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Visualizzazione dei post da gennaio, 2012

La Farfalla e L'Orfanella

è una favola meravigliosa che narra di una povera orfanella che non aveva né famiglia né qualcuno che le volesse bene. Un giorno, sentendosi particolarmente triste e sola, si mise a camminare per i boschi e vide una bellissima farfalla imprigionata in un rovo. Più la farfalla si dibatteva per conquistare la libertà e più le spine si conficcavano nel suo fragile corpo. La giovane orfanella con delicatezza riuscì a liberarla. Invece di volare via, la farfalla si tramutò in una bellissima fata. La ragazzina si sfregò gli occhi perchè pensava di aver avuto una allucinazione. " Per ricompensarti della tua straordinaria bontà", disse la fatina buona, "esaudirò qualunque tuo desiderio". La ragazzina si fermò un attimo a riflettere, poi disse: "Voglio essere felice!". La fata rispose: "Molto bene". Si chinò su di lei e le sussurrò qualcosa...

Lo Scialle Magico

  Tanto, tanto tempo fa, esisteva il mondo delle favole, quando Re e Regine, uomini e donne, fate, gnomi e folletti convivevano pacificamente tra di loro. In quest’epoca fatata sul Monte di Portofino si trovava un piccolo Regno. Sulla vetta si trovava un bianco castello, circondato da splendidi giardini, intorno c’erano le case dei nobili e dei dignitari, e lungo il pendio che degradava verso il mare abitavano i sudditi. Quelli della parte più alta, vicino alla vetta, praticavano l’agricoltura e la caccia e curavano soprattutto l’ulivo, ma quelli che vivevano più in basso, vicino al mare, ed erano la maggioranza, praticavano da sempre la pesca. Le loro barche dondolavano dolcemente in una piccola insenatura naturale ai piedi del monte da dove ogni mattina salpavano, spesso insieme al loro Re, che alla testa della piccolo flottiglia, li guidava verso il largo, nelle zone più ricche e pescose. Questo era il Regno del Re Pescatore, che viveva nel castello con la sua ...

I Tre Credi

C'era una volta, tanto e tanto tempo fa, nella ricca città di Torrelunga, un re con un unico figlio, di nome Vincenzo, che era tutta la sua speranza. Non vedeva l'ora che si sposasse per dare un erede al trono, ma il principe era un tipo così solitario e selvaggio, che quando il re suo padre gli diceva di sposarsi scuoteva la testa, e se ne andava a caccia per una settimana. Accorgendosi di diventare vecchio, il povero re tentò in tutti i modi di convincere suo figlio a cambiare idea, ma Francesco non si lasciò commuovere né dal suo dolore, né dai consiglieri che gli spiegavano la necessità di assicurare un erede al trono, né dalle preghiere dei suoi sudditi. Ma un giorno, quando ormai il vecchio re aveva perso tutte le speranze, accadde che, mentre erano riuniti intorno alla tavola, il principe pensava alle cornacchie nere che passavano in cielo e tagliava a metà una ricotta: si tagliò un dito e due gocce di sangue, cadendo sulla ricotta, fecero un abbinamento d...

Le Dodici Fate

Una volta, raccontano, sul monte Ineu vivevano dodici fate. La cittadella entro cui vivevano era tutta d'ambra; le porte avevano stipiti d'oro e d'argento ed erano adorne di belle sculture. Le fate erano così belle, che chiunque le guardasse in viso diventava folle d'amore e vagava sulle loro tracce finchè non era completamente fuori di sè. La loro signora, la principessa delle fate, non aveva pari: la sua voce era così dolce e incantevole, che i pastori, quando guidavano le greggi alle falde del monte e le udivano cantare nelle sere di luna piena, rimanevano ammaliati e non potevano più dormire la notte. Da quelle parti abitava anche un cacciatore, giovane ma molto famoso, di nome Valer. Questi fece una scomessa con altri giovani, vantandosi d'essere in grado di rapire la principessa delle fate e farla moglie. Ma il suo desiderio restava un semplice desiderio, perchè le fate erano custodite da due giganti, ciascuno dei quali aveva un solo occhio sul...

