Mugge il Pioverna al ciel nascosto
nell'Orrido cupo d'infernale aspetto,...
e del torrente l'onda trova nel lago infin la pace
(Pietro Pizzi)
nell'Orrido cupo d'infernale aspetto,...
e del torrente l'onda trova nel lago infin la pace
(Pietro Pizzi)
Comune d'appartenenza: Bellano
Denominazione: Monumento naturale
Morfologia: Cascata sotterranea
Altezzza: 50 metri sotto il livello del lago di Como
Fonte: fiume Pioverna
Denominazione: Monumento naturale
Morfologia: Cascata sotterranea
Altezzza: 50 metri sotto il livello del lago di Como
Fonte: fiume Pioverna
Il fiume della Valsassina non si immette nel Lago. Il Pioverna si
lancia con una sono una serie di salti d'acqua e cascate all'interno di
forre dal fascino unico. Questo spettacolo è una delle attrazioni più
suggestive del lago. Il rumore delle acque, che scorrono una cinquantina
di metri sotto i nostri piedi, è spesso assordante e a volte mette
quasi paura. Da una galleria sulla destra esce una rombante cascata e il
pulviscolo acqueo ci raggiunge fin sulla nostra aerea postazione. Noto
fin dall'antichità, l'Orrido di Bellano acquistò particolare fama a
partire dal 1700, grazie alle poesie composte dal poeta e letterato
bellanese Sigismondo Boldoni, affascinato da questo "Orrore di
un'orrenda orrendezza". L'ingresso all'Orrido fu costruito a metà '700,
con un'ampia scalinata in marmo rosa e le cancellate, aggiunte
successivamente, in stile Liberty.
Tradizione
Molte le leggende e i fatti. Basti qui ricordare che la tradizione vuole che giaccia il valoroso guerriero Taino, sepolto col suo tesoro e che le gallerie, che si dipanano verso Bellano furono usate anche durante l'occupazione austriaca per evitare di incappare nelle ronde durante il coprifuoco. All'entrata dell'Orrido,di fronte, alla "Casa del Diavolo", nota con questo nome per le leggende che si narrano su di essa. Già il nome di questa torretta a pianta quadrata,evoca nell'immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo.
Storia
L'origine di questa piccola meraviglia della natura risale a quindici, ventimila anni or sono, quando, al termine dell'Era Glaciale, le acque di fusione dei ghiacci presero a scorrere vorticose, aprendosi la strada verso valle. Lentamente il Pioverna, il torrente che percorre buona parte della Valsassina, scolpì il fondovalle per poi iniziare a scavarsi un solco sempre più stretto e profondo che da Taceno giunge in vista del Lario. La corsa delle acque doveva probabilmente finire con un'alta cascata che piombava da un gradino roccioso. Lentamente l'azione erosiva delle acque ha scavato il gradino facendo arretrare la cascata e lasciando la stretta gola dell'Orrido. Un'altra ipotesi sulla formazione di questo fenomeno geologico spiega che un innalzamento del terreno avrebbe costretto il torrente in un primo letto che poi è stato via via eroso sempre più. Nei secoli XVI° e XVII° la famiglia bellanese dei Denti aveva costruito allo sbocco del Pioverna le proprie fucine per la lavorazione del ferro, estratto dalle miniere della retrostante Valsassina. Il Cotonificio Cantoni che, costruito verso la fine dell' '800, era uno dei tanti opifici che sfruttavano l'energia fornita dalle acque del Pioverna. Infatti, già agli inizi del 1800, grazie alla forza motrice delle acque, la famiglia Gavazzi potè aprire un setificio; ma di questa energia naturale si avvalsero anche altre industrie legate alla lavorazione del ferro. Nel 1858, a seguito di imponenti lavori per la costruzione di gallerie e condotte forzate, finanziati dai Gavazzi, veniva aperto lo stabilimento Badoni per la lavorazione di lamiere di ferro, con tecnologie per allora d'avanguardia- Gli impianti industriali ex Gavazzi furono poi rilevati ed ampliati dai Cantoni, a partire dal 1868 fino ai primi anni '80 del secolo successivo. Nel 1998 il Comune di Bellano acquisiva l'area dell'orrido e ne rilanciava l'immagine turistica, con il rifacimento delle passerelle aggrappate alle rocce ed installando un impianto di illuminazione che nelle ore serali rende l'ambiente particolarmente suggestivo. Si possono anche rintracciare le attuali opere di captazione del forza del Pioverna per alimentare una centrale idroelettrica.
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