L'invidia è il più velenoso dei peccati. Si insinua nella legittima
pretesa - e anche bisogno vitale - che ciascuno ha di valere qualcosa
ai propri occhi. Come un parassita, si nutre di questa necessità vitale
contaminandola con l' idea che il valere qualcosa significhi essere il
primo. Con la conseguenza che chi non è primo non vale nulla; e con
un'ulteriore conseguenza per cui chi primeggia ci fa male perché ci
condanna a non esistere ai nostri occhi.
Ecco la colpa: permettere al parassita di fiorire ai danni della pianta.
Ed ecco la pena: l'inesorabilità del parassita che consuma lentamente ciò che lo sostiene, fino alla rovina di entrambi.
Ecco la colpa: permettere al parassita di fiorire ai danni della pianta.
Ed ecco la pena: l'inesorabilità del parassita che consuma lentamente ciò che lo sostiene, fino alla rovina di entrambi.
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