertono a mostrarsi agli uomini nei più strani travestimenti, le Fate sono in genere bellissime ed eternamente giovani, risplendono lievemente al buio e amano portare ricchi gioielli e abiti sontuosi,lunghi fino a terra per mascherare uno dei loro grandi difetti (molte fate hanno zoccoli caprini al posto dei piedi). Ci sono tuttavia anche fate del tutto insensibili al fruscio e al luccichio delle gemme preziose:le timide e solitarie fate dei boschi e delle foreste. Indossano semplici tuniche bianche o verdi oppure abiti fatti di foglie e di fiori freschi,quando non vanno in giro coperte soltanto dai loro lunghissimi capelli.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4733809783086978331?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4733809783086978331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/06/le-fate-e-i-loro-abiti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4733809783086978331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4733809783086978331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/06/le-fate-e-i-loro-abiti.html' title='Le Fate e i Loro Abiti'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DaS5Vs-yMvk/TfOz7msMHDI/AAAAAAAAAFE/-lQ0Xjwhg_k/s72-c/41783.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-4624363518983206873</id><published>2011-04-09T18:44:00.000+02:00</published><updated>2011-11-12T14:13:33.974+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>La notte delle Fate</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5-qUiussInc/TaCL4X9tdUI/AAAAAAAAAD4/Pxa1Myg66Sc/s1600/Polvere%2Bdi%2Bstelle%2B1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="214" src="http://1.bp.blogspot.com/-5-qUiussInc/TaCL4X9tdUI/AAAAAAAAAD4/Pxa1Myg66Sc/s320/Polvere%2Bdi%2Bstelle%2B1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La notte delle fate detta Notte di San Giovanni cade tra il 23 ed il 24 giugno e corrisponde ai giorni del solstizio estivo.In questa specialissima e magica notte, per particolari influenze incantate tutte le piante sono esposte a straordinari influssi astrali che ne amplificano infinitamente i poteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo le piante esposte alla rugiada di questa notte possono essere chiamate "erbe delle fate" e tutta la magia è contenuta nella rugiada che le bagna!&lt;br /&gt;Se si cogliessero le medesime erbe in un altra notte, non avrebbero le stesse, potenti, virtù.Solitamente si raccolgono le piante spontanee, ma alcune tradizioni variano a seconda del tipo di raccolta: alcune consigliano di raccoglierne un numero ben preciso (100) di tipi tutti differenti tra loro, altre dicono di cogliere solo le piante spontanee.Io consiglio sempre di dividerle in tanti mazzolini a seconda del tipo, dell'utilizzo e della corrispondenza astrale.Una cosa importantissima che non dovrete mai scordare, pena l'annullamento di ogni beneficio ed in alcuni casi anche di un castigo è quella di non dimenticare MAI, prima di raccoglie anche una sola foglia di chiedere il consenso agli spiriti della natura!Volendo fare cosa ancora più gradita potrete portare con voi qualche semplice dono; delle perline colorate (molto apprezzate) o del cibo dolce, latte e biscotti, per offrirli come ringraziamento, dopo la raccolta delle erbe, alle Entità sottili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3RyUvoEScV4/TaCMShjp7yI/AAAAAAAAAEA/Nl1Ktzpj9wo/s1600/fmoonrise.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="160" src="http://2.bp.blogspot.com/-3RyUvoEScV4/TaCMShjp7yI/AAAAAAAAAEA/Nl1Ktzpj9wo/s320/fmoonrise.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In queste ore notturne, dai poteri straordinari si devono raccogliere tutte le piante medicinali che si ritiene possano essere utili durante l'anno.Le erbe vanno raccolte in gran segretezza, e con una sola mano, usando le "dita medicinali", cioè il pollice e l'anulare della mano destra.Se si deve utilizzare uno strumento, bisogna fare attenzione che questo non sia di ferro, che annulla le virtù delle piante, ma di bronzo o d'argento (l'ideale sarebbe l'oro).Fate molta attenzione solo se decidete di raccogliere la mandragora: il grido che emana quando si strappa può causare la morte di chi la sta raccogliendo.La presenza della luna (meglio se crescente) è fondamentale.Dato che in alcuni casi le erbe da raccogliere in queste poche ore sono molte, si possono raccogliere anche dal solstizio d'estate all'alba del 24 giugno, l'importante è che le erbe già raccolte si espongano sotto la luce della luna durante la notte delle fate, e che si bagnino con della rugiada.