Sette Minuti

  Nelle vicinanze di Kovaszna ci sono le rovine di un castello. Secondo un'antica credenza, in questo castello c'è un sotterraneo con una porta di ferro. Su questa porta sta seduta la Regina delle fate. Il giorno di Capodanno, questa porta si apre e rimane aperta per sette minuti. Allora è possibile vedere l'immenso tesoro che si trova accumulato là dentro. Chi abita per sette anni interi all'ingresso del sotterraneo, viene invitato dalla Regina delle fate ad entrare e a portar via tutto l'oro che vuole. Per riempirsi le tasche d'oro e d'argento, la Regina delle fate gli dà sette minuti. Se rimane un attimo di più all'interno del sotterraneo, è aggredito dai draghi e viene trasformato lui stesso in un drago; potrà riprendere la sua forma primitiva solo quando un altro avrà trascorso sette anni sull'ingresso del sotterraneo, per esservi fatto entrare a sua volta. Fonte  

Adele, La Suora Fantasma, e Il Suo Amore Infelice Per Saverio.

Palazzo De Nobi (Catanzaro,Calabria) Palazzo S. Chiara (prima De Nobili), sede del Comune di Catanzaro, era simbolo del potere feudale, fu la massima espressione di edilizia privata nella città agli inizi dell'800. Appartenne ai De Nobili, una delle famiglie più agiate della città. Essi, insieme ai De Riso, ai Poerio e ad altri esponenti della ricca borghesia, riuscirono ad esercitare il potere sulla città. Nel 1883, in seguito ad un dissesto finanziario, il Palazzo fu venduto dai De Nobili al Municipio. Oggi,questo palazzo, è il protagonista di un evento paranormale che fa ricordare ai catanzaresi l'infelice storia di due innamorati... La storia si pone fra la fine degli anni 1830 - 1840 a cavallo del periodo storico carbonaro-rivoluzionario ed ha in comune alcuni tratti melodrammatici del racconto e delle vicissitudini di Romeo e Giulietta decantata dal grande William Shakespeare; con una differenza: quest'ultima è il frutto della ...

Longwitton

In un bosco non lontano dal villaggio di Longwitton ci sono tre pozzi che un tempo erano molto famosi. Allora veniva gente da ogni parte a bere l'acqua dei pozzi, squisita come vino e dotata di grandi virtù risananti. Molti pastori con le ossa dolenti dopo il lungo inverno umido sulle colline venivano ai pozzi in cerca di sollievo per i loro acciacchi, e più di un bambino malaticcio trovò lì una nuova salute. Gli abitanti di Longwitton erano giustamente orgogliosi dei loro pozzi, che parevano dotati di poteri magici. Ma un giorno un contadino affannato trovò vicino ai pozzi un drago enorme e si prese un bello spavento. Il rettile aveva arrotolato la coda attorno ad un albero, e con la lingua nera ficcata nel pozzo lappava l'acqua come un cane. Quando il drago sentì l'uomo che si avvicinava, svanì, ma il contadino capì che era solo diventato invisibbile, perchè lo sentiva calpestare le foglie secche, e gli arrivava in faccia il soffio caldo del suo fiato. ...

The Three Treacle Wells of Longwitton

In pre-Christian Britain there was a considerable belief in the power of the 'treacle' or healing well. Treacle is a word which in itself originally meant 'healing'. Believing in water as the source of life, the people revered their wells as holy; a practise which continued rather than died out when Christianity came to these isles.Dotted all around Britain you will find many treacle wells, in excavated settlements, ancient buildings and even located near churches. One such notable example is St. Margaret's Well at Binsey in Oxfordshire, which has been a site of pilgrimage for many hundreds of years. Originally a pagan well, the well at St. Margaret's came to be famed for its powers of fertility. Henry VIII and his wife Catherine of Aragon were said to have visited it when hoping for a male heir. Northumberland is no exception. Indeed, there is a tale which finds its origin near the town of Longwitton which describes local belief in not one but ...

