mercoledì 25 gennaio 2012

La Leggenda Dell'Acqua

 Per l’uomo primitivo che viveva a stretto contatto con la natura, le cose veramente importanti erano poche e riconducibili ai quattro elementi: il fuoco, la terra, l’aria, l’acqua, considerati dunque “divini”.

Anche con il passare del tempo, mentre l’uomo si avvicinava alla civiltà e si allontanava dalla natura, questi elementi hanno sempre avuto un posto importante, trasformandosi in un simbolo, qualcosa di magico e sacro. L’acqua, tra i quattro, è il più presente nella speculazione simbolica, perché esso, più di ogni altro, si carica di significazioni legate all’origine della vita e rappresenta per eccellenza il principio vitale che penetra le cose della natura. Essa è perciò presente nelle pratiche religiose di molte culture, si lega alla storia dell’uomo e sta al confine tra la vita e la morte, tra la Creazione e il nulla. Presso i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, dai rispettivi paesi prevalentemente aridi, le acque dolci, indispensabili e benefiche, generarono sempre stupore, miracolo e poesia. Le più belle espressioni tramandate nel tempo, sono legate al verdeggiare della natura attorno alle sorgenti o alla sacralità dei pozzi, assi del mondo, microcosmi che legano il cielo agli inferi.

Al contrario, presso i popoli del Nord Europa l’acqua, caratterizzando il paesaggio nelle sue valenze lacustri e paludose, legandosi al freddo e al grigio pluviale del clima, assumendo toni cupi e misteriosi, appare associata soprattutto ai temi della disgregazione della materia, dell’inganno, del mondo infero grigio e umido. Anche nel Mediterraneo tuttavia, esiste una valenza di morte legata all’acqua: nelle profondità marine si nascondono esseri mostruosi. La misteriosità del mare lega l’acqua al tema della morte. Psiche sarà condotta nelle sue prove iniziatiche, in un gorgo pauroso dell’Oceano da cui nascono le acque dello Stige, nefaste anche agli Dei Olimpici se spergiuri. Ma all’acqua, nella sua doppia valenza di morte e rigenerazione, quindi vita, è legato il mito dei Paradisi terrestri.

Nella lingua sumera “a” significa acqua, ma anche “generazione”.

In Polinesia è considerata la materia prima fondamentale.

In Cina l’acqua corrisponde al caos da cui tutto ha avuto inizio.

Nella speculazione dei presocratici i quattro elementi sono all’origine del mondo.

Talete di Mileto (624–548 a.C.) sosteneva:”l’acqua è il principio di tutte le cose; le piante e gli animali non sono altro che acqua condensata e acqua torneranno ad essere dopo la morte”.

Per Greci e Latini, l’acqua simboleggia i misteri della vita, dove nascita e morte, passato, presente e futuro si intrecciano: dove sgorgano le sorgenti, e perciò gli spiriti dell’acqua hanno il potere della profezia, sorgono dunque gli oracoli più famosi dell’antichità. Nel mito greco, Poseidone presiede a tutte le acque del mare.

A mezzogiorno si evitavano fontane, fiumi, sorgenti, umidità legate a grotte e ombre d’alberi: lì regnavano ambigue le Ninfe.

Il mito della Creazione degli indiani Yuki narra che in principio tutto era acqua, dalla cui schiuma uscì la voce e il canto del Creatore.

Nei miti celtici, caldaie, pentole e calici magici donatori di immortalità sono rinvenuti in fondo al mare o ai laghi.

Per gli alchimisti del Medioevo, l’acqua è ciò che scioglie tutto, ricchissima di magia.

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