&lt;br /&gt;Un antico rito che vi aiuterà a purificare il corpo donandogli forza e salute è quello di arrotolarsi nell'erba bagnata, alla luce della luna, per procurarsi dei benefici fisici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora una speciale e semplice ricetta fatata che potrete realizzare la prossima notte di San Giovanni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-zpRTKfeJ12o/TaCMmIyExVI/AAAAAAAAAEI/ZEBs3gF2ETU/s1600/collin10.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-zpRTKfeJ12o/TaCMmIyExVI/AAAAAAAAAEI/ZEBs3gF2ETU/s320/collin10.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Acqua delle fate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un catino, contenente possibilmente di acqua di sorgente, aggiungete: fiori, spighe, erbe odorose e lavanda, esponetelo alla luce della luna nella notte delle fate e ritiratelo poco prima del primo raggio di sole del mattino seguente.Quest'acqua fatata possiede virtù prodigiose e magiche, aspergendosi il capo protegge dagli influssi negativi allontanando i brutti pensieri. Usata invece con un batuffolo di cotone sopra il volto, dopo averlo lavato normalmente, mantiene la pelle fresca e vellutata per molti, moltissimi anni ... parola di fata!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6361958586349015345-4624363518983206873?l=ilregnomagicodiarwen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/feeds/4624363518983206873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/04/la-notte-delle-fate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4624363518983206873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6361958586349015345/posts/default/4624363518983206873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilregnomagicodiarwen.blogspot.com/2011/04/la-notte-delle-fate.html' title='La notte delle Fate'/><author><name>Arwen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03462761851260395077</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-bqvAzk8Kcts/TWAucwPMfAI/AAAAAAAAAA4/bzEkyjfIxeE/s220/Avatar-Arwen.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5-qUiussInc/TaCL4X9tdUI/AAAAAAAAAD4/Pxa1Myg66Sc/s72-c/Polvere%2Bdi%2Bstelle%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6361958586349015345.post-8396847237678538747</id><published>2011-04-09T18:23:00.000+02:00</published><updated>2011-11-12T14:13:14.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gnomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folletti del Bosco Incantato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fate'/><title type='text'>Le Fate In Italia</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Numerosissime sono le località dedicate alle Fate - ricche dunque di leggende associate al luogo stesso - come valli, monti, grotte, buche, massi, boschi, pozzi, torrenti, cascate, laghi e altri luoghi legati alle acque.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9rTwV6ZT2B4/TaCGRnF97AI/AAAAAAAAACw/3pivAtLKb7k/s1600/Unicorno_Fate.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-9rTwV6ZT2B4/TaCGRnF97AI/AAAAAAAAACw/3pivAtLKb7k/s200/Unicorno_Fate.jpg" width="198" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Secondo una leggenda raccontata dai montanari di Catenaia di Casentino, in un punto alto della montagna detto il Cardetto, si trova una grotta nella quale si ritiene abitino le Fate. Una di esse si innamorò un giorno di un giovane contadino che lavorava la terra in una campo vicino, il quale non rimase insensibile al fascino della bella creatura, ricambiandone appassionatamente i sentimenti; ma per un crudele incantesimo la