La Dama Del Lago

La leggenda narra che la Sacerdotessa del tempio della Dea, fosse celata dentro un riserbo impenetrabile. Il suo piccolo regno, praticamente solo il tempio della Dea, si trova in un' isoletta in mezzo al lago, ma non è facile scorgerla e ancor meno raggiungerla. Avvolta quasi sempre dalla nebbia e circondata da acquitrini che la rendono inaccessibile sia a piedi che in barca. C’è comunque un sentiero che se magicamente evocato, snodandosi nel fitto canneto, conduce al cancello del tempio. La leggenda la vuole prigioniera del lago, rilegata sul fondo, occultata dall’acqua limpida che si specchia al sole. Il suo agire non è neutrale ma non è nemmeno alleata di questa o quella parte, quando si manifesta, in qualche modo si capovolge il destino del tempo, ovvero il bene ed il male che alternativamente primeggiano l’uno sull’altro. La Dama del Lago consegnerà a Merlino la spada Excalibur, che poi Artù estrarrà dalla pietra dell’altare. La Dama del Lago è la custode del Gr...

I Ritrovi Delle Fate

Quando andiamo alla ricerca dei luoghi in cui si riuniscono le fate, dobbiamo ricorrere al potere dell’intuizione che supera quello dell'immaginazione. In genere le fate abitano in luoghi selvaggi e solitari, tuttavia le possiamo trovare anche nei parchi cittadini o nei nostri giardini: queste fate sono quelle più piccole chiamate anche come fate dei fiori ritratte con tanta cura da pittrici come Cicely Mary Barker, Margaret Tarrant e altre. Sono creature incantevoli e anche per loro vale quanto detto sull’atteggiamento da tenere. Esse però non sono le fate nobili, quelle che hanno statura umana e custodiscono la nostra cultura, le fate creative, le artiste che governano il canto, l’arte del racconto, la musica, la danza, la poesia, il teatro e l’arte figurativa. Esse conoscono i più profondi segreti della terra, della natura e della materia, e sono maestre in tutte le arti manuali. Non si dice forse che chi usa l’ago con destrezza ha una “mano di fata”? Le fate ...

La Leggenda Dell'Acqua

 Per l’uomo primitivo che viveva a stretto contatto con la natura, le cose veramente importanti erano poche e riconducibili ai quattro elementi: il fuoco, la terra, l’aria, l’acqua, considerati dunque “divini”. Anche con il passare del tempo, mentre l’uomo si avvicinava alla civiltà e si allontanava dalla natura, questi elementi hanno sempre avuto un posto importante, trasformandosi in un simbolo, qualcosa di magico e sacro. L’acqua, tra i quattro, è il più presente nella speculazione simbolica, perché esso, più di ogni altro, si carica di significazioni legate all’origine della vita e rappresenta per eccellenza il principio vitale che penetra le cose della natura. Essa è perciò presente nelle pratiche religiose di molte culture, si lega alla storia dell’uomo e sta al confine tra la vita e la morte, tra la Creazione e il nulla. Presso i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, dai rispettivi paesi prevalentemente aridi, le acque dolci, indispensabili e benefich...

La Leggenda di Beowulf

Secoli fa, quando ancora gli eroi dominavano le terre del Nord, una figura vestita di stracci avanzava carponi lungo una spiaggia rocciosa della Scandinavia alla ricerca di una via per arrampicarsi sulla scogliera soprastante. Era uno schiavo che fuggiva dal suo padrone, un signore del regno dei Geat e, sebbene di lui non si sappia nemmeno il nome, le sue gesta epiche cambiarono il destino del suo popolo”. Nella prima parte della leggenda, lo schiavo vagando lungo la riva si imbatte in un enorme tumulo di pietre, forse tomba di un antico re. Trova l’entrata e penetra nel tumulo. “Si trovava in una stanza del tesoro, dove erano ammassate le ricchezze di una potente e sconosciuta tribù del passato. Braccialetti d’oro a forma di serpente, spille in filigrana d’argento, spade di ferro dall’impugnatura dorata, coppe in ceramica rossa di Samo, amuleti dell’antico dio Thor, monete luccicanti riempivano l’intera caverna. Stava già per avventarsi su quelle meraviglie, quando qualcosa gli ge...

