Quando
andiamo alla ricerca dei luoghi in cui si riuniscono le fate, dobbiamo
ricorrere al potere dell’intuizione che supera quello
dell'immaginazione. In genere le fate abitano in luoghi selvaggi e
solitari, tuttavia le possiamo trovare anche nei parchi cittadini o nei
nostri giardini: queste fate sono quelle più piccole chiamate anche come
fate dei fiori ritratte con tanta cura da pittrici come Cicely Mary
Barker, Margaret Tarrant e altre. Sono creature incantevoli e anche per
loro vale quanto detto sull’atteggiamento da tenere. Esse però non sono
le fate nobili, quelle che hanno statura umana e custodiscono la nostra
cultura, le fate creative, le artiste che governano il canto, l’arte del
racconto, la musica, la danza, la poesia, il teatro e l’arte
figurativa. Esse conoscono i più profondi segreti della terra, della
natura e della materia, e sono maestre in tutte le arti manuali. Non si
dice forse che chi usa l’ago con destrezza ha una “mano di fata”? Le
fate abitano in fatate fortezze, vale a dire colline e tumuli, naturali o
fatti dall’uomo e situati in zone isolate. All’interno di queste
colline si trovano quei magici palazzi e le corti nobili delle fate e
qui il Popolo degli Elfi si sposta senza restrizioni, come se si
muovesse nello spazio aperto, poiché soltanto a noi la materia appare
densa e impenetrabile. Le fate inoltre si radunano negli spazi aperti,
nelle foreste, nei boschi e presso le sponde di laghi e stagni isolati.
La pianta che amano di più è forse il biancospino, detto anche "spin bianco" od "ossiacanta" ma, secondo un vecchio detto popolare, “nelle antiche querce dimorano le fate”, per cui anche tale grande albero va incluso tra le loro preferenze. Gli alberi solitari sono spesso alberi fatati e, se una pianta presenta una forma nodosa e misteriosa o emana una personalità magica e intensa, sarà quasi sicuramente un albero fatato. Negli atti del processo a Giovanna d’Arco si legge che Giovanna era stata accusata di “aver danzato attorno all’albero magico”: questo “albero magico” non era altro che una di queste piante sacre e curative ai piedi delle quali venivano lasciati dei doni alle fate e alla Dea per ottenere dei miracoli.
Gli alberi fatati sono oggetto di particolare rispetto soprattutto perché le fate scelgono di danzarvi intorno in particolari giorni dell’anno, giocando e scherzando sotto di essi o tra le loro fronde. Da questa attività, che trasforma gli alberi fatati in esseri sacri, scaturiscono energie potenti e particolari.
Oltre al biancospino e alle magica quercia maestosa, vi sono altre piante e arbusti fatati: il sorbo selvatico, il rovo, il frassino, il prugnolo, il sambuco, la betulla, il melo, il nocciolo, il pioppo, l’alloro, il lillà, i vari tipi di salice, l’ontano, l’agrifoglio, la ginestra, il pino, il faggio e il pino silvestre. Naturalmente crediamo che ogni albero sia potenzialmente fatato, tanto è vero che ogni civiltà umana ha un albero come simbolo di vita dove la conoscenza si fonde con quello spirito di magia naturale che si respira ancor oggi nei boschi naturali, regno incontrastato di ogni spirito fantastico.

Complimenti, questo blog è fantastico!!!! Bisogna stare attenti a non perdere la cognizione del tempo.....ci starei delle ore!
RispondiEliminaCiao e alla prossima!!!
Cri
Sono contenta che it piaccia torna presto a trovarmi :D
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