Fata diveniva una splendida fanciulla per soli tre giorni e per altri tre un grosso serpente. Così quando il ragazzo scavava il solco con l'aiuto dei buoi, lei vi strisciava all'interno, per restargli vicino. Accadde dopo un po' di tempo che il giovane dovette allontanarsi per qualche giorno, per cui incaricò fratello di continuare i lavori, raccomandandogli di non temere, soprattutto, non molestare l'innocuo serpente che ormai per abitudine seguiva la terra scavata dietro l'aratro. Inizialmente il fratello lasciò che il serpente lo seguisse tranquillamente, ma l'ultimo giorno il rettile si accorse che non aveva davanti a se l'innamorato bensì un'altra persona, e sdegnato alzò la testa e spalancò le fauci minacciosamente nei confronti dell'agricoltore, il quale, spaventato, reagì colpendo violentemente l'animale, che fuggì e scomparve...&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6nGF7kOK7xA/TaCGtPlawCI/AAAAAAAAAC4/SveLA5Pb-cE/s1600/buonanotte%2Bfate.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-6nGF7kOK7xA/TaCGtPlawCI/AAAAAAAAAC4/SveLA5Pb-cE/s200/buonanotte%2Bfate.gif" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quando il fratello ritornò e fu informato dell'accaduto, cercò invano disperatamente per molto tempo di far tornare l'amata fata, chiamandola e implorandola senza pace, ma lei non apparve mai più. Allora lui, con il cuore spezzato, decise di rimanerle fedele per tutta la vita, e volle infine che la morte lo cogliesse nel sonno, davanti alla grotta dove l'aveva conosciuta, per ritrovarla e amarla ancora e per sempre nel cielo delle Fate...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si narra inoltre che anche il lago di Subiolo, in Valstagna, sia un luogo abitato da Fate e da altri spiriti che nottetempo si manifestano con lamenti, grida e sibili inquietanti; pare tra l'altro che lo stesso nome del lago derivi da questi strani rumori, simili al suono dello zufolo, detto in dialetto locale subio. Il seguente è uno dei racconti più interessanti raccolti nella zona: un giovane falegname ritornava una sera sul tardi alla sua casa vicina al ponte Subiolo, dopo aver fatto visita alla fidanzata, quando si sentì ripetutamente chiamare per nome... Con sgomento si accorse allora alla luce dei raggi lunari che un gruppo di Fate danzava sulle acque del lago! "Vieni con noi - gli dicevano - tu non hai mai provato la felicità che ti offriamo, vieni a danzare con noi finché splende la luna..."" No, no - rispose il giovane terrorizzato - laggiù c'è l'acqua e se scendo annegherò."" Hai paura? - Gli chiesero le Fate ridendo - allora guarda, l'acqua è sparita vieni!" Infatti anche i sassolini del fondo erano asciutti e i massi rivestiti di muschio porgevano il soffice divano alle Fate. "No, no! "- ripetè il giovane, ma come soggiogato non poteva staccarsi dal parapetto del ponte - "Non vuoi? - le Fate ripresero - ebbene perché tu abbia a ricordarti di noi, t'offriamo una grazia: chiedi! "Ed egli tremante domandò: "Che io possa con le mie mani eseguire qualunque lavoro d'intaglio." "Concessa - si sentì rispondere - ma non sarai mai ricco!" Alla mente del falegname balenò forse l'idea di opere grandiose, l'artista ebbe forse la sua prima visione. Intanto l'acqua tornava ad uscire impetuosa e spumeggiante da laghetto, stormivano per il vento le fronde dei faggi e la montagna proiettava l'ombra sua immobile, poiché la luna era calata dietro la cima. Le Fate erano sparite. Da quel giorno il giovane falegname realizzò opere in legno meravigliose e di rara bellezza per tutte le chiese del paese e di altri villaggi vicini, ma morì povero come era vissuto e come gli avevano predetto le Fate...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Val d'Aosta è presente una Dama Bianca, una bella ed amabile Fata benefica che appare con lunghe vesti bianche nei prati, sulle alture, ai margini dei boschi. In particolare, protegge gli abitanti di Issime e se proprio non le è possibile evitare sventure o disgrazie, cerca di avvisare pastori e paesani con lamenti e grida acuti e prolungati. Altre dame bianche sono segnalate s