Luoghi Sommersi

Altre leggende raccontano di luoghi e città sommerse dal mare o da un lago. La più conosciuta riguarda Cantre'r Gwaelod , terra con una ricca città che un tempo sorgeva al posto della odierna Cardigan Bay. Le campane della città possono essere ancora udite nei silenziosi giorni di mare calmo...   Un'altra città sommersa, stavolta da un lago, è Langorse Lake, vicino a Brecon, qui scavi archeologici hanno veramente trovato tracce di un antico insediamento celtico costruito su palafitte. Realtà e fantasia si uniscono a Llyn y Fan Fach, lago vicino a Llandovery. Un giovane corteggiò una maga proveniente dalle profondità delle sue acque e quando si sposarono la condizione di base per far durare il matrimonio, e far vivere la donna fuori dal lago, fu che lui non la 'colpisse mai tre volte senza motivo'. I due ebbero una buona dote, tre figli e vissero felici fino a quando lui inavvertitamente la colpì tre volte. Lei fu subito costretta a rientrare nel lago ma spesso tor...

Il Lupo E La Regina Della Notte

In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso. In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve. Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese: - Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?- - Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo. La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla. - Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena. Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò ...

Le Due Fate

Le Due Fate C'era una vedova che aveva due figlie; la maggiore le assomigliava tanto, sia per aspetto che per carattere, che si poteva scambiarla tranquillamente per la madre. Erano tutte e due così orgogliose e antipatiche che era impossibile vivere con loro. La minore invece era il ritratto del padre; era dolce, onesta e soprattutto, bellissima. Poiché si ama chi più ci assomiglia, la madre preferiva la figlia maggiore ed aveva un'incredibile avversità per l'altra, perciò la faceva mangiare in cucina e la obbligava a lavorare senza tregua. Inoltre la poverina doveva andare due volte al giorno a prendere l’acqua molto lontano da casa, con una grande brocca. Un giorno, mentre era alla fontana, una povera donna le chiese di darle da bere. "con piacere" - rispose la giovinetta -. Sciacquò la brocca, la riempì di acqua fresca e la sostenne lei stessa perché la donna potesse bere più facilmente. La donna, dopo aver bevuto, le disse: "sei cos...

Il Sogno Dell'Orsa

Un tempo sulla Terra c'era un luogo magico, una Valle incantata circondata da montagne altissime: tra queste una, la più alta, aveva un cuore di Cristallo che raccoglieva e incanalava le energie purissime del Cielo inviandole al centro della Terra e viceversa, creando un ponte essenziale alla vita e all'equilibrio di tutto il pianeta. Nella Valle regnava l'armonia tra gli uomini e gli Spiriti Guardiani della Natura, che erano continuamente rigenerati dal contatto con la Montagna dal cuore cristallino. In quel tempo la Valle era sorvegliata da un'Orsa vecchia e saggia, che nei suoi sogni custodiva le risposte a ogni domanda che poteva affiorare dal cuore degli uomini e degli Spiriti stessi. Quando qualcuno aveva domande, si rivolgeva all'Orsa: l'Orsa si metteva a dormire nella sua caverna e sognava, ed entrava nei sogni di chi aveva domande perché potesse sognar...

La Fata Che Aspirava Al Sole

La Fata viveva felice in un posto incantato. La natura rigogliosa dai colori sgargianti e dai profumi inebrianti rigenerava l’anima e i corpi delle creature che avevano la fortuna di abitare in quel luogo carico di magia. Lei aveva ali ampie e cangianti, e la sua pelle sottile, morbida e diafana, rifletteva i bagliori ora dorati, ora argentei, degli astri che si alternavano in un cielo profondo e sempre limpido. Con le altre della sua specie passava molto tempo a giocare gioiosa tra le acque spumeggianti di ruscelli e cascate per le quali aveva una predilezione, e si dedicava con paziente impegno a controllare la crescita dei fiori e delle piante, avendo cura che l’energia dell’ambiente circostante provvedesse al loro nutrimento. Armonizzava, nell’etere di cui era parte, il nutrimento che proveniva dal Cielo, sotto forma di luce e calore solare, con quello che scaturiva dalla Terra, e lavorava alacremente per eliminare ogni forma di limitazione, impedimento o distorsi...