lunedì 5 dicembre 2011

La Stirpe Degli Ellyllon


 Ellyllon, il singolare è Ellyll, è un nome generico che appartiene ad una tribù di Elfi gallesi e che deriva, forse, da un ramo secondario della stirpe dei Tywyth Teg. La loro regina sembra essere la mitica Mab, regina delle Fate ricordata anche dal grande Shakespeare in Giulietta e Romeo che potrebbe avere qualche connessione con la regina fatata irlandese Maeve. Secondo una tradizione gli Ellyllon sarebbero le anime degli antichi sacerdoti druidi, troppo buoni per finire all'inferno ma, in quanto pagani, impossibilitati ad accedere al Paradiso e allora costretti a restarsene sulla terra sotto forma di spiriti. Comunque sia, questi Elfi sono oggi considerati in via di estinzione e ne restano ben pochi esemplari in circolazione. Gli Ellyllon, sono esseri magri e diafani, che si nutrono di funghi velenosi e di un burro speciale ritenuto magico, ricavato da una sostanza fungoide che si trova nelle radici dei vecchi alberi e nelle crepe del calcare. Non sono cattivi, anzi aiutano volentieri i contadini e gli agricoltori nel lavoro quando possono, anche se preferiscono starsene soli rannicchiati sotto gli alberi. La loro statura èdavvero minuscola, sono alti attorno ai 20-25 centimetri e vestono di abiti verdi che si confondono con la vegetazione. Questi Elfi vivono esclusivamente nel Galles,
particolarmente nelle contee del sud del Glamorgan di Carmarthen e di Pembroke laddove i sassoni portarono le loro credenze, e abitano di preferenza nelle vecchie cave abbandonate, nei buchi degli alberi o nelle grotte di montagna.

(Le Creature del Piccolo Popolo - Guida da campo alla ricerca di Elfi, Gnomi, Fate e Spiriti Inquieti di Dario Spada)



LEGGENDA

C'era una volta un contadino, che era parecchio sfortunato, di nome Rowli Pugh. Se veniva la ruggine alle graminacee questa attaccava sicuramente il suo raccolto; quando tutte le altre bestie del vicinato stavano bene le sue erano certamente malate. Sua moglie era invalida e non poteva lavorare né in casa né nella fattoria. Egli, un giorno, stava tristemente ragionando tra sé e sé di vendere la fattoria e di partire lontano quando gli si avvicinò un Elfo che gli assicurò che non avrebbe più sofferto e gli disse:

«Dì a tua moglie di lasciare una candela accesa e di tenere il fuoco ben allegro, che gli Ellyllon faranno il resto».

E l'elfo si dimostrò buono come le sue parole. Tutte le notti Rowli e Catti, la moglie, andavano a dormire lasciando una candela accesa e tutte le notti udivano delle risate, allegria e rumore sotto la finestra della loro stanza, e ogni mattina la fattoria e la casa erano in perfetto ordine. Così il raccolto prosperò. Tutto andò bene per tre anni, poi un giorno Catti pensò di dare una sbirciatina a quella allegra brigata. Una notte attese che il marito si fosse addormentato, andò giù dalle scale in punta di piedi e si mise a spiare dal buco della serratura. Vi era una gran folla allegra, ilare e giocherellona che lavorava alacremente. La loro ilarità era talmente contagiosa che Catti scoppiò improvvisamente in una energica risata. Allora, improvvisamente, la candela si spense, si udì un urlo e un tramestio, poi tutto si acquietò di nuovo. Gli Elfi non tornarono mai più a lavorare in quella fattoria, ma i due erano ormai avviati sulla via della prosperità e la fortuna non li abbandonò più.

(Le Creature del Piccolo Popolo - Guida da campo alla ricerca di Elfi, Gnomi, Fate e Spiriti Inquieti di Dario Spada)

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